Abbazie più belle d'Italia da visitare, regione per regione
Le abbazie più belle d'Italia regione per regione: chiostri romanici, altari longobardi e monasteri sul mare, con il motivo preciso per andarci.
Un'abbazia non è soltanto una chiesa. È un organismo fatto di chiostri, refettori, scriptoria e orti che per secoli ha organizzato il paesaggio attorno a sé, spesso in fondo a una valle o in cima a uno sperone scelto apposta per stare in disparte. Per questo molte delle abbazie più belle d'Italia non si trovano nelle grandi città d'arte, ma a venti minuti di sentiero o di battello. Ecco un giro regione per regione, con un motivo concreto per ciascuna tappa.
**Piemonte.** Tra le colline di Albugnano, nel Monferrato astigiano, l'abbazia di Santa Maria di Vezzolano conserva uno dei chiostri romanici meglio tenuti del Nord Italia e un pontile scolpito che divide la navata: la data incisa dice 1189, ma gli storici dell'arte lo collocano intorno al 1230. Vale il viaggio per i bassorilievi dipinti, dove il manto della Vergine è ancora colorato col lapislazzuli, e per il ciclo di affreschi trecenteschi del chiostro.
**Lombardia.** Sopra Civate, in provincia di Lecco, San Pietro al Monte si raggiunge solo a piedi, con una salita di circa tre quarti d'ora: in cima trovi un ciborio e stucchi altomedievali che sembrano sproporzionati rispetto alla fatica del sentiero, ed è proprio questo il punto. Sul Lago Maggiore, invece, Santa Caterina del Sasso è incollata alla parete rocciosa a strapiombo sull'acqua: ci si arriva in battello o scendendo una lunga gradinata, e la vista cambia completamente a seconda dell'ora.
**Liguria.** San Fruttuoso non ha strade che la raggiungono: o si arriva via mare con il battello da Camogli e Portofino, oppure a piedi lungo i sentieri del promontorio. L'abbazia benedettina si affaccia su una minuscola spiaggia con la cripta dei Doria alle spalle; in alta stagione conviene partire la mattina presto, prima che la baia si riempia.
**Friuli-Venezia Giulia.** A Sesto al Reghena, l'abbazia di Santa Maria in Sylvis ha plasmato addirittura il borgo: case, torre e fossato sono cresciuti attorno al monastero benedettino di origine longobarda. Dentro, affreschi trecenteschi e una cripta che custodisce sculture altomedievali.
**Umbria.** Nella Valnerina, San Pietro in Valle sopra Ferentillo è una piccola enciclopedia di arte medievale. C'è l'altare longobardo di Ursus Magester, uno dei rarissimi casi in cui lo scultore firma la propria opera; ci sono gli affreschi romanici del XII secolo, studiati a fondo prima dei cantieri di Assisi; e ci sono i sarcofagi romani riusati come tombe dei duchi di Spoleto.
**Marche.** San Vittore alle Chiuse è una chiesa romanica a pianta centrale, in pietra bianca, piantata proprio all'imbocco della gola del Sentino, a due passi dalle grotte di Frasassi. La si abbina facilmente a una camminata lungo il fiume, che è metà del motivo per andarci.
**Toscana.** Tutti conoscono Sant'Antimo, ma San Galgano resta un'esperienza a parte: l'abbazia cistercense è senza tetto, una cattedrale gotica aperta sul cielo e sull'erba. Poco sopra, nella rotonda di Montesiepi, c'è la vera spada nella roccia che ha ispirato tante leggende.
**Campania.** Sopra la Valle dell'Ofanto, vicino a Sant'Angelo dei Lombardi, l'Abbazia del Goleto è un complesso cistercense in parte in rovina, segnato dai terremoti irpini ma proprio per questo eloquente: torre normanna, chiesa vanvitelliana e mura che raccontano nove secoli di storia.
Il giro potrebbe continuare a lungo. Restando fuori dalle mete più battute, meritano una deviazione anche Pomposa con il suo campanile nel delta del Po, l'abbazia di Praglia sui Colli Euganei, le cistercensi laziali di Fossanova e Casamari, la Novalesa in Val di Susa e Santa Maria di Cerrate nel Salento.
Qualche accortezza pratica: molte abbazie reggono su poche persone e donazioni, quindi gli orari sono ridotti, spesso chiusi a pranzo, e d'inverno cambiano. Telefona prima, porta contanti per l'offerta e, dove la comunità monastica è ancora attiva, prova ad arrivare per i vespri: l'edificio torna a fare quello per cui era nato, e si capisce tutto molto meglio.