Grotta della Poesia: il santuario messapico che la Puglia ha condiviso troppo
A Roca Vecchia, sulla costa adriatica del Salento, una piscina naturale scavata nella roccia calcarea conserva centinaia di iscrizioni votive messapiche, greche e latine: un santuario delle acque frequentato per oltre mille anni. Da quando il National Geographic la incluse fra le piscine naturali più belle del mondo, l'affluenza estiva mette a rischio le pareti incise. Il bagno all'interno è vietato: ecco perché, e come visitarla oggi con rispetto.
"Torre di S.Andrea - Puglia, Italy - Seascape photography" by Giuseppe Milo (www.pixael.com) is licensed under CC BY 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/.
La Grotta della Poesia si trova a Roca Vecchia, frazione costiera del comune di Melendugno, provincia di Lecce. È una dolina calcarea di circa seicento metri quadrati, formata dal crollo parziale della volta di una grotta marina: il mare vi entra attraverso cunicoli sotterranei, riempiendola di un'acqua che cambia colore ora dopo ora. Vista dall'alto, sembra un ovale turchese incastonato nella scogliera. È questa immagine, ripetuta all'infinito sui social, ad averla resa una delle mete più fotografate del Salento.
Chi la guarda solo dall'alto, però, perde il motivo per cui esiste sulle carte archeologiche prima che sui feed di viaggio. Le pareti calcaree della cavità, sia della Grotta Grande sia della Piccola comunicante, conservano centinaia di iscrizioni votive incise fra il IX secolo a.C. e il III secolo d.C. È uno dei corpus epigrafici più importanti dell'Italia preromana, studiato in modo sistematico dagli anni Ottanta dall'archeologo Cosimo Pagliara dell'Università del Salento.
Prima ancora di essere una piscina naturale, insomma, la Grotta della Poesia è un santuario. E per capirla bisogna guardare in basso, verso la roccia, non verso l'obiettivo del telefono.
Un santuario di iscrizioni antiche
Le iscrizioni sono scritte in messapico, la lingua degli antichi abitanti della penisola salentina, ma anche in greco e in latino: segno di una frequentazione lunga, continua, aperta ai fedeli che nel corso dei secoli passavano da queste coste. Molte formule invocano una divinità delle acque, Thaotor Andirahas, versione locale di un culto legato alle sorgenti e al mare. I fedeli scendevano nella cavità, lasciavano il proprio nome inciso, forse un voto, forse una richiesta.
Il nome stesso della grotta è probabilmente una traduzione tarda: non "poesia" nel senso letterario, ma "puteus", pozzo, riferito alla cavità d'acqua. In un'epoca in cui le divinità si veneravano nei boschi, nelle sorgenti e nelle grotte, un pozzo naturale collegato al mare era un luogo di soglia. Le mani che hanno inciso quelle pareti appartenevano a persone diverse per lingua e cultura, ma condividevano l'idea che quel punto della costa fosse sacro.
Roca Vecchia: 3000 anni di stratificazione
La grotta non è un episodio isolato. Il promontorio di Roca Vecchia è un sito archeologico stratificato che copre almeno tremila anni. Le indagini hanno documentato un insediamento già nel Bronzo medio e recente, fra il XVIII e l'XI secolo a.C., con abitazioni, magazzini e tracce di scambi commerciali che collegavano la costa adriatica al Mediterraneo egeo. Nel IX secolo a.C. i Messapi vi costruirono una imponente muraglia di fortificazione, ancora oggi leggibile.
Sopra questa stratificazione preistorica si aggiunge la torre saracena costruita in età moderna a difesa della costa, uno dei tanti avamposti che punteggiano l'Adriatico salentino. La Grotta della Poesia va vista dentro questo insieme, non come attrazione singola: è il santuario di un abitato che ha continuato a vivere e a stratificarsi per millenni.
Perché non ci si può più bagnare (e perché è giusto così)
Fino a poco più di dieci anni fa, la Grotta della Poesia era conosciuta soprattutto da pugliesi e da qualche viaggiatore informato. Nel 2014 il National Geographic Traveler la inseri' in un elenco delle piscine naturali più belle al mondo. Da quel momento l'affluenza estiva è cresciuta in modo esponenziale, con conseguenze precise: incisioni antiche graffiate da graffiti recenti, urina e crema solare nell'acqua, tuffi da altezze elevate con rischi per la stabilità della roccia calcarea.
