Quartiere Latino (5e), Parigi, Francia

Arènes de Lutèce: l'anfiteatro romano nascosto dietro rue Monge a Parigi

L'anfiteatro gallo-romano del I secolo, monumento più antico di Parigi, dietro un androne al 49 di rue Monge. Ingresso libero.

Arènes de Lutèce: l'anfiteatro romano nascosto dietro rue Monge a Parigi

A Parigi, nel 5° arrondissement, il monumento più antico della città non si vede dalla strada. Le Arènes de Lutèce, anfiteatro gallo-romano del I secolo d.C., sono incastrate tra i palazzi del Quartiere Latino: si entra da un androne discreto al 49 di rue Monge, oppure dal passaggio di rue des Arènes e dallo square Capitan. Chi passa sul marciapiede non immagina che oltre quei portoni si apra un'ellisse di pietra larga decine di metri. Molti parigini lo sanno, la maggior parte dei turisti no, e questo basta a tenere il luogo tranquillo anche in alta stagione.

L'anfiteatro risale all'epoca di Lutetia, il nome romano di Parigi. Poteva accogliere fino a circa 15.000 spettatori e univa la funzione di arena per spettacoli a quella di teatro: la gradinata avvolgeva più di metà dell'ellisse, con un palcoscenico lungo 41 metri e un muro del podio alto circa 2,5 metri. Sotto le terrazze inferiori c'erano piccole stanze, alcune probabilmente usate come gabbie per gli animali, e lungo il fronte nove nicchie che dovevano ospitare statue. Dopo le incursioni del 275 la pietra fu smontata e riutilizzata per le difese cittadine; il sito divenne cimitero e fu infine interrato attorno al 1210, dopo la costruzione della cinta di Filippo Augusto. Per secoli di lì non rimase traccia visibile.

La riscoperta è legata proprio alla strada da cui oggi si entra. Tra il 1860 e il 1869, durante l'apertura di rue Monge, l'archeologo Théodore Vaquer riportò alla luce i resti. La conservazione non fu scontata: una parte rischiò di sparire sotto nuove costruzioni e un deposito di tram. A difenderla si schierò un comitato di intellettuali, la Société des Amis des Arènes, di cui fece parte Victor Hugo. Demolito un convento, nel 1883 ne fu scoperto un altro terzo, e nel 1896 il sito riaprì come piazza pubblica. Ulteriori scavi proseguirono, a fine Prima guerra mondiale, sotto l'antropologo Jean-Louis Capitan, oggi ricordato nel nome dello square attiguo.

Quello che si vede oggi è un compromesso tra rovina e parco. L'arena centrale, in terra battuta e ghiaia, è circondata da gradinate ricostruite in parte; restano visibili le nicchie del fronte scenico e gli ambienti sotto le tribune. Non è un museo recintato: i parigini lo usano come spazio quotidiano. Quasi ogni pomeriggio di bel tempo ci si gioca a pétanque sulla terra dell'arena, i ragazzi tirano un pallone, qualcuno legge sui gradini di pietra e all'ora di pranzo è frequente vedere impiegati e studenti con il sacchetto del picnic. È uno dei pochi luoghi dove ci si siede letteralmente su una struttura romana senza biglietto né barriere.

Per arrivarci, le fermate più comode della metro sono Place Monge (linea 7), Cardinal Lemoine (linea 10) e Jussieu (linee 7 e 10); l'orto botanico del Jardin des Plantes è a pochi minuti a piedi. L'ingresso è gratuito e il sito è normalmente aperto durante le ore diurne, con orari che variano tra estate e inverno. Conviene cercare prima il numero civico 49 di rue Monge: l'androne è facile da oltrepassare senza accorgersene, ed è proprio questo che lo tiene così riservato.

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