Cuicuilco: la piramide circolare sepolta dalla lava nel sud di Città del Messico
A Tlalpan, vicino Perisur, una rara piramide circolare di 2.700 anni conservata dalla lava del vulcano Xitle. Ingresso gratuito.
Foto: Matthew T. Bradley (CC BY-SA 2.0) — Wikimedia Commons
A pochi passi dal centro commerciale Perisur e dal traffico del Periférico, nell'alcaldía Tlalpan a sud di Città del Messico, c'è un sito archeologico che la maggior parte dei turisti salta per andare a Teotihuacán o al Templo Mayor. Cuicuilco è una scelta diversa: una delle città più antiche della Valle del Messico, abitata da circa il 700 a.C. e cresciuta fino a contare diverse migliaia di abitanti tra il 150 a.C. e i primi secoli dopo Cristo, prima di Teotihuacán.
Il pezzo forte è il Gran Basamento, una piramide a pianta circolare alta circa 25 metri e con un diametro di base attorno ai 120 metri. La forma circolare è insolita nell'architettura mesoamericana, fatta quasi sempre di basi rettangolari, e questo da solo rende la visita interessante. La struttura è realizzata a tronchi di cono sovrapposti in pietra e terra; una rampa permette di salire fino alla sommità, da cui si abbraccia gran parte della zona archeologica e, sullo sfondo, il profilo dei vulcani.
Ciò che ha conservato il sito è anche ciò che lo ha condannato: l'eruzione del vulcano Xitle, un piccolo cono nelle pendici dell'Ajusco. La colata ricoprì l'area con uno strato di basalto che in alcuni punti raggiunge i dieci metri di spessore, creando la distesa di roccia nera oggi nota come Pedregal de San Ángel. La datazione esatta dell'eruzione è ancora discussa tra gli studiosi, ma l'effetto è chiaro: la lava sigillò la città, costringendo gli abitanti ad abbandonarla e congelando le strutture sotto la pietra. Parte di quel pedregal è ancora visibile camminando nel sito.
Oltre alla piramide, l'area è un parco eco-archeologico con sentieri che attraversano una vegetazione tipica dell'altopiano: pirules (i falsi pepe), nopales e altre piante grasse, agavi, con uccelli e scoiattoli. Nonostante l'ambiente sia del tutto metropolitano - palazzi, svincoli e centri commerciali tutt'attorno - il sito resta sorprendentemente tranquillo e poco frequentato, soprattutto nei giorni feriali. C'è anche un Museo de Sitio gratuito, con ceramiche, plastici e mappe che ricostruiscono la vita della città e il rapporto con il vulcano: utile da vedere prima o dopo la passeggiata tra le rovine.
Informazioni pratiche. L'ingresso al sito e al museo è gratuito. Gli orari indicativi sono da martedì a domenica, dalle 09:00 alle 17:00 (chiuso il lunedì); l'uso di videocamera può essere soggetto al pagamento di un diritto. Il terreno è irregolare e in parte roccioso, quindi conviene calzature da camminata; non sono ammessi animali, biciclette e monopattini. Vale la pena portare acqua e un cappello, perché l'ombra sulla piramide è scarsa.
Come arrivarci. Il sito si trova all'incrocio tra Avenida Insurgentes Sur e Periférico Sur, nella colonia La Joya, di fronte alla Villa Olímpica. Il modo più semplice senza auto è il Metrobús Línea 1 (Insurgentes), scendendo alla stazione Villa Olímpica o Perisur e raggiungendo l'ingresso a piedi. In alternativa, dal Metro Universidad o Ciudad Universitaria si prendono mezzi diretti verso sud lungo Insurgentes. Si può combinare facilmente con una visita a San Ángel o alla Ciudad Universitaria della UNAM, che sono lì vicino. Mezza giornata basta per il sito e il museo con calma.