Quartiere Coppedè: la Roma fiabesca che quasi nessuno cerca
A pochi passi dalla caotica via Veneto, un fazzoletto di palazzi tra liberty, medioevo e fantasia resta uno degli angoli più sorprendenti e meno battuti della capitale.
Foto: This Photo was taken by Andrea Bertozzi. Feel free to use my photos, but please mention me as the author and send me a message. (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Roma è la città dove sembra impossibile trovare silenzio, eppure basta allontanarsi di poco dai grandi assi turistici per ritrovarlo. Il Quartiere Coppedè, incastonato tra il quartiere Trieste e i Parioli, è uno di questi rifugi. Si tratta di un piccolo agglomerato di palazzi progettato dall'architetto fiorentino Gino Coppedè all'inizio del Novecento, un esperimento di stile che mescola liberty, richiami medievali, barocchi e decorazioni quasi oniriche. Chi arriva qui per la prima volta fatica a credere di essere ancora nella stessa città del Colosseo.
Il cuore del quartiere è Piazza Mincio, con la sua Fontana delle Rane al centro, circondata da edifici dai nomi evocativi come i Villini delle Fate, ricoperti di affreschi, archi, vetrate e dettagli che cambiano a ogni passo. Sopra l'ingresso di via Dora si apre un grande arco da cui pende un lampadario in ferro battuto: varcarlo è come attraversare una soglia verso un'altra dimensione. Camminare lentamente, alzando lo sguardo verso facciate, fregi e finestre asimmetriche, è il modo migliore per coglierne i dettagli.
La grande fortuna di questo luogo è che resta in larga parte sconosciuto al turismo di massa. Non ci sono biglietti, code o bancarelle: è un quartiere abitato, dove la gente vive normalmente, e per questo va visitato con rispetto e a voce bassa. Bastano venti minuti per percorrerlo, ma vale la pena tornarci in momenti diversi della giornata, quando la luce cambia il colore delle pietre.
Per goderlo davvero, scegliete le prime ore del mattino o i mesi meno affollati, evitando l'estate piena. Da qui si raggiungono a piedi Villa Torlonia e i suoi giardini, prolungando una passeggiata fuori dai circuiti più ovvi della Roma turistica.