Verona

Nei dintorni di Verona: 9 mete raggiungibili in giornata

Cosa fare vicino a Verona in una sola giornata: nove mete comprese fra i trenta e i sessanta chilometri dal capoluogo scaligero, raggiungibili in auto, treno o battello senza bisogno di pernottare. Dai borghi del vino della Valpolicella orientale ai castelli scaligeri sul Garda, dalla Mantova dei Gonzaga alla Vicenza di Palladio, fino alla Lessinia cimbra e al MART di Rovereto: una guida slow per riscoprire la gita fuori porta.

Foto di copertina — Nei dintorni di Verona: 9 mete raggiungibili in giornata

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C'è una geografia della lentezza che si apre appena si esce da porta San Zeno o si imbocca la Tangenziale Sud lasciando alle spalle l'Arena. Un raggio di trenta, quaranta, sessanta chilometri disegna intorno a Verona una corona di borghi, laghi, altopiani e città d'arte che si possono raggiungere in un'ora scarsa, vivere con calma per un giorno intero e lasciare al tramonto, senza il peso della valigia e senza la fretta di chi deve tornare a nord prima di lunedì.

La gita di una giornata è una forma antica e quasi dimenticata di viaggio. Non chiede pernottamenti, non pretende itinerari fitti: chiede piuttosto attenzione, la disponibilita a fermarsi al primo bar di paese per un macchiato in tazza piccola, la voglia di prendere un traghetto o una strada secondaria invece dell'autostrada. È la filosofia che i francesi chiamano flanerie, declinata su misura del Veneto occidentale.

Abbiamo scelto nove mete, tutte comprese fra i trenta e i sessanta chilometri dal capoluogo scaligero. Alcune sono nomi noti che meritano di essere riletti; altre sono luoghi meno battuti, dove capita ancora di essere gli unici forestieri seduti all'osteria. Per ciascuna raccontiamo distanza, tempi di percorrenza in auto e in treno, la stagione più adatta e una nota culturale che vale il viaggio.

1. Soave, il borgo del vino bianco

A circa 30 km a est di Verona, lungo la vecchia via Postumia, Soave si raggiunge in una quarantina di minuti d'auto sull'A4 o con il regionale Verona-Venezia scendendo a San Bonifacio (venti minuti di treno più un bus locale). Il castello scaligero corona un anfiteatro di vigneti a Garganega che nei giorni limpidi si vedono fino al Baldo.

Il momento giusto è settembre, quando la vendemmia riempie le cantine di mosto e la Festa dell'Uva anima le contrade. In inverno il borgo si svuota e si riscopre medievale: la cinta muraria illuminata, le enoteche silenziose dietro i portali gotici, l'imbottito al Recioto nelle trattorie di corso Roma.

2. Borghetto sul Mincio, i mulini sull'acqua

Trenta chilometri a sud-ovest, dopo la piana morenica di Custoza, il Mincio si divide fra le pale dei mulini di Borghetto. In auto si arriva in mezz'ora dall'uscita Peschiera; in treno la meta è meno immediata e conviene combinare Peschiera con un bus o una bicicletta lungo la ciclabile Mantova-Peschiera.

Frazione di Valeggio, Borghetto è uno dei Borghi più belli d'Italia e va assaggiato letteralmente: il tortellino di Valeggio, sottilissimo, è il piatto identitario. Il Ponte Visconteo, colossale diga militare del Trecento voluta da Gian Galeazzo, è una lezione di ingegneria medievale che pochi conoscono.

3. Bosco Chiesanuova e l'altopiano dei Lessini

Salendo la statale 12 e poi la provinciale della Val Squaranto, in cinquanta minuti si arriva ai 1.100 metri di Bosco Chiesanuova, circa 32 km a nord di Verona. Non c'è treno: serve l'auto o il bus ATV linea 108. È la meta ideale per l'estate torrida e per l'inverno delle prime nevi, quando gli impianti di Malga San Giorgio aprono a un turismo familiare e senza code.

La Lessinia è terra cimbra: fino all'Ottocento qui si parlava un dialetto tedesco-tirolese portato dai coloni bavaresi del XIII secolo. Il piccolo Museo dei Cimbri di Giazza racconta questa Mitteleuropa nascosta a un'ora da piazza Bra.

4. Ponte di Veja e Sant'Anna d'Alfaedo

Circa 35 km a nord, incastonato nella valle di Fumane, il Ponte di Veja è un arco naturale di roccia calcarea di quarantacinque metri: uno dei più grandi d'Europa, frequentato dall'uomo di Neandertal. Si raggiunge solo in auto, un'ora abbondante dal centro passando per Sant'Anna d'Alfaedo.

Il paese ospita il Museo Paleontologico e Preistorico, con lo squalo fossile e le orme di dinosauro trovate in cava. La primavera è la stagione perfetta: i prati fioriscono di narcisi e la temperatura in quota è mite. A pranzo, polenta di Storo e formaggio Monte Veronese di malga.

5. Torri del Benaco, il Garda che resiste

Quaranta chilometri a nord-ovest, sulla riviera orientale del lago, Torri del Benaco è la risposta silenziosa a Sirmione. Un'ora d'auto lungo la Gardesana orientale o quaranta minuti fino a Garda con bus ATV più battello: la seconda opzione è la più bella, e permette di lasciare l'auto a casa.

