Weekend fuori porta da Napoli: 9 borghi e mete entro 100 km
Non Capri, non Amalfi, non Pompei. Nove borghi e mete entro un'ora e mezza da Napoli, dove si arriva senza prenotare mesi prima e senza fare la fila al parcheggio. Casertano, Sannio, Irpinia, Basso Lazio: il tufo di Sant'Agata de' Goti, la Caserta medievale prima della Reggia, i castagneti di Roccamonfina, le grotte del caciocavallo di Zungoli. Weekend brevi, distanze corte, la Campania di dentro che si racconta a bassa voce.
"#napoli" by Antonio Manfredonio is licensed under CC BY-SA 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/.
C'è un modo di uscire da Napoli il sabato mattina che non prevede il traghetto per Capri, la coda in tangenziale verso la Costiera, il parcheggio impossibile a Pompei. È il weekend fuori porta corto, il raggio dei cento chilometri, la Campania di dentro e il Basso Lazio: borghi che si visitano senza pianificare per mesi, trattorie dove ci si siede al tavolo senza prenotazione salvo agosto, panorami che al ritorno raccontano qualcosa di diverso dalla cartolina.
Le mete che seguono sono tutte reali, tutte raggiungibili in auto in un'ora e mezza al massimo, tutte fuori dai circuiti dell'overtourism. Alcune hanno la bandiera arancione o il marchio dei Borghi più belli d'Italia, altre no e forse è meglio così. Nessuna è un segreto assoluto, ma nessuna è inflazionata: si arriva, si guarda, si mangia, si torna. E la sensazione, il lunedì in ufficio, è quella di aver visto qualcosa che gli altri non vedono.
Un'avvertenza sulle distanze: sono chilometraggi indicativi da Napoli centro, con tempi di percorrenza calcolati fuori dai picchi (evitare il rientro domenicale sull'A1 dopo le 17). Il treno funziona per alcune mete, per altre serve l'auto o un cambio con bus locale.
1. Caserta Vecchia
Circa 35 km da Napoli, 40 minuti d'auto, un'ora abbondante in treno fino a Caserta più bus locale. Non la Reggia, non il Belvedere di San Leucio: il borgo medievale arroccato sul Monte Tifata, cinquecento metri di quota, che i casertani stessi ignorano quasi per pigrizia.
Il Duomo di San Michele Arcangelo, in tufo giallo e grigio, è una delle poche architetture campane in cui si legge chiaramente l'incrocio fra la matrice benedettina, l'eredità longobarda e l'influsso siculo-normanno di età medievale. La torre campanaria è scavata da un arco a tutto sesto che scavalca la stradina: passarci sotto è il gesto più fotografato del borgo.
Andare in autunno, per le castagne e per la temperatura, o d'estate per fuggire l'afa della piana. La sera, se resta la macchina, la vista sulla piana casertana fino al golfo è notevole.
2. Sant'Agata de' Goti
Circa 50 km da Napoli, 50 minuti in auto per la Telesina, poco praticabile in treno. Il borgo sospeso su un costone di tufo, incuneato fra i torrenti Martorano e Riello, che al primo colpo d'occhio ricorda le Cinque Terre viste da lontano, se le Cinque Terre fossero all'interno.
Il nome tradisce la stratificazione: i Goti del toponimo sono in realtà un'eco più tarda, la città vera nasce longobarda ed entra nell'orbita normanna prima di diventare feudo dei Della Ratta. Il duomo con la cripta a colonne di spoglio antiche, il castello ducale, la chiesa dell'Annunziata: tre soste che riempiono un pomeriggio.
Da provare la mela annurca IGP, che qui è di casa, e i bianchi di falanghina del Taburno. Meglio primavera o autunno, quando l'aria è asciutta e le vigne intorno si vedono nitide.
3. Sessa Aurunca
Circa 65 km da Napoli, un'ora d'auto via Domitiana o A1, treno regionale fino alla stazione di Sessa più navetta. È la capitale storica del popolo degli Aurunci, sulle pendici sud-occidentali del vulcano spento di Roccamonfina, e nasconde uno dei ponti romani meglio conservati della Campania settentrionale, il Ponte Ronaco.
La cattedrale ha un pulpito e un candelabro pasquale in mosaico di scuola cosmatesca, di età medievale, di quelli che valgono da soli il viaggio. Il centro storico, in tufo grigio, è quasi sempre vuoto: è esattamente la ragione per venirci.
Ottobre è il mese migliore, con le sagre della castagna e i primi tartufi bianchi del versante nord.
4. Roccamonfina
Circa 65 km da Napoli, un'ora scarsa d'auto. Il paese sta sulle pendici del vulcano spento omonimo, dentro il parco regionale, e vive di castagneti secolari, faggete e sorgenti. Il santuario di Maria Santissima dei Lattani, poco fuori l'abitato, è un complesso francescano di origine tardomedievale immerso nel bosco.
La castagna di Roccamonfina IGP è la ragione gastronomica: raccolta in ottobre, arrostita ovunque, base di zuppe e dolci autunnali. I porcini del versante nord sono l'altra ragione. Andare in ottobre o inizio novembre, con scarpe robuste per i sentieri del cratere.
5. Guardia Sanframondi
Circa 75 km da Napoli, un'ora e un quarto d'auto per la Telesina. Nel cuore del Sannio Beneventano, terra di aglianico e falanghina: qui hanno sede alcune delle cantine cooperative più importanti del centro-sud, con degustazioni possibili quasi tutti i sabati.
