Invece della Costa Smeralda: il mare più bello (ed economico) della Sardegna
Un'alternativa alla Costa Smeralda esiste: Sinis, Golfo di Orosei, Sulcis e Costa Verde. Stesso mare, conto dimezzato.
La Costa Smeralda ha inventato il lusso balneare italiano, e con esso prezzi che a luglio sfiorano l'assurdo: un lettino in spiaggia può costare quanto una notte in hotel altrove. La buona notizia è che cercare un'alternativa alla Costa Smeralda non significa rinunciare a niente. Il granito rosa, l'acqua che passa dal verde smeraldo al turchese, le calette tra la macchia mediterranea: tutto questo esiste lungo gli altri 1.800 chilometri di costa sarda, dove il conto a fine giornata è un'altra cosa. Ecco quattro zone dove andare, ognuna abbinabile a un entroterra che da solo vale il viaggio.
**Penisola del Sinis (Oristano).** È forse la zona più conveniente dell'isola. La spiaggia simbolo è Is Arutas, fatta di minuscoli granelli di quarzo bianco, rosa e verde levigati dal mare (sono protetti: guai a portarli via). Accanto, Mari Ermi e Maimoni chiudono un litorale che è area marina protetta, con acqua bassa e trasparente perfetta anche per i bambini. La base economica è Cabras, paese di pescatori e di bottarga, a due passi dalle rovine di Tharros, la città fenicio-romana sul mare del Sinis. Nei giorni di maestrale, quando il bagno è meno invitante, l'entroterra dell'Oristanese regala due capolavori nuragici: il Pozzo Sacro di Santa Cristina, con la sua scala di pietra geometricamente perfetta, e il Nuraghe Losa di Abbasanta, un mastio di basalto nero tra i meglio conservati della Sardegna.
**Golfo di Orosei e Ogliastra (costa orientale).** Qui c'è il mare da cartolina che molti associano alla Gallura, ma con tariffe più umane. La base ideale è Cala Gonone, da cui partono le barche per Cala Luna e Cala Mariolu, mentre Cala Cartoe, raggiungibile in auto, resta più tranquilla. Più a sud, in Ogliastra, Cala Goloritzé è stata eletta nel 2025 la spiaggia più bella del mondo: accesso a numero chiuso (250 persone al giorno, ticket di 7 euro), il che la rende vivibile solo evitando l'alta stagione. Sopra le spiagge incombe il Supramonte, dove si nasconde Tiscali, il villaggio nuragico dentro una dolina. Nell'interno ogliastrino vale la salita a Ulassai, tra i tacchi calcarei e le cascate, mentre verso la Baronia c'è Lula, sotto il Monte Albo, la Sardegna minerale dove il mare è solo un'eco lontana.
**Sulcis-Iglesiente e Costa Verde (sud-ovest).** È l'area più sottovalutata e quindi la più economica. Iglesias, città mineraria piena di carattere, è un'ottima base per Cala Domestica, incastonata tra le rocce a Buggerru, e per le lunghe spiagge quasi vuote di Gonnesa. Più a sud Porto Pino allinea dune di sabbia bianchissima; risalendo verso Arbus, Piscinas estende oltre tre chilometri di dune alte fino a 60 metri, tra le più spettacolari d'Europa. A pochi minuti dalla costa, le Domus de Janas di Montessu, una necropoli scavata in un anfiteatro naturale di roccia, raccontano una Sardegna preistorica che il turismo balneare ignora.
**Nord e Logudoro (al posto della Gallura).** Se volete restare a nord ma fuori dai prezzi della Smeralda, puntate sulla Nurra a ovest, su Alghero e sulla penisola di Stintino. Nell'entroterra del Logudoro, tra un bagno e l'altro, si incontrano tre gioielli romanici e preistorici: la cattedrale a strisce di Saccargia, isolata in mezzo alla campagna, San Pietro di Sorres sull'altopiano e la necropoli rupestre di Sant'Andrea Priu a Bonorva.
**Quando andare per spendere meno.** Il segreto vale per tutta l'isola: evitate agosto. A maggio, giugno, settembre e ottobre i prezzi di voli e alloggi scendono sensibilmente, il mare è ancora (o già) caldo e le spiagge respirano. Una doppia in B&B nell'Oristanese o nel Sulcis si trova tra i 50 e gli 80 euro a notte, contro le cifre a tre zeri della Gallura esclusiva. Portatevi pranzo e acqua per le calette senza servizi, noleggiate l'auto in anticipo e considerate i traghetti notturni per risparmiare una notte. La Sardegna più bella, alla fine, è anche quella che costa meno.