Torino

Weekend fuori porta da Torino: 9 borghi e mete entro 100 km

Nove itinerari lenti a portata di sabato mattina: non troverete la Sacra di San Michele, non troverete Superga, non troverete la coda per il tartufo di Alba. Troverete un borgo dipinto in Val Chisone, un ricetto medievale intatto nel Biellese, un'abbazia romanica dimenticata sulle colline del Monferrato astigiano. Piemonte laterale, quello vero, raggiungibile in un'ora d'auto o di treno regionale, senza prenotazioni né transenne.

Foto di copertina — Weekend fuori porta da Torino: 9 borghi e mete entro 100 km

"Cosplay at Torino Comics 2014" by Giorgio Montersino is licensed under CC BY-SA 2.0. To view a copy of this license, visit https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/.

Torino guarda spesso lontano, verso le vette olimpiche o le Langhe delle guide patinate. Ma il vero fine settimana fuori porta si gioca su un raggio più corto, dove il pieno di benzina basta e avanza, dove i pullman turistici non arrivano mai. Cento chilometri intorno alla città ci sono valli, colline e ricetti che restano al margine dei circuiti canonici, spesso a un'ora scarsa dal centro.

Le nove mete che seguono stanno tutte entro il raggio dei cento chilometri. Nessuna richiede prenotazione anticipata, nessuna espone la propria bellezza al biglietto e alle transenne. Alcune si raggiungono in auto, altre con un treno regionale che ancora funziona come nel Novecento: lento, ma puntuale.

Il criterio di scelta è dichiaratamente controcorrente. Fuori dai borghi-museo con la fila, dentro i paesi dove si mangia dal panettiere, i sentieri con segnaletica sbiadita, le abbazie che aprono su richiesta. Il Piemonte laterale, quello che non finisce nelle foto di Instagram, comincia esattamente dove finisce la tangenziale.

1. Usseaux, il villaggio dipinto in Val Chisone

Circa 70 km a ovest di Torino, un'ora e mezza d'auto lungo la SS23 del Sestriere. In treno si scende a Perosa Argentina e si prosegue con la linea locale di autobus, calcolando cambi generosi.

Duecento anime scarse divise fra quattro frazioni di pietra a secco e legno annerito, arroccate tra i milletrecento e i millecinquecento metri. Usseaux fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia e ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring, ma i bus dei tour organizzati non hanno mai imparato la strada. I murales, dipinti a partire dagli anni Novanta, raccontano mestieri antichi, mulini e forni comunitari sopravvissuti fino al secondo dopoguerra.

Da visitare in tarda primavera o a settembre, quando i sentieri verso il Colle delle Finestre sono asciutti e la luce taglia i muri di pietra. Storicamente, questi villaggi occitani hanno mantenuto la lingua d'oc fino al Novecento inoltrato: nelle case dei vecchi la si sente ancora.

2. Ricetto di Candelo, il borgo che nessuno ha rovinato

Circa 75 km a nordest di Torino, un'ora e un quarto d'auto via A4 e uscita Santhià. In treno si arriva a Biella San Paolo e si prende un autobus urbano per il centro di Candelo.

Un ricetto era, nel Piemonte medievale, un recinto fortificato dove i contadini mettevano al riparo vino, grano e attrezzi durante le guerre feudali. Quello di Candelo è considerato l'esempio meglio conservato dell'area subalpina: rue selciate ortogonali, cellule (le case-magazzino) a due piani, torri d'angolo e cinta muraria integra. La struttura risale al basso medioevo e non ha mai subito ristrutturazioni radicali.

Andarci a maggio per la fiera del vino e delle rue in fiore, o a dicembre per il mercatino di Natale, che qui non ha l'aspetto commerciale di altrove. Nel Biellese vicino restano lanifici storici e panorami sulla Serra morenica.

3. Canonica di Vezzolano, l'abbazia dimenticata del Monferrato astigiano

Circa 40 km a est di Torino, quarantacinque minuti d'auto tra i saliscendi delle colline di Albugnano. Il treno non arriva: qui l'auto è obbligata.

