Kőbánya, Budapest, Ungheria

San Ladislao a Kőbánya: il Lechner dimenticato del decimo distretto di Budapest

La chiesa di San Ladislao a Kőbánya: capolavoro Art Nouveau di Lechner con tetto Zsolnay e la torre più alta di Budapest.

San Ladislao a Kőbánya: il Lechner dimenticato del decimo distretto di Budapest

Foto: Charpentier at Hungarian Wikipedia (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

A Kőbánya, il decimo distretto di Budapest, in piazza Szent László (Szent László tér 25), si alza una torre di 83 metri: è la più alta della città, più di quella della Basilica di Santo Stefano, eppure quasi nessun itinerario turistico la nomina. È il campanile della chiesa di San Ladislao (Szent László-templom), uno dei lavori meno noti di Ödön Lechner, l'architetto che a Budapest ha firmato il Museo delle Arti Applicate e l'ex Cassa di Risparmio Postale.

La vicenda costruttiva spiega molto della sua forma ibrida. Lechner viveva a Kőbánya — il padre vi gestiva una fornace di mattoni su Maglódi út — e nel 1891 ricevette l'incarico di costruire la parrocchiale sul sito di un vecchio laghetto. La sua prima idea era una chiesa a pianta centrale di impianto bizantino, che i committenti rifiutarono: volevano una torre alta e a guglia, secondo la tradizione delle chiese ungheresi. Lechner rielaborò il progetto (il quinto, definitivo, è del settembre 1893) e i lavori si svolsero tra il 1894 e il 1899. La consacrazione avvenne nel 1900, con l'inaugurazione il 27 giugno. Il risultato fonde elementi romanici e gotici francesi con spunti rinascimentali, barocchi, persiani e dell'arte popolare ungherese.

Quello che si vede davvero, dentro e fuori, è la ceramica della manifattura Zsolnay di Pécs. Il tetto è coperto di tegole smaltate; all'interno e all'esterno la fabbrica firmò mattoni vetrificati, ornamenti, statue, gli attici, gli altari, il pulpito, il fonte battesimale e l'acquasantiera. È lo stesso linguaggio cromatico — l'eosina iridescente di Zsolnay — che Lechner usò altrove in città, qui applicato a un edificio sacro. A completare la decorazione concorsero le vetrate del periodo. Vale la pena entrare con calma e guardare in alto: la torre svetta su tutto il quartiere e ne fa il punto di riferimento visivo.

L'edificio porta i segni del Novecento. Durante l'assedio di Budapest la torre fu usata come postazione di tiro dai tedeschi e la chiesa come stalla dai sovietici; i danni furono gravi e nel 1957 bruciò anche la lanterna sommitale. Il restauro, iniziato nel 1974, si concluse nel 1994, e nel 1991 l'edificio riottenne la tutela monumentale. Oggi la chiesa è di proprietà del Comune di Kőbánya e figura nella lista propositiva UNESCO come parte dell'architettura premoderna di Ödön Lechner. Sul sagrato c'è la statua di San Ladislao dello scultore Károly Antal, posata negli anni Quaranta.

Perché è poco visitata: Kőbánya è un distretto periferico, di tradizione operaia e industriale (qui c'erano birrerie e cantine), fuori dalla geografia mentale del turista che si muove tra Pest e il Castello. Proprio per questo l'ingresso è libero e raramente troverai gruppi. Si arriva con i tram 3, 28 e 62 o gli autobus 9 e 95 da Örs vezér tere o da Blaha Lujza tér; la piazza è nel cuore del quartiere. Gli orari indicativi della parrocchia: da lunedì a sabato 9–12 e 14:30–19, la domenica aperta in continuazione dalle 8 fino alla messa serale (verifica sul posto prima di andare). Mezz'ora di tram dal centro per una delle architetture più sorprendenti di Budapest.

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