Bispebjerg, Copenaghen, Danimarca

Grundtvigs Kirke: la chiesa-organo di mattoni gialli nel quartiere Bispebjerg di Copenaghen

Grundtvigs Kirke a Copenaghen: chiesa espressionista in 5 milioni di mattoni gialli, facciata a canne d'organo. Ingresso gratuito, nel quartiere

Grundtvigs Kirke: la chiesa-organo di mattoni gialli nel quartiere Bispebjerg di Copenaghen

Foto: Hans Andersen (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

A nord-ovest del centro di Copenaghen, nel quartiere di Bispebjerg, si alza una mole di mattoni gialli che non somiglia a nessun'altra chiesa danese. La Grundtvigs Kirke fu progettata da Peder Vilhelm Jensen-Klint, vincitore del concorso bandito nel 1913, e completata dopo la sua morte dal figlio Kaare Klint. È intitolata a N. F. S. Grundtvig, pastore, filosofo e autore di inni che ha segnato la cultura danese dell'Ottocento. La prima pietra fu posata l'8 settembre 1921, giorno della nascita di Grundtvig; il corpo principale venne costruito tra il 1921 e il 1926, la torre fu inaugurata nel 1927 e l'opera fu portata a termine nel 1940.

Quello che colpisce subito è la facciata occidentale. Jensen-Klint la disegnò come una grande parete a gradoni che sale verticale, scandita da lesene strette e profonde: vista da sotto richiama le canne di un organo, un effetto voluto in una chiesa pensata anche come strumento musicale. Il riferimento dichiarato sono però le chiese di villaggio dello Sjælland con i loro frontoni a gradini (stepped gables), reinterpretati alla scala monumentale del cosiddetto espressionismo del mattone. L'edificio è alto 49 metri con il campanile, lungo 76 e largo 35, ed è costruito con circa cinque milioni di mattoni gialli, il materiale tradizionale danese, usato qui senza intonaci né decori applicati: tutto è affidato al disegno della muratura.

L'interno è la vera sorpresa. La pianta è quella di una chiesa gotica — navata centrale, due navate laterali, un piccolo transetto — con archi a sesto acuto e volte a crociera costolonate, ma realizzata interamente nello stesso mattone giallo chiaro, senza colori né dipinti. La navata raggiunge i 22 metri d'altezza e l'ambiente può ospitare circa 1.440 persone, dimensioni paragonabili alla cattedrale di Copenaghen (la Vor Frue Kirke). La luce entra dalle alte finestre laterali e fa risaltare la trama dei laterizi, dando uno spazio severo e luminoso al tempo stesso. Ci sono due organi: quello più piccolo, vicino al coro, fu costruito nel 1940 da Marcussen & Søn con cassa disegnata da Kaare Klint; quello grande, all'estremità ovest, fu aggiunto nel 1965 e la sua canna maggiore — lunga circa 11 metri e pesante 425 kg — è descritta come la più lunga della Scandinavia.

Intorno alla chiesa, lo stesso architetto e la sua scuola progettarono un quartiere residenziale in mattoni gialli intonati con l'edificio, costruito tra il 1924 e il 1926 e noto come "På Bjerget" (sulla collina): vale la pena fare il giro dell'isolato per vedere come la chiesa dialoga con le case basse che la circondano. La zona è quasi esclusivamente abitativa, e proprio per questo la chiesa resta poco visitata anche dagli stessi abitanti di Copenaghen, che spesso non si spingono fin qui.

Per arrivarci dal centro il modo più semplice è il treno urbano: la stazione di Bispebjerg si trova sulla Ringbanen (linea ad anello della S-tog) a pochi minuti a piedi, e diverse linee di autobus passano nelle vicinanze. La chiesa è di confessione luterana (Folkekirken) e l'ingresso è gratuito; è aperta ai visitatori tutto l'anno, non solo durante le funzioni, ed è accessibile grazie a un montascale. Gli orari cambiano nel corso dell'anno e in occasione delle celebrazioni: conviene verificarli sul sito ufficiale grundtvigskirke.dk prima di partire, soprattutto se si vuole ascoltare l'organo.

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