Libri per scoprire l'Italia dei borghi e dei luoghi nascosti
Una lista di libri veri, da Piovene a Rumiz e Arminio, per leggere i borghi e l'Italia interna prima di partire.
Prima di mettere in valigia una mappa o un'app, vale la pena leggere chi i paesi italiani li ha attraversati a piedi, in treno o con il taccuino in mano. I migliori libri sui borghi e sui luoghi nascosti d'Italia non sono guide turistiche: sono reportage e racconti che spiegano perché un campanile su una rupe, una piazza vuota o una frana che ha bloccato un paese valgono un viaggio. Ecco una selezione di titoli reali, con autore, per preparare lo sguardo prima della partenza. (Niente link d'acquisto: trovi i volumi in biblioteca o in libreria.)
Il punto di partenza resta "Viaggio in Italia" di Guido Piovene (Mondadori, 1957), oltre ottocento pagine nate da un reportage radiofonico per la Rai. Piovene attraversa regione per regione l'Italia del dopoguerra cercando, sue parole, "l'Italia nascosta, multiforme, imprevedibile": un inventario che ancora oggi aiuta a guardare i centri minori senza pregiudizi. Se cerchi un riferimento concreto da cui muoverti, parti dalla nostra panoramica sui borghi medievali da non perdere.
Per l'Italia di montagna e di valle ci sono i due classici di Paolo Rumiz. "La leggenda dei monti naviganti" (Feltrinelli, 2007) risale la spina dorsale di Alpi e Appennini, raccontando le terre alte spopolate; "L'Italia in seconda classe" (Feltrinelli, 2009) percorre invece il Paese sui treni locali, fermandosi nelle stazioni che nessun itinerario veloce contempla. Sono libri perfetti se hai in mente un viaggio lento, come quello tra i borghi vuoti dell'Appennino tosco-emiliano.
Sull'Italia interna del Sud il riferimento è Franco Arminio, inventore della "paesologia". "Terracarne" (Mondadori, 2011) e "Geografia commossa dell'Italia interna" (Bruno Mondadori, 2013) raccontano i paesi della dorsale appenninica meridionale con uno sguardo che alterna tenerezza e denuncia dello spopolamento. Dopo averlo letto, borghi come Gangi sulle Madonie o i murales di Civitacampomarano in Molise si leggono con tutt'altra profondità.
Chi vuole capire i paesi abbandonati deve passare da Vito Teti, antropologo dell'Università della Calabria. "Il senso dei luoghi. Memoria e storia dei paesi abbandonati" (Donzelli, 2004) e "La restanza" (Einaudi, 2022) indagano l'abbandono e, insieme, la scelta di chi resta. È la chiave giusta per visitare luoghi come Poggioreale Antica nel Belice o Buonanotte in Abruzzo, paesi fermati da terremoti e frane.
Restando al Sud, due titoli imprescindibili. "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi (Einaudi, 1945) nasce dal confino dell'autore in Lucania ed è il libro che ha reso celebre Aliano e i suoi calanchi, oggi meta letteraria. "Il paese dei coppoloni" di Vinicio Capossela (Feltrinelli, 2015), finalista al Premio Strega, è un romanzo-poema ambientato nell'Irpinia di Calitri: leggerlo è il modo migliore per avvicinarsi alla Campania interna oltre Napoli e la costiera.
C'è poi un'Italia minore che si racconta attraverso la tavola. "Vino al vino" di Mario Soldati (Mondadori, 1969) è il viaggio di un cronista goloso tra cantine e paesi di collina, regione per regione: un invito a programmare le soste in funzione delle sagre e dei vini locali, come quelli che animano le feste d'autunno tra Piemonte, Toscana e Umbria. Sulla stessa scia, Garessio e la Val Tanaro raccontano un Piemonte di acque termali e castagni che Soldati avrebbe apprezzato.
Per chi preferisce un supporto pratico ma curato, segnaliamo la guida cartacea "I Borghi più belli d'Italia" pubblicata dal Touring Club Italiano in collaborazione con l'omonima associazione: schede affidabili, mappe e informazioni aggiornate, utile da affiancare alla lettura per costruire un itinerario reale verso paesi come Sutera e il quartiere arabo del Rabato o la toscana Anghiari della Valtiberina.
Un consiglio di metodo: alterna un classico (Piovene, Levi) a un autore contemporaneo (Arminio, Teti, Rumiz) e a una guida pratica. Il primo ti dà la storia, il secondo la fotografia del presente e dello spopolamento, la terza i dettagli logistici. È la combinazione che trasforma una semplice visita in un viaggio consapevole tra i borghi italiani, senza ridurli a cartolina. E quando hai finito di leggere, la valigia si fa da sola.