Matera, Basilicata, Italia

Matera in due giorni: scendere nella città più antica del mondo

Itinerario di due giorni a Matera tra Sassi UNESCO, chiese rupestri, belvedere mozzafiato e sapori lucani. Perché la Città dei Sassi merita molto più di una gita.

Matera non si capisce in un giorno

Ci sono città che si visitano e città che si abitano, anche solo per quarantotto ore. Matera appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Non è una questione di dimensioni — i Sassi si percorrono a piedi in poche ore — ma di profondità. Letterale e metaforica. Matera è scavata nella roccia, costruita su se stessa per novemila anni, stratificata come una geologia umana. Ogni vicolo che scende rivela un'altra epoca, ogni chiesa intagliata nella tufa custodisce un affresco che nessuna guida turistica ha ancora consumato.

Chi arriva da Bari o da Napoli nel primo pomeriggio, fotografa il Belvedere, attraversa il Sasso Barisano di corsa e riparte la sera convinto di aver visto Matera, si porta a casa un ricordo bellissimo ma incompleto, come leggere la prima e l'ultima pagina di un romanzo. La città UNESCO ha bisogno di mattine silenziose, quando i Sassi appartengono ancora ai gatti e ai pochi residenti rimasti, e di sere in cui la pietra dorata si scalda sotto le luci basse e il profilo della Murgia si scopre sospeso nell'oscurità.

Due giorni non bastano a esaurire Matera, ma bastano a comprenderla. Questo itinerario è costruito per chi vuole scendere davvero, non solo guardare dall'alto.

Per il soggiorno, la scelta del quartiere è già parte dell'esperienza: dove dormire a Matera raccoglie le opzioni migliori, dai sassi-hotel ricavati nelle antiche grotte ai bed and breakfast nel rione Civita.

Giorno 1 — Il Sasso Barisano e il cuore della Civita

Mattina: la cattedrale e la discesa lenta

Il primo giorno appartiene al Sasso Barisano e al rione Civita, la propaggine più alta della città storica, quella che domina il panorama e che fu per secoli il centro del potere ecclesiastico e civile. Arrivate in Piazza Vittorio Veneto prima delle nove. A quell'ora la piazza è ancora fresca, le terrazze dei bar sistemano i tavolini, e potete affacciarvi sull'apertura circolare che rivela il Palombaro Lungo — la grande cisterna sotterranea scavata a partire dal XVI secolo, capace di raccogliere l'acqua piovana per tutta la città. Lo visiterete il secondo giorno con più calma; adesso è sufficiente guardare giù e rendersi conto che Matera ha sempre vissuto anche sotto se stessa.

Da Piazza Veneto seguite Via del Corso verso il rione Civita. La cattedrale di Santa Maria della Bruna si presenta all'improvviso alla fine di un vicolo stretto, e il contrasto tra la strettezza del passaggio e l'ampiezza della facciata in pietra calcarea è già un piccolo choc visivo. Costruita nel XIII secolo in stile pugliese-romanico, la cattedrale ha l'aspetto solenne di chi ha visto tutto: invasioni, terremoti, abbandoni, rinascite. L'interno conserva la Madonna della Bruna, patrona della città, e il presepe medievale di Altobello Persio, un'opera che merita una sosta prolungata perché racconta Matera come la raccontavano i materani di sei secoli fa: una città verticale, una città di grotte, una città che si reggeva sulla preghiera e sul tufo.

Uscite dalla cattedrale e discendete verso il Sasso Barisano seguendo uno dei tanti vicoli a gradini. Non abbiate fretta di trovare la strada giusta: qui perdersi non è un inconveniente, è il metodo. Notate le vecchie abitazioni rupestri, molte delle quali sono state trasformate in hotel o ristoranti, ma alcune restano ancora con i segni dell'abitazione povera di cent'anni fa — la mangiatoia per gli animali che dividevano lo spazio con la famiglia, la piccola nicchia votiva con la Madonna, il soffitto annerito dal fumo. Carlo Levi scrisse che questa era "la vergogna nazionale dell'Italia del dopoguerra". Oggi la stessa povertà è diventata patrimonio UNESCO. È una trasformazione che Matera porta addosso con una certa ambivalenza.