Un capolavoro romanico-gotico che dovrebbe essere celebre e non lo è. La chiesa di Santa Maria di Vezzolano, oggi affidata alla gestione statale, ha un pontile scolpito, un chiostro doppio con affreschi trecenteschi e una facciata a bande policrome che i manuali di storia dell'arte descrivono da un secolo senza portare gente. Ingresso gratuito nei giorni di apertura ministeriale, custode gentile e disponibile a raccontare.

Ideale in autunno, quando il Basso Monferrato astigiano si tinge di ocra e i vigneti dell'Albugnano DOC, unico Nebbiolo di queste colline, sono in vendemmia. Da abbinare a una sosta nel vicino borgo di Passerano o a una passeggiata verso Aramengo.

4. Saluzzo, capitale del marchesato dimenticato

Circa 60 km a sud di Torino, un'ora d'auto lungo la SS20 del Colle di Tenda oppure un'ora di treno regionale diretto.

Fu capitale di un marchesato indipendente per quattro secoli, poi passò ai Savoia con svogliata rassegnazione dopo la pace di Lione, all'inizio del Seicento. Il risultato è una città alta di mattoni rossi e tetti in coppo, dominata dalla Castiglia, e una città bassa ottocentesca aperta sul Monviso. Silvio Pellico è nato qui; anche il pittore Matteo Olivero. Nessuno ha voglia di ricordarlo, e la città resta lontana dalle mappe del turismo di massa.

Andare in primavera per la fioritura del frutteto saluzzese, uno dei distretti frutticoli più estesi d'Europa. In inverno la città alta è silenziosa e perfetta per camminare fino a San Bernardo con il Monviso davanti.

5. Cocconato, la Riviera del Monferrato

Circa 45 km a est di Torino, un'ora d'auto per strade collinari senza traffico. Il treno non serve queste colline.

La chiamano Riviera per via del microclima: fichi maturi, mimose e olivi che qui, alla latitudine di Torino, non dovrebbero riuscire e invece riescono. Bandiera Arancione del Touring, il paese sorge su un crinale con vista sulle Alpi che nelle giornate limpide arriva fino al Monte Rosa. Il palazzo comunale, con loggiato a bifore, è uno degli esempi meglio conservati di gotico civile in Piemonte.

Da preferire in inverno, quando l'aria è tersa e i vignaioli locali cominciano a versare la Barbera d'Asti nuova. In primavera fioriscono le siepi di rose selvatiche che orlano le strade tra Albugnano e Cocconato.

6. Cherasco, città dei patti e delle lumache

Circa 55 km a sud di Torino, un'ora d'auto lungo la SS231 o treno regionale per Bra più autobus di collegamento.

Fu qui che Napoleone firmò l'armistizio con i Savoia nel 1796, all'inizio della campagna d'Italia: il palazzo dove si negoziò esiste ancora ed è aperto. La città vecchia è un rettangolo urbanistico perfetto racchiuso tra porte medievali, con palazzi barocchi in cotto e chiese in mattoni a vista che hanno resistito all'edilizia degli anni Settanta. Sede dell'Istituto Internazionale di Elicicoltura, Cherasco è la capitale italiana delle lumache, mai davvero raccontata all'estero.

Andare in autunno per la Fiera del Bue Grasso e le rassegne enogastronomiche, o nella prima metà di settembre per le degustazioni all'aria aperta nei chiostri.

7. Balme, il balcone alpino delle Valli di Lanzo

Circa 55 km a nordovest di Torino, un'ora e mezza d'auto per la SS32 della Val d'Ala. Autobus GTT stagionali per chi rinuncia all'auto.

Un centinaio di abitanti a millecinquecento metri, ai piedi dell'Uja di Mondrone e della Bessanese. Balme è considerato il paese dove nacque l'alpinismo piemontese: da qui partirono le prime spedizioni ottocentesche verso le vette delle Alpi Graie e qui operavano guide leggendarie del Club Alpino delle origini. Il museo delle guide alpine è aperto d'estate e nei ponti principali.

Andare da giugno a settembre per le camminate al Pian della Mussa, uno degli anfiteatri glaciali più fotogenici del Piemonte occidentale, o fra febbraio e marzo per lo scialpinismo e le ciaspole. Non ci sono impianti di risalita: solo silenzio.

8. Agliè, il Canavese dei Savoia minori

Circa 40 km a nord di Torino, quarantacinque minuti d'auto o treno storico Torino-Rivarolo Canavese più breve tratta in bus.