Il borgo è noto in tutta Italia per i Riti Settennali di Penitenza, che si celebrano ogni sette anni ad agosto: una processione di battenti incappucciati, di origine medievale, che nel Novecento è stata studiata anche dagli antropologi. La prossima edizione cadrà a fine decennio; nel frattempo, il borgo resta godibile per il centro storico in pietra e per l'enoteca comunale.
Andare in settembre, in piena vendemmia, oppure a fine ottobre per il vino nuovo.
6. Cerreto Sannita
Circa 75 km da Napoli, un'ora e venti d'auto. Cerreto è un caso urbanistico più che turistico: la "città nuova" ricostruita dopo il terremoto del 1688 con un impianto regolare a scacchiera, raro nel Mezzogiorno di quell'epoca, voluto dal conte Marino Carafa.
La ceramica artistica cerretese, decorata in blu, giallo e verde su fondo bianco, si compra ancora nelle botteghe del centro. La cattedrale della Santissima Trinità, il palazzo del Genio, la chiesa di San Martino: la visita si fa a piedi in tre ore, con calma.
Da tavola: cavatelli fatti a mano, formaggi del Matese, agnello laticauda. Ogni stagione va bene, ma d'estate si sta più freschi che a Napoli.
7. Cusano Mutri
Circa 80 km da Napoli, un'ora e mezza d'auto, ai piedi del massiccio del Matese. Il borgo è un dedalo di vicoli in pietra a mezza costa, con affacci sulle forre del torrente Titerno, gole scavate nella roccia calcarea percorribili con guide locali in estate.
La Sagra dei funghi porcini, in settembre, è fra le più antiche e serie del centro-sud: si mangia bene, si beve aglianico, si dorme in agriturismo. Fuori stagione, il borgo diventa quasi silenzioso ed è lì che dà il meglio.
Da abbinare, se si resta due giorni, la vicina Pietraroja con i suoi fossili e il lago del Matese più in alto.
8. Sperlonga
Circa 95 km da Napoli, un'ora e un quarto d'auto per l'A1 e la Flacca, uscita Formia. Siamo in Basso Lazio, ma il criterio dei cento chilometri lo lascia dentro. Il borgo bianco a picco sul Tirreno, con il centro storico saraceno di case a cubo, è l'antidoto ideale a una Costiera Amalfitana in alta stagione.
La villa di Tiberio con la Grotta e il celebre gruppo scultoreo di Scilla e Polifemo, oggi al Museo Archeologico Nazionale accanto al sito, è una delle testimonianze romane più scenografiche del litorale tirrenico. La spiaggia a nord del borgo è ampia, quella a sud più intima.
Andare in maggio, giugno o settembre. Agosto solo se si accetta l'inevitabile.
9. Zungoli
Circa 100 km da Napoli, un'ora e mezza abbondante d'auto per l'A16 in direzione Bari. Alta Irpinia, uno dei Borghi più belli d'Italia, un centro storico di poche centinaia di abitanti su uno sperone. Sotto il paese si aprono grotte tufacee scavate nel Medioevo e usate ancora oggi per la stagionatura del caciocavallo podolico.
Il castello dei Susanna, il convento di San Francesco, i vicoli in pietra: la visita si fa in mezza giornata. La ragione seria per venire, oltre al silenzio, è il tartufo nero irpino e i formaggi di podolica. Stagione ideale: da ottobre a dicembre.
Come organizzarsi
L'auto è quasi sempre più flessibile del treno per queste mete: le stazioni ferroviarie utili (Caserta, Benevento, Sessa Aurunca, Formia) coprono solo alcune destinazioni e da lì serve un mezzo locale. Sull'A1 nord e sull'A16 est, evitare il rientro domenicale fra le 17 e le 20.
Per il pernottamento, la formula giusta è agriturismo o B&B nel centro storico: si spende poco, si mangia meglio che al ristorante, si conosce chi il territorio lo vive. Prenotare con qualche giorno d'anticipo per i weekend di sagra (settembre-ottobre in tutto il Sannio e in Irpinia).
A tavola, le costanti sono cavatelli o fusilli fatti a mano, agnello o pecora laticauda, aglianico del Taburno o Falerno del Massico in bicchiere. In Basso Lazio si vira su pesce del Tirreno e Cesanese. Dolce: sospiri di Sant'Agata, mostaccioli sanniti, castagne del prete.
Quale meta scegliere se ho un solo giorno?
Caserta Vecchia o Sant'Agata de' Goti: sono le due più vicine, entrambe si visitano in mezza giornata con pranzo, si torna a Napoli per cena. Tutte le altre mete di questa lista rendono davvero solo con almeno una notte in loco, perché il piacere sta nel ritmo lento e nella cena in trattoria dopo il tramonto.
Meglio primavera o autunno?
Autunno, senza dubbio, per i borghi sanniti e irpini: castagne, funghi porcini, tartufo nero, vendemmia, temperatura ideale per camminare. Roccamonfina, Cusano Mutri e Zungoli danno il meglio fra ottobre e novembre. Sperlonga al contrario va in primavera o a settembre, per la spiaggia e per evitare il pieno di agosto. Caserta Vecchia e Sant'Agata de' Goti reggono ogni stagione, ma sono splendide con la luce bassa di fine ottobre.
Info pratiche
Qual è il periodo migliore per visitare Weekend fuori porta da Napoli?
Il periodo consigliato è marzo, aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre e novembre, quando è meno affollata.
Weekend fuori porta da Napoli è affollata?
Weekend fuori porta da Napoli è una meta molto tranquilla rispetto alle destinazioni più turistiche.
Dove si trova Weekend fuori porta da Napoli?
Weekend fuori porta da Napoli si trova in Napoli.