Pomeriggio: Casa Noha e la Madonna de Idris

Dopo pranzo — cercate un posto dove ordinare i peperoni cruschi, quei peperoni di Senise essiccati e fritti che si sfarinano in bocca lasciando un retrogusto dolciastro e lievemente affumicato, o un piatto di orecchiette al ragù di carne lucano — puntate verso Casa Noha. È una tappa che molti visitatori saltano e che invece vale un'ora abbondante: questo palazzo cinquecentesco ospita una narrazione multimediale curata dal FAI che ripercorre la storia millenaria di Matera attraverso immagini, suoni e proiezioni. Non è un museo tradizionale, è quasi un'esperienza cinematografica, e aiuta a contestualizzare tutto quello che avete visto e vedrete. Uscendo si capisce meglio perché i Sassi sono stati abitati ininterrottamente per novemila anni — e perché la loro storia è molto più complessa del semplice binomio "vergogna/riscatto" che la narrazione turistica tende a proporre.

Il pomeriggio continua con la Madonna de Idris, la chiesa rupestre più suggestiva del Sasso Barisano. È intagliata direttamente nella roccia di un costone che si affaccia sul Sasso Caveoso, e per raggiungerla si sale una scala esterna scavata nella pietra. L'interno è piccolo, quasi claustrofobico, ma gli affreschi che coprono ogni centimetro di parete — datati tra il X e il XVII secolo, stratificati come le epoche della città — hanno una forza visiva che i musei grandi faticano a trasmettere. Senza illuminazione artificiale pomposa, senza barriere di plexiglass, con il semplice profumo di pietra umida e cera, ci si trova davanti a figure di santi e madonne che sembrano ancora in ascolto.

Dal terrazzino esterno della Madonna de Idris avete uno dei migliori panorami sul Sasso Caveoso e sulla Murgia: tenetelo a mente, perché domani ci scenderete.

Sera: il MUSMA e i Sassi illuminati

Prima di cena, dedicate un'ora al MUSMA — Museo della Scultura Contemporanea di Matera. È ospitato in Palazzo Pomarici, un edificio ipogeo che si sviluppa in parte nella roccia, e la scelta degli spazi non è mai casuale: le sculture dialogano con le cavità naturali, con i soffitti bassi, con la penombra che filtra dalle finestre aperte sulla gravina. Il museo ha una collezione seria, non un semplice riempitivo culturale, e chiude la giornata con un registro contemporaneo che bilancia l'abbondanza di storia medievale della mattina.

La sera a Matera è una questione di luce. Quando il sole tramonta oltre la Murgia, i Sassi si colorano di un arancio caldo che poi sfuma in oro, e le luci basse che illuminano i vicoli prendono il posto del sole quasi senza soluzione di continuità. Fate una passeggiata lunga e senza meta dopo cena — partite da Piazza Veneto, scendete verso il Belvedere sul Sasso Caveoso, poi risalite attraverso i vicoli del Barisano. I turisti del giorno se ne sono andati, i Sassi sono silenziosi, e Matera di notte assomiglia a una città che respira piano, come se stesse dormendo su se stessa da diecimila anni.

A cena, cercate il pane di Matera IGP: ha una crosta spessa e croccante, una mollica dorata e densa, un profumo di grano duro che non assomiglia a nessun altro pane. È prodotto con grano senatore Cappelli macinato a pietra, e ogni forno ha la sua versione. Accompagnatelo con un piatto di orecchiette al ragù o con una zuppa di legumi lucana.

Giorno 2 — Il Sasso Caveoso, la Murgia e le profondità della città

Mattina: la Cripta del Peccato Originale

Il secondo giorno inizia fuori dalla città. La Cripta del Peccato Originale è a circa quindici chilometri da Matera, nella campagna della Murgia, ed è raggiungibile solo in auto o con una navetta organizzata. Si chiama così per la scena dell'Eden raffigurata nella sua abside, ma potrebbe altrettanto bene chiamarsi "la Cappella Sistina della pittura rupestre": gli affreschi dell'VIII-IX secolo che coprono l'intera superficie interna hanno una freschezza di colori e una qualità stilistica che lasciano senza parole. Il rosso di melograno, il blu lapislazzulo, il bianco calce. Figure di Santi, la Madonna orante, scene bibliche raccontate da un monaco anonimo in una grotta sperduta nella campagna lucana.

