Nei dintorni di Firenze: 9 mete raggiungibili in giornata
Uscire dal cuore di Firenze la mattina, tornare la sera con le scarpe impolverate e un sacchetto di pane toscano: nel raggio di trenta-sessanta chilometri dal Duomo si aprono borghi murati, abbazie nel bosco, botteghe di ceramica e paesi di tartufo che chiedono soltanto una giornata. Nove mete slow, poco battute, per una gita di un giorno tra colline, treni regionali e strade bianche del Chianti.
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"titolo": "Nei dintorni di Firenze: 9 mete raggiungibili in giornata",
"sommario": "Uscire dal cuore di Firenze la mattina, tornare la sera con le scarpe impolverate e un sacchetto di pane toscano: nel raggio di trenta-sessanta chilometri dal Duomo si aprono borghi murati, abbazie nel bosco, botteghe di ceramica e paesi di tartufo che chiedono soltanto una giornata. Nove mete slow, poco battute, per una gita di un giorno tra colline, treni regionali e strade bianche del Chianti.",
"contenuto": "<p>C'è un modo di viaggiare che a Firenze si impara presto, quasi per sottrazione: non partire con la valigia, ma con un thermos, un maglione di scorta e un orario dei treni regionali. Le colline che circondano la città sono un mosaico di paesi che stanno tutti dentro un cerchio di cinquanta chilometri, e ognuno di loro basta a riempire dodici ore di luce.</p>\n\n<p>Questa non è una guida per il weekend fuori porta, ma per la <strong>gita di un giorno</strong>: si parte dopo colazione, si pranza in trattoria, si torna a dormire nel proprio letto. Il vincolo del rientro serale, lungi dall'essere una limitazione, costringe a scegliere una meta e goderla piano, senza la fretta del turista con lo zaino sulle spalle.</p>\n\n<p>Le mete che seguono sono state scelte con un criterio preciso: distanze reali, poco marketing, tanta sostanza. Niente Chianti da cartolina né borghi-set: solo posti dove, a metà pomeriggio, si sente ancora rumore di bottega e odore di legna nei camini.</p>\n\n<h2>1. Vinci</h2>\n<p>A circa 30 km da Firenze, quaranta minuti d'auto lungo la superstrada FI-PI-LI con uscita a Empoli. In treno si arriva a Empoli e poi si prende l'autobus per il borgo (circa un'ora complessiva). Il paese natale di Leonardo è un cono di case che sale verso il castello dei Conti Guidi, dove ha sede il Museo Leonardiano.</p>\n<p>Andarci in primavera, quando gli ulivi hanno appena finito la potatura, significa poter salire fino ad Anchiano, la casa natale, per una passeggiata di due chilometri in mezzo agli olivi: la vista sul Montalbano è la stessa che Leonardo bambino aveva sotto gli occhi.</p>\n<p>Nota culturale: qui il Codice Atlantico è solo un pretesto. Il vero museo è il paesaggio, quella campagna che generò il primo sguardo scientifico dell'Occidente.</p>\n\n<h2>2. Certaldo Alto</h2>\n<p>Circa 40 km a sud-ovest, 45 minuti d'auto o un'ora abbondante in treno regionale sulla linea Firenze-Siena. Dalla stazione di Certaldo, una funicolare porta al borgo medievale in cima alla collina: mattoni rossi, torri, silenzio.</p>\n<p>È il paese di Giovanni Boccaccio, e la casa-museo dello scrittore vale già il biglietto. Ma il momento più bello è il tardo pomeriggio d'autunno, quando la Val d'Elsa si accende di viola e le vetrine delle botteghe di cipolla rossa - il presidio Slow Food locale - restano aperte fino al tramonto.</p>\n<p>Da provare, in trattoria, la zuppa di cipolla certaldese: tre ingredienti, quattro ore di cottura, secoli di pazienza.</p>\n\n<h2>3. San Miniato</h2>\n<p>Circa 45 km a ovest, quaranta minuti di FI-PI-LI con uscita omonima. Il treno arriva a San Miniato Basso, poi navetta per il borgo alto. San Miniato è la capitale toscana del <strong>tartufo bianco</strong>: se ci si va tra fine ottobre e metà novembre si incrocia la Mostra Mercato Nazionale, ma anche fuori stagione le botteghe profumano.