Roma, Lazio, Italia

Il Passetto del Biscione: il portico segreto con l'affresco miracoloso

A pochi passi dalla folla di Campo de' Fiori, un breve passaggio coperto custodisce volte affrescate e una Madonnella legata a un antico miracolo: lo si attraversa senza accorgersene, eppure racconta secoli di Roma.

Il Passetto del Biscione: il portico segreto con l'affresco miracoloso

Foto: Sordelli (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Capita di passare accanto a Campo de' Fiori, tra banchi del mercato e turisti in coda per un gelato, e di non immaginare che a pochi metri si apra una porta nel tempo. Il Passetto del Biscione è esattamente questo: un breve passaggio coperto che collega Via di Grotta Pinta con Piazza del Biscione, talmente discreto che la maggior parte di chi gli cammina sopra non si ferma mai a guardare in alto.

Eppure basta alzare lo sguardo. La volta e le pareti sono coperte di affreschi con putti, festoni e finte architetture, riportati alla luce da un lungo restauro promosso dal Centro Studi Cappella Orsini e concluso intorno alla metà degli anni Dieci di questo secolo. La luce qui è bassa, filtrata, quasi da cripta: pochi metri che cambiano completamente il ritmo della passeggiata.

Il cuore del luogo è la sua Madonnella. In origine il passaggio ospitava una celebre immagine sacra dipinta da Scipione Pulzone, poi trasferita nella chiesa di San Carlo ai Catinari, dove tuttora si trova. Al suo posto rimase un'altra raffigurazione della Vergine, e proprio a questa è legato l'episodio che ha reso famoso il Passetto: nel 1796 si racconta che la Madonna avesse mosso gli occhi, scatenando una devozione popolare improvvisa e intensa.

C'è anche un dettaglio linguistico che fa sorridere. Da questa immagine così nascosta sarebbe nato il detto romano "cercare Maria per Roma", usato per dire che si insegue qualcosa di quasi introvabile. La forma curva del passaggio non è casuale: segue le antiche fondazioni del Teatro di Pompeo, il primo teatro stabile in muratura della città, di cui questo angolo conserva ancora la memoria sotterranea.

Visitarlo è semplice e gratuito: si entra liberamente, ci si concede qualche minuto di silenzio e si esce dall'altra parte, di nuovo nel brusio del centro. Proprio per la sua fragilità conviene rispettarlo: voce bassa, niente flash, nessuna mano sugli affreschi. È un modo onesto di restituire qualcosa a un luogo che chiede solo di essere notato.

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