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Invece del Colosseo: i siti antichi di Roma e del Lazio senza code

Un'alternativa al Colosseo di Roma: fori, anfiteatri, necropoli etrusche e cripte del Lazio da visitare senza file né ressa.

Invece del Colosseo: i siti antichi di Roma e del Lazio senza code

Davanti al Colosseo, in alta stagione, la fila per i biglietti supera spesso l'ora e la visita procede spalla a spalla. Eppure la stessa antichità che ha reso celebre l'Anfiteatro Flavio si ripete, quasi intatta, in decine di luoghi a pochi passi o a un'ora da Roma. Questa è una guida concreta a un'alternativa al Colosseo: siti antichi di Roma e del Lazio dove camminare tra rovine vere senza tornelli affollati.

Cominciamo dal centro storico, dove l'archeologia affiora tra i palazzi. L'Area Sacra di Largo Argentina, dove i quattro templi repubblicani circondano il basamento della Curia di Pompeo in cui fu ucciso Cesare, è visitabile dal giugno 2023 con una passerella ravvicinata: ingresso 7 euro, contingentato ogni 20 minuti, mai code paragonabili al Foro. A due passi, sotto Piazza Navona, lo Stadio di Domiziano conserva l'arena dove correvano gli atleti greci. E nei Fori Imperiali la sorpresa è la loggia dei Cavalieri di Rodi affacciata sul Foro di Augusto: un balcone medievale da cui si guardano le colonne del tempio di Marte Ultore senza nessuno intorno.

Sempre nel cuore di Roma, l'antico convive con il Rinascimento in angoli ignorati dai bus turistici. C'è il Passetto del Biscione, il portico che taglia la curva dell'antico Teatro di Pompeo conservandone ancora il profilo, e poco distante il chiostro del Bramante accanto a Santa Maria della Pace, prima opera romana dell'architetto. Per l'illusione prospettica più famosa della città senza attese andate alla galleria di Palazzo Spada, dove Borromini ha costruito un colonnato che sembra lungo trenta metri e ne misura nove. E se cercate solo bellezza fuori rotta, il Quartiere Coppedè tra via Veneto e i Parioli è un dedalo Liberty che quasi nessun itinerario classico include.

Per l'antichità su grande scala, però, conviene uscire da Roma. Ostia Antica è la vera alternativa al Colosseo: un'intera città portuale romana con teatro, terme, taverne e mosaici dove si cammina per ore quasi soli, raggiungibile in mezz'ora con il trenino da Porta San Paolo. A Tivoli, Villa Adriana stende su 120 ettari le rovine della residenza dell'imperatore Adriano, con il Canopo e le terme: patrimonio UNESCO eppure mai congestionato come il centro di Roma. Per gli appassionati di gladiatori, vale più una visita al Ludus Magnus, la caserma dove si allenavano i combattenti del Colosseo, visibile gratis dalla strada, che la calca dell'arena stessa.

Il Lazio etrusco è il capitolo più sorprendente e il più vuoto. Nella Tuscia, la necropoli rupestre di Norchia allinea le tombe a dado scavate nel tufo lungo un canyon boscoso vicino a Vetralla: un sito monumentale dove spesso non si incontra nessuno. Le più note necropoli di Cerveteri e Tarquinia, anch'esse patrimonio UNESCO, con i tumuli e le camere dipinte, restano molto meno frequentate dei monumenti del centro di Roma. Sempre nella Tuscia, l'anfiteatro romano di Sutri è interamente scavato nella roccia, e a poca distanza i resti di Ferento conservano un teatro romano ancora in piedi.

L'antichità del Lazio sfuma poi nel Medioevo in luoghi che meritano il viaggio. Ad Anagni, la cripta della cattedrale è interamente affrescata e viene chiamata la "Cappella Sistina del Medioevo": si visita con calma, senza la ressa dei Musei Vaticani. A Tuscania, la chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce un grande Giudizio Universale dipinto, accanto a una delle basiliche romaniche più pure della regione. E per chi vuole anche un borgo, Celleno Vecchia è un paese di tufo svuotato dalle frane e oggi riaperto come museo a cielo aperto tra il castello Orsini e i calanchi.

Qualche consiglio pratico per evitare davvero le code. I siti minori del centro (Largo Argentina, Stadio di Domiziano, Mausoleo di Augusto, riaperto dopo restauro e visitabile su prenotazione a 5 euro) lavorano a ingressi contingentati: prenotando un orario non si fa fila. Per Ostia, Villa Adriana e le necropoli etrusche scegliete la prima mattina o il tardo pomeriggio e, soprattutto, i mesi di spalla: aprile, maggio, settembre e ottobre offrono luce buona, temperature gestibili tra le rovine all'aperto e una frazione dei visitatori estivi. La regola è semplice: spostarsi di pochi chilometri, o di pochi metri sottoterra, basta a ritrovare l'antico senza la folla.

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