</p>\n<p>Il borgo si affaccia sull'Arno da un balcone lunghissimo. La Rocca di Federico II - ricostruita dopo la guerra - regala una vista che nelle giornate limpide arriva fino al mare.</p>\n<p>Nota: qui vive una comunità di cavatori che ancora oggi cerca il tartufo con cani lagotti al mattino presto. Alcune associazioni organizzano uscite guidate: due ore nel bosco, poi degustazione. Prenotare con anticipo.</p>\n\n<h2>4. Vallombrosa e l'abbazia nel bosco</h2>\n<p>Circa 33 km a est di Firenze, salendo verso il Pratomagno lungo una strada tornante di castagni e faggi. In auto poco più di un'ora; senza mezzi propri diventa complicato, meglio noleggiare o unirsi a una gita.</p>\n<p>L'Abbazia di Vallombrosa è il cuore di una foresta demaniale gestita fin dal Rinascimento come una macchina forestale perfetta. I monaci vallombrosani, ordine benedettino nato qui nel 1036, sono stati per secoli tra i primi selvicoltori d'Europa.</p>\n<p>D'estate la temperatura scende di dieci gradi rispetto alla città: il classico rifugio dei fiorentini che non vogliono il mare. In autunno è il regno dei porcini. Portare scarpe da trekking anche solo per fare il Sentiero dei Beati, un anello di due ore tra abetine ottocentesche.</p>\n\n<h2>5. Pistoia</h2>\n<p>Circa 35 km a nord-ovest, mezz'ora di treno regionale diretto dalla stazione di Santa Maria Novella - forse la gita più comoda in assoluto. Pistoia è stata Capitale Italiana della Cultura nel 2017 e da allora ha mantenuto una scena viva senza mai diventare turistica.</p>\n<p>La piazza del Duomo è una delle più belle di Toscana: cattedrale, battistero, palazzo comunale e campanile in un'unica quinta scenica. Il fregio robbiano dell'Ospedale del Ceppo, ai bordi del centro, è uno dei capolavori invisibili del Rinascimento fiorentino.</p>\n<p>Da vedere anche il Museo Marino Marini, dedicato allo scultore pistoiese, e la zona dei vivai: il territorio è il primo distretto vivaistico d'Europa, un paesaggio industriale-agricolo unico al mondo.</p>\n\n<h2>6. Poppi e il Casentino</h2>\n<p>Circa 55 km a est, un'ora e un quarto d'auto risalendo la valle dell'Arno alla sua sorgente. Il treno c'è - la piccola ferrovia Casentinese da Arezzo - ma richiede un cambio e allunga i tempi. Poppi ha il castello meglio conservato della Toscana orientale: dei Conti Guidi, con affreschi di scuola giottesca.</p>\n<p>Sotto il paese, la piana di Campaldino: qui nel 1289 combatté un giovane Dante Alighieri, con i Guelfi fiorentini contro i Ghibellini aretini. Una stele nel campo lo ricorda con sobrietà toscana.</p>\n<p>Da abbinare, se si ha tempo, una tappa al vicino Santuario della Verna oppure a Camaldoli, altri due luoghi del silenzio benedettino. Portare un libro: qui il tempo rallenta di suo.</p>\n\n<h2>7. Montelupo Fiorentino</h2>\n<p>Circa 25-30 km a ovest, venticinque minuti di treno regionale sulla Firenze-Empoli. Montelupo è il paese della ceramica: dal Trecento le botteghe della sponda dell'Arno rifornivano le mense dei Medici e delle corti europee.</p>\n<p>Il Museo della Ceramica, ricavato nell'antico spedale, espone maioliche archeologiche recuperate dai butti - i pozzi-immondezzai medievali. Le botteghe artigiane in centro sono ancora attive e vendono direttamente: si trovano piatti a prezzi onesti, molto più belli di quelli del centro fiorentino.</p>\n<p>Terza domenica di giugno c'è la Festa della Ceramica, con forni accesi in piazza e mostra-mercato. Ma anche una domenica qualsiasi vale il viaggio, se si è curiosi di mestieri.</p>\n\n<h2>8. Barberino Tavarnelle e Sant'Appiano</h2>\n<p>Circa 30 km a sud, quaranta minuti d'auto lungo la Cassia o la superstrada del Palio. Il comune riunisce da qualche anno Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle: due borghi murati che presidiano la strada tra Firenze e Siena.</p>\n<p>La perla nascosta è la <strong>Pieve di Sant'Appiano</strong>, chiesa romanica dell'XI secolo con quattro colonne superstiti di un antichissimo battistero circolare, poste in mezzo al prato come un piccolo Stonehenge cristiano. È a tre chilometri da Barberino, in mezzo alla campagna.