Carnevali storici poco conosciuti d'Italia, oltre Venezia e Viareggio
Maschere lignee, diavoli e uomini-albero: cinque carnevali storici italiani lontani da Venezia e Viareggio, da vivere nei borghi tra gennaio e marzo.
Quando si parla di carnevale in Italia, la mente corre ai carri di Viareggio e alle maschere di Venezia. Eppure i carnevali storici poco conosciuti d'Italia raccontano qualcosa di più antico: riti contadini e pastorali, maschere intagliate nel legno, processioni di fuoco. Sono feste che si reggono ancora sulla comunità, non sul biglietto d'ingresso, e si svolgono quasi tutte tra gennaio e marzo, nei mesi in cui i borghi tornano silenziosi. Ecco cinque appuntamenti da vivere camminando, con i paesi giusti dove fare base.
Sauris
**Sauris (Friuli), il carnevale dell'isola tedesca.** A Sauris, comunità di lingua germanica incassata in Carnia, il "Zahrar Voschankh" ruota attorno a due figure: il Rölar, col viso annerito di fuliggine e i campanacci alla cintura, e il Kheirar, il "re" che bussa alle porte con una scopa da stalla per spazzare via l'inverno. Le maschere sono intagliate a mano nel legno di cirmolo, divise tra "belle" e "brutte". Il momento più bello è la Notte delle Lanterne, una camminata nel bosco da Sauris di Sopra a Sauris di Sotto che finisce con falò, vin brulè e frittelle. Dormi nel borgo stesso; per allargare il giro in zona valgono la sosta Venzone, ricostruito pietra su pietra dopo il terremoto, e l'abbazia di Sesto al Reghena nella pianura friulana.
**Aliano (Basilicata), le maschere cornute.** Tra i calanchi della Val d'Agri, Aliano celebra un carnevale che Carlo Levi descrisse in "Cristo si è fermato a Eboli". Le maschere sono modellate in argilla e cartapesta, con corna pronunciate e nasi enormi e penzolanti: creature apotropaiche, costruite ogni anno dagli artigiani del paese e impossibili da trovare altrove. Si sfila lungo Via Roma la domenica e il martedì grasso, tra fisarmoniche e cupa-cupa, con la satira dialettale della "Fras". Aliano è la porta dei calanchi lucani: da qui raggiungi facilmente Craco, il paese abbandonato sull'argilla, e Castelmezzano, incastrato tra le guglie delle Dolomiti lucane.
Sempre in Basilicata, a poca distanza, vale la pena conoscere altri due riti della stessa rete: a Satriano di Lucania sfila il Rumita, l'uomo-albero coperto di edera che gira muto bussando alle porte con un ramo di pungitopo; a Tricarico, il martedì che precede le Ceneri, le maschere di "Mucche e Tori" rievocano la transumanza attraversando i rioni Rabatana e Saracena. Per ritrovare quell'atmosfera saracena puoi salire a Tursi, che custodisce la sua Rabatana aggrappata ai calanchi.
Tufara
**Tufara (Molise), il Diavolo.** Il martedì grasso il piccolo paese in provincia di Campobasso si trasforma per il "Diavolo di Tufara": un uomo coperto di sette pelli di capra, maschera di cuoio rosso e nero, tridente in mano, trattenuto a fatica per le catene dai Folletti vestiti di nero. Lo accompagnano la Morte, vestita di bianco e infarinata, simbolo di purificazione e rinascita. Il corteo arriva fino al castello longobardo, dove il fantoccio del Carnevale viene processato, condannato e gettato dalle mura. Come base nei dintorni scegli Civitacampomarano, il borgo molisano rinato grazie alla street art.
Offida
**Offida (Marche), Lu Bov Fint e i Vlurd.** Nel Piceno, Offida festeggia dal 17 gennaio (Sant'Antonio Abate) fino alle Ceneri un carnevale documentato dal 1524. Niente carri: solo riti collettivi. Il venerdì grasso impazza "Lu Bov Fint", un bue di cartapesta che corre per i vicoli inseguito dalla folla in guazzarò bianco, una sorta di corrida di paese. Il martedì sera arrivano i Vlurd, fasci di canne imbottiti di paglia e dati alle fiamme: centinaia di persone formano un serpente di fuoco fino a Piazza del Popolo, dove tutto confluisce in un grande rogo finale.
Le valli alpine
**Lombardia alpina e Ivrea, tra violini e arance.** Nelle valli lombarde sopravvivono due carnevali rari. A Schignano, sul lago di Como, sfilano i Bei (eleganti) e i Brut (cenciosi) con maschere scolpite nel noce; a Bagolino, nel Bresciano, i Balarì danzano mascherati col volto d'avorio sulle musiche di violini e contrabbassi a tre corde, un repertorio di ventiquattro danze settecentesche. Più a ovest, la celebre Battaglia delle Arance di Ivrea resta tra i riti più viscerali del Nord. Per l'area piemontese-valdostana fai base a Bard, all'ombra del forte, o a Garessio, tra Alpi Liguri e Langhe.
Il filo che unisce queste feste è lo stesso: scacciare l'inverno e chiamare la primavera. Vai con scarpe comode, rispetta il silenzio del Rumita e di chi bussa alle porte, e ricorda che molti riti si tengono tra la domenica e il martedì grasso. Verifica sempre le date dell'anno: il calendario del carnevale cambia, ma il rito resta.
Info pratiche
Quando andare a Carnevali storici poco conosciuti d'Italia?
I mesi migliori sono gennaio, febbraio e marzo, quando c'è meno gente.
C'è molta gente a Carnevali storici poco conosciuti d'Italia?
Carnevali storici poco conosciuti d'Italia risulta quasi deserta se confrontata con le mete più turistiche.
In che zona si trova Carnevali storici poco conosciuti d'Italia?
Carnevali storici poco conosciuti d'Italia è situata in Italia.
Come arrivare
- 🚆 Stazione più vicina: Papiano ~8 km in linea d'aria
- ✈️ Aeroporto più vicino: Aeroporto Internazionale dell'Umbria - Perugia "San Francesco d'Assisi" PEG ~23 km in linea d'aria
Punti più vicini in linea d'aria (fonte OpenStreetMap): i tempi reali dipendono dalle strade, spesso di montagna.