Il castello ducale, incluso nel sito UNESCO delle Residenze Sabaude, è meno noto della Venaria Reale e proprio per questo si visita con calma. Vi soggiornarono i Savoia-Carignano, ramo cadetto della dinastia, e Guido Gozzano ambientò qui parte della sua poesia crepuscolare: il paese è rimasto identico a come lo descrisse. Parco all'inglese, giardino delle statue, limonaia: tutto conservato senza il traffico turistico della Reggia.

Andare in tarda primavera per il parco in fioritura, o in autunno per la vendemmia delle vigne canavesane di Erbaluce e Caluso. La stazione di Rivarolo mantiene un fascino ferroviario d'altri tempi.

9. Exilles, il forte sulla via delle Gallie

Circa 65 km a ovest di Torino, un'ora d'auto lungo la SS24 dell'alta Val Susa. In treno: fermata Salbertrand più autobus di linea.

Il forte di Exilles domina la valle fin dal medioevo, ma quello che si vede oggi è la ricostruzione ottocentesca dopo che le truppe napoleoniche lo fecero smantellare all'inizio del secolo. Qui, secondo una tradizione storiografica ancora dibattuta, fu detenuto per un periodo il misterioso prigioniero passato alla leggenda come Maschera di Ferro. Il museo interno racconta la storia militare dell'arco alpino occidentale con allestimenti aggiornati.

Andare in primavera o in autunno; d'estate ci si può rifugiare al fresco delle mura mentre a valle il termometro segna trenta. Il borgo sottostante conserva case in pietra e osterie senza pretese.

Come organizzarsi

Le mete più a est (Vezzolano, Cocconato, Agliè, Candelo) sono più comode in auto, per la scarsa copertura ferroviaria delle colline monferrine e canavesane. Le direttrici sud (Saluzzo, Cherasco via Bra) e ovest (Exilles via Salbertrand) hanno treni regionali affidabili e permettono di combinare rientro serale con un bicchiere in stazione. Le mete di montagna (Usseaux, Balme) richiedono un pernottamento se si vuole camminare senza fretta.

Per mangiare, meglio evitare il ristorante-lampada del centro e cercare la trattoria fuori porta, la bottega del panettiere, il vinaio con le tavolate lunghe. Il Piemonte laterale funziona così: si chiede al bar del paese, e qualcuno indica.

Il momento migliore è tra fine aprile e metà giugno, e tra metà settembre e fine ottobre. Estate solo se si sale in quota; inverno solo per il Canavese e le colline astigiane, quando l'aria diventa cristallina e il turismo sparisce del tutto.

Quale meta scegliere se ho un solo giorno?

Vezzolano o Agliè: sono entrambe a meno di un'ora d'auto e permettono di ripartire in tempo per cena a Torino. Vezzolano se si cercano pietra romanica e colline silenziose, con un'osteria di paese per il pranzo; Agliè se si preferisce parco storico e un centro abitato con caffè e portici. In alternativa, per chi ama la città murata, il Ricetto di Candelo si visita in poche ore ed è aperto tutto l'anno.

Si può fare weekend fuori porta da Torino senza auto?

Sì, ma con selezione. Saluzzo e Cherasco (via Bra) hanno treni regionali diretti e frequenti. Agliè è servito dalla linea storica del Canavese verso Rivarolo. Balme, Usseaux e Ceresole richiedono i bus GTT o le linee valli, meno frequenti ma affidabili: vanno pianificati con anticipo controllando gli orari stagionali. Vezzolano e Cocconato sono di fatto raggiungibili solo in auto o in bicicletta per chi ha gambe allenate.

Infos pratiques

Quelle est la meilleure période pour visiter Weekend fuori porta da Torino ?

La période recommandée est Mars, Avril, Mai, Juin, Septembre, Octobre et Novembre, quand l'affluence est moindre.

Weekend fuori porta da Torino est-elle bondée ?

Weekend fuori porta da Torino est une destination très tranquille par rapport aux sites les plus touristiques.

Où se trouve Weekend fuori porta da Torino ?

Weekend fuori porta da Torino se trouve en Torino.

Adatto a: Marzo Aprile Maggio Giugno Settembre Ottobre Novembre

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