San Pietro di Sorres: la cattedrale bianca e nera sospesa sul Logudoro
Su un colle del Meilogu, in Sardegna, una cattedrale romanico-pisana a strisce di calcare chiaro e basalto scuro veglia silenziosa su un altopiano dimenticato, lontano dalle rotte affollate dell'isola.
Foto: Danfad (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi in Sardegna che non gridano. San Pietro di Sorres e uno di questi. Per raggiungerla si lascia la strada per Borutta, piccolo comune in provincia di Sassari, e si sale verso un altopiano di origine vulcanica a poco piu di cinquecento metri. Quando la facciata appare, in fondo a un piazzale battuto dal vento del Logudoro, capisci subito perche meritava il viaggio: e una cattedrale a strisce, bianca e nera, posata su un orizzonte di campi e colline.
La bicromia e la sua firma. Le pareti alternano bande chiare di pietra calcarea e bande scure di basalto, secondo un linguaggio che richiama il romanico pisano diffuso in Toscana nello stesso periodo. La facciata sale per livelli, ritmata da archetti e false logge, decorata da losanghe e rosoni che corrono lungo tutto il perimetro. I lavori iniziarono tra il 1171 e il 1178 e proseguirono fino alla prima meta del Duecento: la chiesa nacque come cattedrale dell'antica diocesi di Sorres, oggi scomparsa.
Quella diocesi fu soppressa nel 1503 e il borgo che la circondava si spense lentamente, lasciando in piedi quasi solo la chiesa. Per secoli San Pietro resto isolata sul suo colle, custode di una storia interrotta. La rinascita arrivo nel Novecento: dal 1947 il complesso venne scelto per fondare un monastero benedettino, e dal 1950 una comunita di monaci vi si stabili, restaurando le strutture e affiancando alla vecchia cattedrale un grande monastero.
Oggi e questo che rende la visita diversa dalle tappe blindate del turismo balneare sardo. Qui non ci sono code ne biglietteria affannata: c'e il silenzio di un luogo ancora abitato dalla preghiera, l'interno luminoso e severo, e dal sagrato una vista che spazia sul Meilogu fino ai nuraghi della valle. I monaci accolgono i visitatori con discrezione e curano un piccolo punto di accoglienza.
Vacci in primavera o nel primo autunno, quando la luce e morbida e le colline sono verdi. Rispetta gli orari delle funzioni, parla a voce bassa, lascia l'auto al piazzale e percorri a piedi l'ultimo tratto. San Pietro di Sorres chiede poco e restituisce molto: una delle pagine piu belle del romanico isolano, lontana dalla folla.