Fra il 2013 e il 2015, per proteggere le iscrizioni e la stabilità delle pareti, la balneazione all'interno della Grotta della Poesia Grande è stata vietata. Nel 2019 la protezione è stata rafforzata con controlli più stringenti. È tuttora possibile fare il bagno nella scogliera circostante, dove il mare adriatico è altrettanto limpido, ma non dentro la cavità. Molti visitatori arrivano senza saperlo e ci provano lo stesso: è un errore, ed è sanzionabile. Il divieto non è un capriccio burocratico, è l'unico modo per non consegnare la grotta al vandalismo di massa.
Come visitarla oggi
Si arriva in auto da Melendugno, a circa cinque chilometri di distanza. Sul posto ci sono aree di sosta a pagamento, seguite da una passerella pedonale che conduce al bordo della dolina e al sito archeologico. L'accesso è regolato tramite biglietto, che comprende la visita al parco archeologico di Roca Vecchia. Gli orari variano secondo la stagione: fuori dai mesi estivi conviene verificare in anticipo, perché le aperture si riducono.
La grotta si osserva dall'alto, dal camminamento affacciato sulla cavità. Con una guida o con il supporto dei pannelli si possono individuare le iscrizioni, che a occhio nudo appaiono come una fitta trama di segni sulle pareti. È una visita che premia chi arriva con qualche lettura fatta prima, non chi si aspetta soltanto uno scatto.
Quando andare
La stagione ideale è compresa fra aprile e giugno, e fra settembre e ottobre. La luce del primo mattino o del tardo pomeriggio restituisce i toni migliori sul calcare bianco e sull'acqua. Luglio e agosto vanno affrontati con consapevolezza: sole a picco, code al parcheggio, code sulla passerella, folla che compromette sia l'esperienza sia la conservazione del sito. L'inverno è una scelta interessante per chi cerca la luce più netta e i colori più saturi delle foto, anche se il vento adriatico non perdona e il bagno nella scogliera diventa impraticabile.
Nei dintorni
Il Salento adriatico che si sviluppa attorno a Roca Vecchia è uno dei tratti più interessanti della costa. A pochi minuti si trova Torre dell'Orso, spiaggia di sabbia bianca chiusa da due faraglioni chiamati le Due Sorelle. Poco più a nord, la costa di Sant'Andrea offre altri faraglioni e una scogliera meno frequentata. I laghi Alimini, a circa cinque chilometri, formano un sistema costiero con pinete e zone umide protette. Otranto, a circa venti chilometri a sud, è la città bizantina con il duomo dal celebre mosaico pavimentale.
Per un itinerario di respiro più ampio si può leggere la nostra guida alla Puglia segreta, oppure approfondire con Otranto in due giorni.
Si può fare il bagno alla Grotta della Poesia?
No, la balneazione all'interno della dolina è vietata dal 2013-2015 per proteggere le iscrizioni antiche e la stabilità delle pareti calcaree. Si può nuotare nella scogliera circostante, dove il mare adriatico è limpido e accessibile, ma non dentro la grotta. I controlli sono attivi e le sanzioni previste.
Come si arriva da Lecce e senza auto?
Da Lecce sono circa venticinque chilometri: si segue la strada per Melendugno e poi le indicazioni per Roca Vecchia. In estate esiste il servizio Salento in Bus, che collega le principali località costiere. Fuori stagione muoversi senza auto è più complicato: conviene noleggiare o organizzare un trasferimento in taxi da Otranto o Lecce.
Info pratiche
Qual è il periodo migliore per visitare Grotta della Poesia?
Il periodo consigliato è aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre, quando è meno affollata.
Grotta della Poesia è affollata?
Grotta della Poesia è una meta piuttosto frequentata rispetto alle destinazioni più turistiche.
Dove si trova Grotta della Poesia?
Grotta della Poesia si trova in Grotta della Poesia, Roca Vecchia, Puglia, Italia.