Gola del Furlo, dove l'Appennino si apre come una ferita romana
La Gola del Furlo è uno squarcio geologico nell'Appennino marchigiano attraversato da una galleria scavata dai Romani. Natura e storia in un paesaggio verticale.
<p>Ci sono posti dove la storia e la geologia si sovrappongono in modo così evidente da togliere il respiro. La Gola del Furlo è uno di questi: una stretta forra nel cuore dell'Appennino pesarese dove il fiume Candigliano ha eroso per millenni la rocca calcarea fino a creare una spaccatura che in certi punti non supera i venti metri di larghezza, con pareti che salgono per duecento metri. E dentro questa forra, scavata nella viva roccia da soldati romani nel 77 d.C. su ordine dell'imperatore Vespasiano, c'è ancora la galleria della Via Flaminia che attraversa la montagna.</p><h2>La galleria romana e la Via Flaminia</h2><p>Il traforo romano del Furlo misura 38 metri di lunghezza e poco più di cinque di altezza: piccolo per gli standard moderni, straordinario per quelli dell'antichità. La strada che vi passa è ancora percorribile — non c'è traffico pesante, ma l'asfalto porta i segni dell'usura millenaria e le pareti rocciose trasudano umidità. Accanto alla galleria augustea si vede il segno di una precedente apertura voluta da Flaminio stesso nel III secolo a.C., più stretta e bassa: duemila anni di stratificazione tecnica in una trentina di metri di roccia.</p><h2>La riserva naturale e l'aquila reale</h2><p>La Riserva Naturale del Furlo protegge un territorio di circa 3.600 ettari che comprende la gola, i boschi di roverella e carpino che la circondano, e le rupi calcaree dove nidifica stabilmente una coppia di aquile reali — una delle presenze più rare e preziose dell'avifauna marchigiana. Il centro visite della riserva, nel piccolo borgo di Furlo, distribuisce mappe dei sentieri gratuitamente. Il sentiero più suggestivo è quello che risale le pareti della gola fino al belvedere sul Lago del Furlo, un invaso artificiale che ha cambiato la morfologia del fondo valle senza intaccare la drammaticità del paesaggio.</p><h2>Pesca, trote e silenzio</h2><p>Il Candigliano è uno dei fiumi più puliti delle Marche e il lago del Furlo è rinomato per la pesca alla trota: in alcune mattine d'autunno si incontrano pescatori con la canna sul bordo dell'acqua, completamente soli, in un silenzio interrotto solo dal vento nelle rupi. I ristoranti del piccolo abitato di Furlo propongono trota in vari modi — alla griglia, al cartoccio, in carpione — a prezzi che raramente superano i 18-20 euro per un secondo completo.</p><h2>Come arrivarci</h2><p>La gola si trova sulla SS73bis tra Fossombrone e Acqualagna, a circa 25 chilometri da Fano. Non c'è un parcheggio grande: conviene lasciare l'auto al bordo della strada nei pressi del centro visite. I mesi migliori sono aprile-maggio e settembre-ottobre; d'estate la gola è frequentata da escursionisti ma non sovraffollata. In inverno, con la nebbia che risale dal fiume, ha un'atmosfera gotica incomparabile.</p>
Practical info
When is the best time to visit Gola del Furlo?
The recommended time is April, May, September, October and November, when it is less crowded.
Is Gola del Furlo crowded?
Gola del Furlo is a very quiet destination compared with the more touristy ones.
Where is Gola del Furlo?
Gola del Furlo is located in Gola del Furlo, Pesaro e Urbino, Italia.