Friuli Venezia Giulia

Collio goriziano: vigneti e sapori di confine

Colline dolci ricoperte di vigneti a perdita d'occhio, cantine dove si produce il miglior Friulano d'Italia, borghi silenziosi a cavallo del confine sloveno. Il Collio goriziano è la risposta italiana alle Langhe, senza la folla.

Collio goriziano: vigneti e sapori di confine

C'è un angolo di Friuli dove le colline ondeggiano con la grazia delle Langhe piemontesi ma senza un solo pullman turistico all'orizzonte. Il Collio goriziano è una striscia di terra benedetta che si estende tra Gorizia e il confine sloveno, un susseguirsi di dorsali arrotondate dove la vite è regina da secoli. Qui si producono alcuni dei migliori vini bianchi d'Italia — il Friulano, la Ribolla Gialla, il Collio Bianco — in un paesaggio che sembra dipinto a mano da un acquerellista paziente.

Il viaggio nel Collio inizia idealmente da Cormòns, la capitale enologica della zona. Piazza Libertà, con il suo porticato asburgico, racconta una storia di confine: qui si parlano italiano, sloveno e friulano con uguale disinvoltura, e i cognomi sulle insegne dei negozi mescolano radici latine e slave. L'Enoteca di Cormòns, sulla piazza principale, è il punto di partenza perfetto: una selezione di oltre duecento etichette locali da degustare al bancone, con il consiglio appassionato del personale che conosce ogni vigna e ogni vignaiolo del territorio.

Da Cormòns si sale verso le colline. La strada che porta a San Floriano del Collio si inerpica tra filari ordinati di vite, alternati a boschetti di rovere e ciliegio. San Floriano è un pugno di case attorno a una chiesa dal campanile aguzzo, con una vista che spazia fino alle Alpi Giulie. Da qui parte uno dei percorsi più belli del Collio: il sentiero dei Ciliegi, una passeggiata di circa due ore che attraversa vigneti, cantine e borgate rurali dove il tempo sembra fermo agli anni Cinquanta. In primavera i ciliegi in fiore creano un manto bianco e rosa che rivaleggia con gli hanami giapponesi.

La visita alle cantine è il cuore dell'esperienza collinare. Non aspettatevi le degustazioni patinate delle grandi maison: qui si bussa al portone del contadino e si scende in cantina con il produttore che vi racconta la vigna pianta per pianta. Tra le cantine da non perdere: Raccaro a Cormòns, dove il Friulano raggiunge vette di eleganza minerale; Princic a Pradis, per la Ribolla Gialla macerata che è stata la bandiera delle orange wine prima che diventassero una moda; e Gravner a Oslavia, il leggendario Josko Gravner che vinifica in anfore georgiane di terracotta, producendo vini che dividono i critici ma non lasciano indifferente nessuno.

Oslavia merita una sosta prolungata. Questo minuscolo borgo a pochi chilometri da Gorizia fu completamente distrutto durante la Prima Guerra Mondiale — la collina era un caposaldo conteso tra italiani e austro-ungarici — e l'ossario che domina il crinale conserva i resti di oltre cinquantamila soldati. La visita è toccante e necessaria: camminare tra i vigneti sapendo che sotto quei filari ordinati la terra è ancora satura di schegge e memorie mette ogni bicchiere di vino in una prospettiva diversa.

Per mangiare nel Collio la scelta è tra trattorie rustiche e ristoranti che hanno saputo elevare la cucina di confine senza tradirla. La Subida, a Cormòns, è un'istituzione: il menu cambia con le stagioni e spazia dal frico croccante con polenta ai cevapcici di tradizione slava, passando per risotti alle erbe spontanee. Il tutto accompagnato da una carta dei vini che è un'enciclopedia del territorio. Per qualcosa di più informale, l'Osteria Al Ponte a Gradisca d'Isonzo serve piatti della tradizione friulana a prezzi onesti in un ambiente vivace dove gli avventori locali discutono di vendemmia e calcio con uguale passione.

Gradisca d'Isonzo, appena fuori dal Collio ma troppo vicina per essere ignorata, merita almeno un paio d'ore. La fortezza veneziana del Quattrocento è stata restaurata e ospita mostre temporanee di buon livello. Il centro storico, con i suoi palazzi rinascimentali e le botteghe artigiane, ha un fascino discreto che non cerca l'applauso del turista.

Il Collio goriziano è un territorio da percorrere lentamente, meglio in bicicletta o a piedi, fermandosi a ogni cantina, a ogni punto panoramico, a ogni borgo che appare dietro una curva. Non ha i numeri delle Langhe, non ha le folle del Chianti, non ha i prezzi della Franciacorta. Ha qualcosa di più raro: l'autenticità di un luogo che produce eccellenza senza sentire il bisogno di gridarlo al mondo. Chi ama il vino e il silenzio, qui trova il suo paradiso.

Info pratiche

Qual è il periodo migliore per visitare Collio goriziano?

Il periodo consigliato è maggio, giugno, settembre e ottobre, quando è meno affollata.

Collio goriziano è affollata?

Collio goriziano è una meta molto tranquilla rispetto alle destinazioni più turistiche.

Dove si trova Collio goriziano?

Collio goriziano si trova in Friuli Venezia Giulia.

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