</p>\n<p>Da qui si dipartono strade bianche perfette per pedalare o camminare: il Chianti classico, quello vero, comincia dietro l'angolo. Trattorie di frazione, vino sfuso in damigiana, orizzonti larghi.</p>\n\n<h2>9. Radda in Chianti</h2>\n<p>Circa 50 km a sud, un'ora abbondante d'auto attraverso Greve e Panzano, sulla mitica Chiantigiana. Senza auto la gita si complica: gli autobus SITA-Autolinee Chianti Valdarno sono sporadici, meglio noleggiare o organizzarsi con navette private.</p>\n<p>Radda fu una delle tre podesterie della Lega del Chianti nel 1384: da quel patto militare nasce, di fatto, la denominazione vinicola più famosa d'Italia. Il paese ha mantenuto la pianta ellittica medievale, con un palazzo del Podestà costellato di stemmi in pietra.</p>\n<p>Il consiglio da vero slow traveller: fermarsi in una delle cantine familiari sulla strada per Volpaia, non nei brand internazionali. Assaggiare un Chianti Classico giovane in mezzo alle vigne è la cosa più simile al Rinascimento contadino che questa terra sappia offrire.</p>\n\n<h2>Come organizzarsi</h2>\n<p>Partire presto: le distanze sono brevi ma le curve toscane rallentano ogni previsione. Un fuori porta di 40 km può facilmente diventare un'ora e mezza di guida se si vuole godere il paesaggio.</p>\n<p>Per chi è senza auto: Pistoia, Certaldo, Montelupo, Empoli-Vinci e San Miniato Basso sono ben servite dai treni regionali di Trenitalia (biglietti sotto i 10 euro andata e ritorno). Vallombrosa, Poppi, Radda e i borghi del Chianti richiedono invece l'auto o un noleggio a Firenze.</p>\n<p>Il pranzo: prenotare sempre la domenica, specialmente in bassa stagione, quando le trattorie di paese aprono a orari ridotti. La colazione della domenica al mercato locale è spesso l'esperienza migliore della giornata.</p>\n<p>Cosa mettere nello zaino: acqua, scarpe comode anche per il selciato, un k-way perché in collina il tempo cambia in fretta, contanti per le botteghe che non prendono carta.</p>\n\n<h2>È possibile fare queste gite in giornata usando solo il treno?</h2>\n<p>Sì, per almeno cinque delle nove mete indicate: Pistoia (treno diretto, mezz'ora), Certaldo (treno regionale sulla linea per Siena), Montelupo Fiorentino (Firenze-Empoli, 25 minuti), San Miniato Basso più navetta, ed Empoli con autobus per Vinci. Per Vallombrosa, Poppi, Radda e Barberino Tavarnelle serve invece l'auto o un servizio privato: il trasporto pubblico esiste ma richiede tempi lunghi e coincidenze imprevedibili. Un consiglio: se non si ha l'auto, dedicare la giornata a una delle cinque mete servite bene dal treno regionale è la scelta più rilassante.</p>\n\n<h2>Qual è la stagione migliore per queste gite fuori porta?</h2>\n<p>Dipende dalla meta, ma la Toscana collinare dà il meglio in due finestre precise. Da metà aprile a metà giugno le colline sono verde chiaro, i ciliegi in fiore, i borghi ancora vuoti di turisti: perfetto per Chianti, Vinci e Certaldo. Da metà settembre a metà novembre arrivano invece la vendemmia, la raccolta delle olive, la stagione del tartufo bianco a San Miniato e i porcini a Vallombrosa: gastronomicamente è il periodo più ricco. L'estate va bene solo per le mete in altura come Vallombrosa e Poppi; a Certaldo o San Miniato ad agosto il caldo è feroce. L'inverno regala luci pittoriche e trattorie senza attese, ma occhio alle chiusure infrasettimanali.</p>"
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Infos pratiques
Quelle est la meilleure période pour visiter Nei dintorni di Firenze ?
La période recommandée est Mars, Avril, Mai, Juin, Septembre, Octobre et Novembre, quand l'affluence est moindre.
Nei dintorni di Firenze est-elle bondée ?
Nei dintorni di Firenze est une destination très tranquille par rapport aux sites les plus touristiques.
Où se trouve Nei dintorni di Firenze ?
Nei dintorni di Firenze se trouve en Firenze.