San Galgano: l'abbazia senza tetto e la spada nella roccia di Toscana
Tra le colline della Val di Merse, una grande chiesa cistercense aperta sul cielo e una vera spada conficcata nella roccia raccontano una storia medievale che pochi conoscono davvero.
Foto: PaestumPaestum (CC BY 4.0) — Wikimedia Commons
A una manciata di chilometri da Siena, ma lontano dalle rotte battute dai pullman turistici, l'Abbazia di San Galgano si presenta come un'apparizione. Le sue pareti gotiche si alzano verticali in mezzo a un prato della Val di Merse, ma sopra non c'e nulla: il tetto e crollato secoli fa, e oggi al suo posto c'e il cielo. Camminare nella navata centrale, con l'erba sotto i piedi e le nuvole al posto delle volte, e un'esperienza che vale da sola il viaggio.
La storia e quella di una grandezza svanita. La costruzione della chiesa cistercense inizio attorno al 1218, e per qualche tempo questa fu una delle abbazie piu potenti della Toscana. Poi vennero le carestie, le epidemie, l'abbandono: dai primi del Cinquecento il complesso fu affidato in commenda e la decadenza accelero. Le volte cedettero nel 1781, il campanile crollo nel 1786 e nel 1789 il luogo venne sconsacrato. Quel che resta e una rovina solenne, rimasta intatta proprio perche dimenticata.
Sulla collina che domina l'abbazia c'e pero il vero segreto del luogo. La Rotonda di Montesiepi, una piccola cappella circolare con la cupola a fasce concentriche di mattoni e travertino, fu eretta tra il 1182 e il 1185. Al suo centro, conficcata nella roccia, c'e una spada. La leggenda la lega a Galgano Guidotti, cavaliere di Chiusdino convertito a vita eremitica, morto qui attorno al 1181.
La cosa sorprendente e che la spada esiste davvero. Un'analisi metallografica condotta nel 2001 dall'Universita di Pavia ne ha collocato la lega nel XII secolo, coerente con la datazione della leggenda. Non e una scenografia per turisti: e un oggetto antico che continua a porre domande.
Vieni la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce taglia le finestre vuote e i pochi visitatori si diradano. Porta scarpe comode per salire a Montesiepi a piedi, rispetta il silenzio della rotonda e lascia tutto come l'hai trovato. San Galgano premia chi sa fermarsi.