Innere Stadt, Vienna, Austria

Ruprechtskirche a Vienna: la chiesa romanica più vecchia della città, all'ombra di Santo Stefano

La Ruprechtskirche, la chiesa più antica di Vienna: pietra romanica, vetrate del 1370 e campane del 1280, sul Canale del Danubio.

Ruprechtskirche a Vienna: la chiesa romanica più vecchia della città, all'ombra di Santo Stefano

Foto: autore sconosciuto (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

A poche centinaia di metri dal Duomo di Santo Stefano, sull'altura di Ruprechtsplatz che domina il Canale del Danubio, c'è una chiesetta squadrata di pietra chiara che quasi tutti i turisti superano senza notarla. È la Ruprechtskirche, la Chiesa di San Roberto (Rupert di Salisburgo), tradizionalmente considerata la più antica di Vienna. Mentre file di visitatori si accalcano davanti alla cattedrale gotica, qui si entra spesso in una manciata di persone.

La chiesa è dedicata a Rupert di Salisburgo, descritto come patrono dei commercianti di sale viennesi: non un dettaglio decorativo, perché qui aveva sede il Salzamt, l'ufficio del sale che ne controllava la distribuzione e la qualità, affacciato sull'approdo dei mercanti sul canale. Le date di fondazione sono incerte e vanno prese per quello che sono: la tradizione indica il 740, ma gli storici collocano l'origine più verosimilmente tra il 796 e l'829, nel periodo di influenza di Salisburgo. Il primo documento certo è del 1200, quando il duca Enrico II Jasomirgott la cita in una donazione allo Schottenstift, definendola già allora "la più antica della città". Fu sede dell'amministrazione religiosa fino al 1147, anno in cui quel ruolo passò proprio a Santo Stefano.

L'edificio porta i segni stratificati dei secoli: lo stile è romanico, con aggiunte successive. Un incendio la danneggiò nel 1276; il coro risale al XIII secolo, la navata sud al XV, e nel 1622 l'interno fu ridecorato in forme barocche. Anche la Seconda guerra mondiale lasciò qualche colpo d'artiglieria sulle mura. È una chiesa piccola e raccolta: circa 27 metri di lunghezza per 13 di larghezza, una capienza di un centinaio di persone. La penombra e lo spessore dei muri fanno il resto.

Cosa si vede davvero, oltre alle dimensioni intime. Le campane sono datate intorno al 1280 e sono ritenute le più antiche di Vienna. Sopra l'altare maggiore si trovano i pannelli di vetro più vecchi della città, databili attorno al 1370, con un Cristo crocifisso e una Madonna col Bambino: vale la pena cercarli con lo sguardo, perché è facile passarci sotto senza accorgersene. C'è poi una targa con la sigla "AEIOU 1439", il motto mai decifrato dell'imperatore Federico III, legato al suo ingresso a Vienna il 6 dicembre 1439. La chiesa custodisce anche una reliquia, il sarcofago di San Vitale. È un luogo attivo: la cura pastorale è affidata ai gesuiti.

Perché resta trascurata. La spiegazione è semplice e quasi geografica: a un quarto d'ora a piedi c'è uno dei monumenti più visitati d'Europa, e l'attenzione finisce tutta lì. La Ruprechtskirche non ha guglie né piazze monumentali, sta appartata su una terrazza nel quartiere più vecchio del centro, e questo la tiene quieta.

Come arrivarci. Siamo nell'Innere Stadt, il primo distretto, sul lato del Canale del Danubio. La fermata della metropolitana più comoda è Schwedenplatz (linee U1 e U4), da cui si sale a piedi in pochi minuti verso Ruprechtsplatz; in alternativa si arriva passeggiando da Stephansplatz attraverso i vicoli del centro storico. Gli orari di apertura sono limitati e variabili, quindi conviene verificarli sul sito ufficiale (ruprechtskirche.at) prima di andare, perché trovarla aperta non è sempre garantito.

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