Napoli, Campania, Italia

Sotto il Rione Sanità: la Napoli greca della Cripta dei Cristallini

Nel quartiere napoletano della Sanità, una basilica seicentesca dalla cupola di maioliche e un sepolcreto ellenistico riscoperto custodiscono millenni di storia lontano dalle rotte turistiche del centro.

Sotto il Rione Sanità: la Napoli greca della Cripta dei Cristallini

Foto: Alexandre (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

C'è una Napoli che i flussi del turismo di massa scavalcano quasi sempre: quella del Rione Sanità, raccolto in una conca a nord del centro storico, oltre il ponte ottocentesco che lo sorvola. Chi scende qui, tra vicoli stretti e bassi affacciati sulla strada, trova un quartiere vivo e popolare, lontano dalle file di Spaccanapoli. Al suo cuore stanno due luoghi che raccontano duemila anni di storia stratificata, uno sopra l'altro.

Il primo è la Basilica di Santa Maria della Sanità, costruita tra il 1602 e il 1610 su progetto del frate domenicano Giuseppe Nuvolo, detto Fra Nuvolo. La sua pianta centrale e la cupola, rivestita esternamente da maioliche gialle e verdi, ne fanno una delle chiese più singolari della città. La struttura fu pensata anche per inglobare un luogo molto più antico che le sta sotto.

Da una scala posta sotto il presbiterio si scende infatti alle Catacombe di San Gaudioso, sepolcreto paleocristiano che conserva mosaici e affreschi di epoca tardoantica. È un mondo sotterraneo che a Napoli si ripete: la città poggia su tufo scavabile, e ogni epoca vi ha lasciato cavità, tombe, cisterne.

Poco distante, in via dei Cristallini, si trova il luogo più sorprendente. La Cripta, o Ipogeo dei Cristallini, è un complesso di tombe di epoca ellenistica, scavato tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C., quando Napoli era greca. Riscoperto nel 1889 dal barone Giovanni di Donato durante lavori nel giardino di famiglia, è rimasto a lungo invisibile e solo nel giugno 2022 è stato aperto al pubblico. Le quattro camere conservano decorazioni e raffinati effetti di trompe l'oeil di eccezionale rarità.

Visitare la Sanità significa muoversi con rispetto in un quartiere abitato, prenotando gli ingressi e affidandosi alle cooperative locali che da anni gestiscono i siti. Il commercio di prossimità, le botteghe e i caffè ne traggono beneficio diretto. Si va per camminare piano, alzare gli occhi sulla cupola e poi scendere nel silenzio della pietra.

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