Matera, Basilicata, Italia

Il Caveoso silenzioso: i vicinati dimenticati di Matera

Lontano dai Sassi da cartolina, i rioni meno battuti del Sasso Caveoso conservano una Matera ancora abitata, fatta di vicinati, scale ripide e silenzi che la folla non ha trovato.

Il Caveoso silenzioso: i vicinati dimenticati di Matera

Quasi tutti arrivano a Matera dallo stesso punto: la balconata di piazzetta Pascoli o le terrazze affacciate sul Sasso Caveoso, dove la Chiesa di Santa Maria de Idris si staglia sullo sperone roccioso e le folle si accalcano per la foto. Ma basta scendere di una manciata di gradini, infilarsi in un vicolo laterale e voltare le spalle al panorama "ufficiale" per ritrovarsi in una città diversa, dove il rumore degli zaini e degli smartphone svanisce nel giro di pochi metri.

I rioni meno battuti del Caveoso non hanno un nome che finisca sulle guide. Sono i vicinati, piccole corti collettive dove le grotte si aprono attorno a una cisterna comune e a un forno condiviso. Qui la vita non è un set scenografico: ci sono panni stesi, gatti che dormono sui muretti caldi, anziani seduti sulle soglie. Conviene perdersi senza meta verso il fondo del Sasso, dove le abitazioni rupestri si fanno più semplici e meno restaurate, e dove le scalinate scendono fino al limite della Gravina, il canyon che separa la città dal Parco della Murgia.

Il modo giusto per visitarli è il passo lento e il rispetto. Sono spazi dove qualcuno vive davvero, non vetrine: meglio parlare a voce bassa, chiedere prima di fotografare le persone, comprare un caffè o il pane di Matera in una bottega di quartiere invece che nel locale alla moda sulla terrazza. Scarpe comode sono obbligatorie, perché la pietra è levigata e sdrucciolevole e i dislivelli sono continui.

Al tramonto, quando i pullman sono ripartiti e la roccia si accende di arancio, questi angoli restituiscono la Matera più autentica: silenziosa, abitata, intima. È la stessa città che tutti cercano, ma trovata dal lato giusto.

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