L'accesso è contingentato e su prenotazione: organizizzate questa visita prima di partire. Tornati a Matera, avrete il tempo per un caffè con i taralli dolci tipici e per prepararvi alla discesa nel Sasso Caveoso.

Pomeriggio: il Sasso Caveoso e il Parco della Murgia

Il Sasso Caveoso è la parte più bassa e più antica dei Sassi, quella che scende più ripida verso la gravina e che conserva l'aspetto più selvaggio. Partite dall'alto, dalla Via Madonna delle Virtù, e scendete lentamente verso il fondo. Le chiese rupestri si moltiplicano: Santa Lucia alle Malve, con i suoi affreschi dell'XI secolo che includono alcune delle più antiche raffigurazioni della Madonna allattante nell'arte cristiana; Santa Barbara, più piccola e più austera; San Pietro Caveoso, l'unica chiesa del Sasso con una facciata barocca che sembra quasi un malinteso architettonico, un ornamento urbano piantato in mezzo alla pietra grezza.

Nel tardo pomeriggio prendete la scalinata che porta al Parco della Murgia Materana. Il parco è un altopiano carsico che si estende sull'altro lato della gravina, e da lì la vista sui Sassi è quella delle fotografie — ma vista dal vivo ha una scala che nessuna fotografia rende. La gravina si apre sotto di voi come una ferita nella roccia, e i Sassi si arrampicano sui due versanti come una città che non ha mai deciso se scendere verso il fondo o fermarsi a metà. Le chiese rupestri sparse nel parco — alcune accessibili a piedi, alcune raggiungibili solo in fuoristrada con guida — aggiungono un'ulteriore stratificazione: qui la vita monastica medievale trovò rifugio e silenzio, e alcuni di quei silenzi sembrano ancora intatti.

Il belvedere principale del parco chiude il pomeriggio con la luce del tardo pomeriggio che colora i Sassi di ambra. È il momento più fotografato della giornata, ed è fotografato per una buona ragione.

Sera: il Palombaro Lungo e l'addio alla città

Prima di cena, scendete sotto Piazza Veneto per visitare il Palombaro Lungo. La cisterna è stata scavata nel tufo per secoli e ampliata progressivamente fino a contenere oltre mezzo milione di litri d'acqua. La visita — accompagnata da una guida, con caschetto — porta in una serie di gallerie e camere sotterranee dove l'acqua ancora si raccoglie e dove il suono di ogni passo risuona amplificato. È un'esperienza fisica oltre che culturale: il senso di profondità, di costruzione paziente nel buio, di una città che ha sempre cercato di sopravvivere alla siccità del Sud.

L'ultima sera a Matera merita una cena lenta in uno dei ristoranti che si affacciano sulla gravina. Ordinate qualcosa di semplice: un piatto di lagane e ceci, la pasta larga con i ceci in brodo denso, che è forse il piatto più antico della cucina lucana. O i peperoni cruschi ancora, che non stancano mai. Bevete il Matera DOC, il vino rosso prodotto sulle colline intorno alla città con uve Primitivo e Merlot, che ha una struttura robusta e un finale speziato adatto al clima del Sud.

L'ultima passeggiata notturna è già un congedo. I Sassi illuminati di notte hanno qualcosa di irreale, come una città che esiste al di fuori del tempo. Matera non assomiglia a nessun altro posto in Italia, e forse nel mondo. Parte del suo fascino sta proprio in questo: non è bella secondo i canoni della bellezza italiana — non ha la grazia di Firenze né la grandiosità di Roma — ma ha una presenza, una consistenza minerale, un peso geologico che poche città al mondo riescono a trasmettere.