Il castello scaligero conserva ancora la limonaia settecentesca, uno degli ultimi esempi di coltivazione degli agrumi in nord Italia. All'ora dell'aperitivo, il porticciolo veneziano diventa un salotto d'acqua: è il momento del carpione affumicato e del Bardolino Chiaretto.

6. Mantova, la capitale dei Gonzaga

A 45 km a sud, Mantova si raggiunge in cinquanta minuti d'auto o in trentacinque minuti di treno diretto: forse la gita fuori porta più comoda in assoluto per chi parte da Porta Nuova. Circondata dai suoi tre laghi artificiali del Mincio, la città è patrimonio UNESCO dal 2008 insieme a Sabbioneta.

La Camera degli Sposi di Andrea Mantegna, nel Castello di San Giorgio, è una delle esperienze pittoriche più intense del Rinascimento italiano: prenotazione obbligatoria, quindici minuti soltanto per stanza. A pranzo, tortelli di zucca con mostarda e amaretti nelle osterie di piazza Erbe.

7. Vicenza, la città di Palladio

Cinquanta chilometri a est, mezz'ora in autostrada o quaranta minuti di regionale, Vicenza è la lezione palladiana a portata di biglietto ferroviario. Basilica, Loggia del Capitaniato, palazzi di Contra Porti: la città è un manuale di architettura all'aperto che ha ispirato Jefferson e mezza America.

Il Teatro Olimpico, ultimo capolavoro dell'architetto, è il più antico teatro coperto d'Europa e conserva ancora le scenografie lignee del 1585 di Vincenzo Scamozzi. Da vedere in un pomeriggio di novembre, quando la luce radente accende le pietre di Nanto.

8. Malcesine, sotto il Monte Baldo

Cinquantacinque chilometri lungo la Gardesana, un'ora scarsa d'auto: Malcesine è l'ultimo comune veneto del Garda, prima di scollinare in Trentino. In treno non arriva, ma esiste un bus veloce ATV linea 483 da Porta Nuova che in un'ora e mezza porta al lungolago.

Qui Goethe fu arrestato nel 1786 come presunta spia austriaca mentre disegnava il castello: l'episodio è raccontato nel suo Viaggio in Italia. La funivia rotante sale in dieci minuti ai 1.760 metri del Baldo, dove si scia d'inverno e si cammina fra le stelle alpine d'estate.

9. Rovereto, l'arte e la Campana della Pace

Sessanta chilometri a nord, seguendo la Val d'Adige, Rovereto è il limite settentrionale del nostro raggio: cinquanta minuti in autostrada, un'ora esatta di treno regionale. È una città austro-italiana di serica eleganza, dominata dal castello veneziano trasformato in Museo Storico della Guerra.

Il MART, progettato da Mario Botta, è uno dei musei d'arte contemporanea più importanti d'Italia: la piazza coperta con la cupola di vetro merita da sola il viaggio. All'ora del tramonto, la Campana dei Caduti sul colle di Miravalle suona cento rintocchi: è la più grande al mondo tra quelle che si muovono a distesa.

Come organizzarsi

Per un raggio di trenta-sessanta chilometri, l'auto resta lo strumento più flessibile: consente le deviazioni improvvise, i pranzi nelle osterie di frazione, il ritorno lento sulle strade secondarie. Ma Verona è servita da una rete ferroviaria efficiente verso Mantova, Vicenza e Rovereto, e da linee bus ATV che raggiungono Lessinia, Garda e Valpolicella. Combinare treno e battello, sul Garda, è spesso più bello che guidare.

Il consiglio è di partire presto, entro le nove, e di riservare l'ora centrale del pomeriggio a una sosta lunga: un museo, un'osteria, una passeggiata. Il ritorno tra le 18 e le 20 evita il traffico dei pendolari e permette di rientrare a Verona in tempo per l'aperitivo in Piazza Erbe, chiudendo la giornata dove è iniziata.

Quando è meglio evitare la gita in giornata?

Nei weekend di alta stagione, tra fine giugno e metà settembre, le mete gardesane come Malcesine e Torri del Benaco possono essere affollate e i parcheggi introvabili dopo le dieci del mattino. In quei periodi conviene puntare sui borghi dell'entroterra (Soave, Borghetto) o salire in Lessinia, dove il turismo di massa non è mai arrivato. Anche i lunedì di chiusura museale vanno considerati: Camera degli Sposi, MART e Teatro Olimpico osservano il riposo settimanale.

Quale meta scegliere se si viaggia con bambini?

Le più adatte alle famiglie sono Borghetto sul Mincio, con il fiume e i mulini che diventano un parco giochi naturale; Bosco Chiesanuova con il vicino Parco delle Cascate di Molina; il Museo Paleontologico di Sant'Anna d'Alfaedo, dove i piccoli scoprono ammoniti e squali fossili. Sul Garda, Malcesine offre l'ebbrezza della funivia rotante, un'esperienza che vale da sola l'intera giornata di gita.

Practical info

When is the best time to visit Nei dintorni di Verona?

The recommended time is March, April, May, June, September, October and November, when it is less crowded.

Is Nei dintorni di Verona crowded?

Nei dintorni di Verona is a very quiet destination compared with the more touristy ones.

Where is Nei dintorni di Verona?

Nei dintorni di Verona is located in Verona.

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