Wat Ratchaorasaram a Chom Thong: il tempio sino-thai di Rama III a Bangkok ovest
A Chom Thong, vicino al BTS Wutthakat, il tempio reale che Rama III costruì senza i fregi thai classici. Quasi nessun turista.
Foto: Fotograf / Photographer: Heinrich Damm (User:Hdamm, Hdamm at de.wikipedia.org) (CC BY 2.0) — Wikimedia Commons
Sulla riva ovest del Chao Phraya, nel distretto di Chom Thong, c'è un tempio reale di prima classe che quasi nessun viaggiatore straniero raggiunge: Wat Ratchaorasaram Ratchaworawihan, abbreviato in Wat Ratchaorot. Le origini risalgono al periodo di Ayutthaya, quando si chiamava Wat Chom Thong (o Wat Kong Thong) — nome da cui deriva quello dell'intero distretto. La svolta arriva nel 1820: il principe Chetsadabodin, futuro re Nangklao (Rama III), lo fece restaurare dopo aver guidato le truppe siamesi al Passo delle Tre Pagode, vicino all'odierna Kanchanaburi, per fermare un'avanzata birmana rivelatasi poi un falso allarme. Al ritorno ribattezzò il tempio "Ratchaorot" ("il figlio reale") e lo dedicò al padre, Rama II.
La particolarità che rende questo posto unico sta nelle linee del tetto. Rama III amava lo stile cinese, e qui lo applicò fino in fondo: è il primo tempio thailandese costruito senza le decorazioni tradizionali sui frontoni. Mancano il cho fah (la punta a forma di becco sull'apice del timpano), i bai raka (i "denti" lungo il colmo) e gli hang hong (le code di cigno agli angoli). Il risultato è un profilo sobrio, geometrico, di gusto sino-thai che ai thailandesi dell'epoca parve così insolito da meritare il soprannome locale "Wat Nok Yang", il tempio fuori dagli schemi. John Crawfurd, ambasciatore britannico alla corte di Rama III, lo descrisse come il tempio più bello mai costruito a Bangkok.
Dentro ci sono tre cose da cercare. Nell'ubosot (la sala di ordinazione) siede l'immagine principale, il Phra Buddha Arnunthakhun, alto circa 4,5 metri e largo oltre 3, sotto un parasole a nove ordini — un dettaglio riservato ai luoghi dove riposano le ceneri dei re. Nel vihara si trova invece un Buddha sdraiato in stucco lungo una ventina di metri; lungo il muro della veranda sono murate 42 lastre di marmo incise con testi di medicina e massaggio tradizionali thai, un piccolo trattato di pietra che vale qualche minuto di lettura. In un vihara più piccolo a nord c'è poi il Phra Si Sanphet, un grande Buddha in piedi di arte tarda Ayutthaya.
Perché è così trascurato? Geografia, soprattutto. Il tempio sta nella periferia ovest, lontano dai grandi siti del centro (Wat Pho, Wat Arun, Grand Palace) e fuori dai circuiti dei tour. Risultato: niente bancarelle di souvenir, niente biglietteria per stranieri, una manciata di fedeli locali e monaci. L'atmosfera è raccolta e l'ingresso è gratuito; conviene vestirsi coprendo spalle e ginocchia, come in ogni tempio thai in attività.
Come arrivarci: la soluzione più semplice è la BTS Silom Line fino alla stazione di Wutthakat (Bangkok ovest), e da lì un breve tragitto in taxi o moto-taxi verso Soi Ekkachai 4, sulla Ekkachai Road, a Bang Kho. In alternativa esistono autobus urbani (la linea 43) e i songthaew/minibus che partono dal mercato di Talat Phlu. Curiosità per gli appassionati di ferrovie: la storica Maeklong Line delle ferrovie statali passa proprio dietro il tempio, con la fermata di Chom Thong a pochi passi — un modo insolito per abbinare la visita a una delle linee più pittoresche della Thailandia. Indirizzo completo: 285 Soi Ekkachai 4, Bang Kho, Chom Thong, Bangkok 10150.