Basilicata

Parco del Pollino versante lucano: la grande montagna del Sud

Il versante lucano del Pollino, il parco nazionale più grande d'Italia, offre foreste millenarie, gole profonde e borghi di montagna dove il tempo si è fermato.

Parco del Pollino versante lucano: la grande montagna del Sud

Il Parco Nazionale del Pollino è il più grande d'Italia con i suoi quasi 200.000 ettari, a cavallo tra Basilicata e Calabria. Eppure è anche uno dei meno visitati, un paradosso che per chi ama la montagna autentica rappresenta una benedizione. Il versante lucano del parco, in particolare, è un territorio di rara bellezza dove foreste primordiali, gole selvagge e borghi di pietra compongono un paesaggio che sembra uscito da un'altra epoca.

Il simbolo del Pollino è il Pino Loricato (Pinus heldreichii), un albero dalla cortesia a placche argentee che sopravvive solo qui e nei Balcani, aggrappato alle creste ventose sopra i 1.800 metri con forme contorte e scultoree che sfidano la gravità e il tempo. Alcuni esemplari hanno più di mille anni. Per vederli da vicino, il sentiero più accessibile parte da Colle dell'Impiso (1.573 m, raggiungibile in auto da Rotonda) e sale in circa tre ore al Belvedere del Pollino, un pianoro naturale con vista panoramica a 360 gradi. Da qui, i più allenati possono proseguire fino alla vetta della Serra Dolcedorme (2.267 m), la cima più alta del parco e dell'intero Appennino meridionale.

Ma il Pollino lucano non è solo alta montagna. A quote più basse, le Gole del Raganello — raggiungibili dal borgo di San Lorenzo Bellizzi — offrono un'esperienza di canyoning tra le più emozionanti del Mediterraneo. L'acqua turchese ha scavato nella roccia calcarea un canyon profondo fino a 700 metri, con passaggi stretti dove la luce filtra appena. Le escursioni guidate partono dal ponte del Diavolo e durano dalle quattro alle otto ore a seconda del percorso scelto. È fondamentale affidarsi a guide certificate: il fiume può essere insidioso e l'orientamento nel canyon è complesso.

Tra i borghi del Pollino lucano, Rotonda è il campo base perfetto. Questo paese di 3.500 abitanti ai piedi del massiccio offre tutto il necessario per un soggiorno di montagna: alberghi semplici ma confortevoli, ristoranti che servono cucina del parco e un centro visite con informazioni aggiornate sui sentieri. Il piatto simbolo di Rotonda è il fagiolo bianco poverello, presidio Slow Food coltivato nei campi irrigati dal torrente Mercure, e la melanzana rossa, un ortaggio unico al mondo che qui si conserva sott'olio con un procedimento tramandato di generazione in generazione.

Altri borghi da esplorare sono Viggianello, con il suo castello e le case arrampicate lungo il torrente Mercure; San Severino Lucano, punto di partenza per le escursioni al Santuario della Madonna del Pollino, luogo di pellegrinaggio incastonato tra faggi e abeti a 1.537 metri; e Terranova di Pollino, un pugno di case a 926 metri di altitudine circondato da boschi di cerri dove il silenzio è così profondo da sembrare una presenza fisica.

Per mangiare nel Pollino lucano, cercate le trattorie di paese dove la cucina segue le stagioni con una naturalezza che i ristoranti urbani possono solo imitare. A Rotonda, Da Peppe è un'istituzione: antipasto di salumi locali, strascinati con salsiccia e funghi porcini, agnello alla brace, il tutto innaffiato da vino locale sfuso. Il conto vi lascerà increduli. A Viggianello, l'Agriturismo Luna Rossa dello chef Federico Valicenti propone una cucina lucana d'autore che ha attirato l'attenzione di critici gastronomici internazionali.

Il Pollino lucano si raggiunge dall'autostrada A2 del Mediterraneo, uscendo a Lauria Sud o a Campotenese e seguendo le indicazioni per Rotonda o San Severino Lucano. Da Potenza sono circa 130 chilometri (due ore), da Cosenza circa 100 (un'ora e mezza). Non ci sono trasporti pubblici utilizzabili per esplorare il parco: l'auto è indispensabile, e per le strade forestali è consigliato un veicolo con buona altezza da terra.

I mesi ideali sono maggio-giugno e settembre-ottobre. In primavera i prati d'alta quota si coprono di orchidee selvatiche e narcisi, in autunno i faggi si incendiano di rosso e arancio. L'estate è piacevole in quota ma può essere afosa alle quote più basse. L'inverno porta la neve sopra i 1.200 metri e apre possibilità di ciaspolate e sci di fondo nelle piane del Pollino.

Se cercate un'alternativa al Gran Sasso — bellissimo ma ormai noto e frequentato — il Pollino lucano vi offrirà la stessa grandiosità appenninica con una solitudine che nel Centro-Nord è ormai un ricordo. Qui la montagna è ancora dei pastori, dei boscaioli e dei pochi escursionisti che hanno avuto la curiosità di cercarla.

Practical info

When is the best time to visit Parco del Pollino versante lucano?

The recommended time is May, June, July, September and October, when it is less crowded.

Is Parco del Pollino versante lucano crowded?

Parco del Pollino versante lucano is a almost deserted destination compared with the more touristy ones.

Where is Parco del Pollino versante lucano?

Parco del Pollino versante lucano is located in Basilicata.

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