Le cripte di St Michan's a Dublino: la chiesa del 1686 con i corpi mummificati
A Dublino, nelle cripte di St Michan's si visitano corpi mummificati dal calcare. Tour a piccoli gruppi, a 130 metri dal Jameson.
Su Church Street, a Dublin 7, sul lato nord del Liffey e a pochi passi dalle Four Courts, c'è una chiesa di pietra grigia davanti a cui passano in tanti senza fermarsi. A 130 metri si trova la Jameson Distillery di Bow Street, e la maggior parte dei visitatori punta dritto lì. St Michan's, invece, resta defilata, eppure custodisce una delle esperienze più particolari della città: le sue cripte sotterranee, dove si conservano corpi mummificati in modo naturale da secoli.
La chiesa che si vede oggi è del 1686, ricostruita su progetto dell'architetto William Robinson, lo stesso del Royal Hospital di Kilmainham. Ma il luogo di culto è molto più antico: qui sorgeva una cappella già dal 1095, di origine norrena, ed è l'unica parrocchia della sponda nord nata dalla fondazione vichinga della città. Oggi è una chiesa della Church of Ireland (da non confondere con l'omonima chiesa cattolica dublinese). Al suo interno c'è anche uno storico organo dentro una cassa lignea settecentesca, e un pannello intagliato con strumenti musicali sopra la galleria.
Il motivo per scendere è però sotto il pavimento. Nelle vaults, i corpi si sono mummificati senza alcun intervento umano: le pareti contengono calcare, che ha mantenuto l'aria asciutta creando le condizioni ideali per la conservazione. Per generazioni i visitatori sono stati accompagnati a vedere salme rimaste integre per secoli, tra cui una donna ritenuta una suora morta circa quattrocento anni prima e un uomo alto quasi due metri soprannominato "The Crusader" (il Crociato), stimato in circa ottocento anni. Nelle cripte riposano anche figure della storia irlandese: i fratelli John e Henry Sheares, United Irishmen giustiziati nella rivolta del 1798, e una maschera mortuaria di Wolfe Tone.
Va detto con chiarezza, perché cambia l'esperienza: le mummie hanno subito gravi danni. Nel 2019 ci fu un atto vandalico e il furto della testa del "Crociato", poi recuperata; nel 2024 un incendio doloso ha distrutto cinque salme, compreso lo stesso "Crociato". Oggi la visita ruota tanto attorno a ciò che è sopravvissuto quanto attorno alla conservazione e alle perdite. Resta comunque molto da vedere nelle vaults, dalle bare dei fratelli Sheares alla storia del sito, raccontata dalla guida sul posto.
Si entra solo con un tour guidato a piccoli gruppi, ed è questo che tiene l'esperienza raccolta e tranquilla anche in alta stagione. Gli orari sono cambiati spesso negli ultimi anni: di norma le visite sono dal lunedì al giovedì (alcune fonti indicano da martedì a giovedì), in due fasce indicative, mattina circa 10:00-12:30 e pomeriggio circa 14:00-16:00, con biglietti acquistabili all'arrivo. Proprio perché il calendario può variare a breve preavviso ed è già capitato che chiudessero per i danni, conviene verificare prima di andare. C'è un biglietto d'ingresso, il cui ricavato sostiene il restauro della chiesa e la tutela della cripta; non è ammessa la fotografia nelle vaults e non si possono più toccare i corpi.
Per arrivarci: dal centro è una camminata di una decina di minuti dalla zona di Temple Bar attraversando il fiume, oppure si scende alla fermata Four Courts della linea rossa del Luas (il tram), a un paio di minuti a piedi. Il pavimento delle cripte è irregolare, quindi meglio scarpe basse; lo spazio non è accessibile in sedia a rotelle. Una sosta breve, da abbinare facilmente alla visita del Jameson lì accanto.