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Invece della Torre Eiffel: la Parigi nascosta che pochi turisti vedono

Cosa vedere a Parigi invece della Torre Eiffel: anfiteatri romani, chiese di ghisa, vicoli fioriti e angoli di Francia senza code.

Invece della Torre Eiffel: la Parigi nascosta che pochi turisti vedono

Ogni anno milioni di persone fanno la stessa fila ai piedi della Torre Eiffel, scattano la stessa foto e ripartono convinte di aver "visto" Parigi. Ma chi si chiede cosa vedere a Parigi invece della Torre Eiffel scopre presto che la città ha decine di luoghi altrettanto sorprendenti, spesso gratuiti e quasi sempre semivuoti. Bastano una mappa diversa e un paio di fermate di metrò in più per ritrovarsi soli davanti a un monumento che vale il viaggio. Ecco un itinerario alternativo, dentro e fuori la capitale.

Si parte dal Quartiere Latino, a due passi dal Panthéon, dove dietro rue Monge si nasconde un anfiteatro romano del I-II secolo. Le Arènes de Lutèce potevano accogliere fino a 15.000 spettatori tra spettacoli e combattimenti di gladiatori, poi furono sepolte e dimenticate per secoli. Riaffiorarono solo durante i lavori di apertura di rue Monge, tra il 1860 e il 1869, e si salvarono grazie a un comitato di intellettuali guidato da Victor Hugo. Oggi l'ingresso è libero: i parigini ci vengono a giocare a pétanque e a leggere al sole, ignari di calpestare la Parigi più antica.

Risalendo verso i Grands Boulevards, nel 9° arrondissement, si entra in uno degli edifici più ingegnosi della città. La chiesa di Saint-Eugène-Sainte-Cécile sembra una modesta parrocchia neogotica, ma all'interno nasconde la prima struttura interamente metallica di Parigi: 44 sottili colonne di ghisa reggono le volte in ferro, senza bisogno di archi rampanti. Costruita in appena venti mesi tra il 1854 e il 1856 per volere di Napoleone III, fu accusata da Viollet-le-Duc di essere un "falso architettonico" in ferro travestito da pietra. Soprannominata la "Sainte-Chapelle di ferro", anticipa di trent'anni le grandi opere metalliche, compresa la torre di un certo Gustave Eiffel. Non ha campanile, per non disturbare il vicino Conservatorio.

Poco lontano, ai piedi di Pigalle, c'è uno degli angoli più intimi della città. Il Musée de la Vie Romantique, allestito nella casa-atelier del pittore Ary Scheffer, custodisce cimeli di George Sand e di Chopin in un cortile alberato dove un piccolo salon de thé serve il tè tra le rose. La collezione permanente è gratuita: è la Parigi romantica della "Nouvelle Athènes", lontanissima dalla calca del Trocadéro.

Per chi cerca silenzio e colore senza musei, la meta è nel 13° arrondissement. La Cité Florale è un fazzoletto di sei viuzze dai nomi di fiori - glicini, iris, orchidee, volubili - con casette basse rivestite di rampicanti. A primavera le facciate esplodono di verde e di petali: un villaggio dentro la metropoli, dove l'unico rumore è quello degli uccelli.

Visti questi quattro angoli, la logica anti-folla porta naturalmente fuori Parigi, perché la Francia "invece di" non finisce dentro il périphérique. Se la Torre Eiffel è l'icona della verticalità urbana, l'opposto perfetto è un borgo di pietra dorata sospeso su un fiume. Saint-Cirq-Lapopie, a strapiombo sul Lot, è considerato uno dei più bei villaggi di Francia ma resta quasi sconosciuto agli italiani: case medievali, botteghe di artigiani e un panorama che ripaga la salita.

Ancora più a sud, nell'Aveyron, Conques è una tappa storica del cammino di Santiago: la sua abbazia romanica di Sainte-Foy conserva un timpano scolpito con il Giudizio Universale e un tesoro di oreficeria medievale. Arrivarci al tramonto, quando i pellegrini si ritirano, vale più di mille selfie sotto la torre.

Chi ama la natura selvaggia troverà nel Massiccio Centrale la sua alternativa: le Gorges de la Truyère, nel Cantal, sono un susseguirsi di gole boscose, dighe e castelli isolati, percorribili in auto o in barca lungo i bacini. Qui l'overtourism semplicemente non esiste.

Un consiglio pratico per chiudere il cerchio: si può raggiungere Parigi e poi scendere verso il sud della Francia senza prendere l'aereo. I treni notturni collegano l'Italia alle grandi città francesi e permettono di svegliarsi a destinazione, riducendo emissioni e stress. È il modo più coerente di viaggiare per chi cerca un'altra Parigi e un'altra Francia.

Morale: la prossima volta che vi chiedete cosa vedere a Parigi oltre i soliti monumenti, ricordate che la città più visitata del mondo conserva ancora i suoi segreti. Basta alzare lo sguardo da una sola torre.

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