Informazioni pratiche

Quando andare

I mesi migliori per visitare Matera sono aprile, maggio, settembre e ottobre. La primavera porta un verde insolito nella Murgia, che normalmente appare brulla e dorata, e le temperature sono perfette per camminare sui Sassi senza soffrire il caldo. L'autunno ha una luce più bassa e più calda, ideale per la fotografia, e i turisti sono meno numerosi. Luglio e agosto sono caldi e affollati, soprattutto nel fine settimana, quando i turisti del giorno arrivano a ondate da Bari. Matera ha un affollamento moderato rispetto alle grandi mete italiane, ma in alta estate può sembrare sovraffollata nelle ore centrali.

I mesi invernali — dicembre, gennaio, febbraio — hanno un fascino particolare: i Sassi sono quasi deserti, la pietra acquista sfumature più scure con l'umidità, e alcune mattine di nebbia trasformano il panorama sulla gravina in qualcosa di quasi onirico. Le temperature scendono ma raramente sotto lo zero.

Come muoversi

Matera non ha una stazione ferroviaria sulla rete principale: si raggiunge da Bari con la Ferrovie Appulo Lucane (circa un'ora e mezza) o in auto dall'autostrada A14 (uscita Taranto) e dalla Statale 7. Una volta in città, i Sassi si visitano rigorosamente a piedi. Non esistono percorsi in piano: tutto sale o scende, spesso su scalinate irregolari. Le scarpe da trekking leggere sono consigliate, soprattutto per il Parco della Murgia e per i percorsi nella gravina.

La Cripta del Peccato Originale richiede un mezzo proprio o una navetta organizzata: è il tipo di visita che va programmata in anticipo.

Dove mangiare e dormire

Per il soggiorno, consultate dove dormire a Matera: dormire nei Sassi è un'esperienza che vale la notte aggiuntiva nel budget. Molti hotel e B&B sono ricavati in antiche grotte ristrutturate, con letti dove una volta dormivano gli asini e finestre che si affacciano sulla gravina. I prezzi sono più alti rispetto agli standard del Sud Italia, ma rimangono competitivi rispetto alle grandi città d'arte.

Per il cibo, evitate i ristoranti direttamente sul Belvedere — i prezzi salgono e la qualità scende. Cercate invece le trattorie nei vicoli interni del Sasso Barisano o nei pressi di Via Fiorentini: pane di Matera, peperoni cruschi, orecchiette, lagane e ceci, agnello alla lucana, e il Matera DOC per brindare a una città che ha aspettato diecimila anni per essere finalmente capita.

Oltre i due giorni

Se avete un terzo giorno o siete già stati a Matera e cercate un'estensione, il territorio lucano offre alcune delle mete meno visitate d'Italia. Metaponto, a un'ora di auto verso la costa ionica, ha i resti di una colonia greca con un museo e un parco archeologico che raramente supera le cento presenze al giorno. Craco, il paese fantasma abbandonato dopo una frana nel 1963, è uno dei paesaggi più suggestivi del Sud Italia — usato come set cinematografico da James Bond a Mel Gibson — e si visita con guide locali che ne raccontano la storia con un'intensità autentica. Alberobello e i trulli sono a meno di un'ora verso nord, ma per chi viene da Matera la loro geometria a cono sembrerà quasi allegra, quasi festosa: un contrasto utile per capire quanto varia sia la Basilicata e la Puglia che la confina.

Matera, però, non ha bisogno di giustificarsi con le mete vicine. Ha abbastanza storia, abbastanza bellezza e abbastanza silenzio per riempire molto più di due giorni. Il segreto è semplice: tornate.

Per un approfondimento sulla cucina locale, leggete la nostra guida dove mangiare a Matera.

Per informazioni su come raggiungere la città, consultate la nostra guida come arrivare a Matera.

Info pratiche

Qual è il periodo migliore per visitare Matera in due giorni?

Il periodo consigliato è aprile, maggio, settembre e ottobre, quando è meno affollata.

Matera in due giorni è affollata?

Matera in due giorni è una meta molto tranquilla rispetto alle destinazioni più turistiche.

Dove si trova Matera in due giorni?

Matera in due giorni si trova in Matera, Basilicata, Italia.

Nei dintorni

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide