Nouvelle Athènes, Parigi, Francia

Il giardino di Ary Scheffer: il Musée de la Vie Romantique a Pigalle

Al 16 rue Chaptal, l'hôtel di Ary Scheffer con cortile e giardino. Cimeli di George Sand, collezione gratuita e salone da tè a Pigalle.

Il giardino di Ary Scheffer: il Musée de la Vie Romantique a Pigalle

Foto: Myrabella (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Al numero 16 di rue Chaptal, nel 9e arrondissement, un cancello si apre su un vicolo lastricato e alberato che porta a un piccolo hôtel particulier color crema con le persiane verdi. È il Musée de la Vie Romantique, ricavato nella casa dove il pittore di origine olandese Ary Scheffer (1795-1858) si trasferì nel luglio 1830, quando il quartiere della Nouvelle Athènes era il più alla moda di Parigi. La via dista pochi minuti dal frastuono di Pigalle, ma una volta varcato il portone resta solo il cortile con il glicine e due atelier laterali.

Questa casa è stata, per decenni, uno dei salotti più frequentati del romanticismo parigino. Scheffer e la figlia Cornélia ricevevano gli ospiti il venerdì sera: George Sand veniva a piedi dalla casa vicina, spesso con Frédéric Chopin, e nelle stanze passavano Eugène Delacroix, Ingres, Lamartine, Franz Liszt, Rossini e la cantante Pauline Viardot. Più tardi nel secolo arrivarono anche Charles Dickens, Ivan Turgenev e Charles Gounod. La proprietà restò in mani private, per via ereditaria, fino al 1982, quando divenne museo comunale; il nome attuale risale al 1987.

Il percorso è breve e per questo riposante. Al piano terra del padiglione le sale ricostruiscono l'arte di vivere di George Sand con mobili, dipinti, gioielli e oggetti provenienti dalla sua casa di Nohant, nel Berry, donati alla Città di Parigi nel 1928 dalla nipote Aurore Lauth-Sand. Tra i pezzi più curiosi ci sono i calchi in gesso eseguiti da Clésinger del braccio destro della scrittrice e della mano sinistra di Chopin, e una serie di suoi acquerelli rari, le cosiddette "dendriti". Al piano superiore si trovano le tele di Scheffer e di altri artisti romantici: i ritratti di Pauline Viardot e della regina Marie-Amélie, e dipinti ispirati a Byron, Goethe e Dante. La collezione permanente è gratuita per tutti; si paga solo per le mostre temporanee.

Il vero motivo per non avere fretta è il giardino. Nel cortile interno, all'ombra del verde, funziona un salone da tè (gestito da Rose Bakery) dove ci si siede tra i roseti per un tè o un dolce: è il modo migliore per capire perché qui si tenevano i salotti. Nelle giornate di sole i tavolini all'aperto sono pochi, quindi conviene arrivare a metà mattina o nel primo pomeriggio infrasettimanale.

Il museo è aperto da martedì a domenica, dalle 10 alle 18, chiuso il lunedì (oltre al 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre); l'ultimo ingresso alle collezioni è intorno alle 17.45 e il caffè chiude poco prima. Va detto che la casa ha riaperto da poco dopo un lungo restauro, quindi conviene verificare orari e chiusure sul sito ufficiale prima di partire. Ci si arriva facilmente in métro: la fermata più vicina è Saint-Georges (linea 12), ma vanno bene anche Pigalle (linee 2 e 12) e Blanche (linea 2). Da lì si risale a piedi per qualche minuto fino al cancello di rue Chaptal. È una tappa che si abbina bene a una passeggiata nella Nouvelle Athènes, tra i palazzi ottocenteschi di place Saint-Georges e le strade in salita verso Montmartre, senza l'affollamento dei musei del centro.

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