Macereto, il santuario rinascimentale che veglia silenzioso sui Sibillini
A mille metri d'altitudine, su un altopiano battuto dal vento dei Monti Sibillini, sorge un tempio ottagonale in pietra che pochi conoscono e quasi nessuno affolla.
Foto: Hans Peter Schaefer, http://www.reserv-a-rt.de (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che si meritano la fatica di raggiungerli. Il Santuario di Macereto, nel territorio comunale di Visso in provincia di Macerata, è uno di questi. Sorge a circa mille metri di quota, su un vasto altopiano erboso del versante occidentale dei Monti Sibillini, dove il silenzio è interrotto solo dal vento e, in estate, dai campanacci delle greggi al pascolo. La prima cosa che colpisce non è la chiesa, ma il vuoto attorno: nessun parcheggio gremito, nessuna fila, solo praterie e montagne.
La tradizione racconta che nel 1359 i muli di una carovana che trasportava una statua della Madonna si inginocchiarono proprio qui, rifiutandosi di proseguire. Sul luogo sorse una prima cappella. Ma il monumento che vediamo oggi è opera del Rinascimento: la costruzione del santuario iniziò nel 1528 sotto la direzione dell'architetto Giovan Battista da Lugano, che proseguì un progetto attribuito a Bramante, e fu completata nel 1556 da Filippo Salvi da Bissone.
L'edificio ha una pianta ottagonale insolita ed elegante, interamente rivestito di travertino, con tre portali scolpiti. All'interno custodiva un piccolo tempietto centrale costruito a fine Cinquecento sul modello della Santa Casa di Loreto. Tutt'intorno si distende un complesso più ampio, con la casa dei pellegrini, il corpo di guardia e il palazzo delle guaite: un piccolo borgo di pietra nato per accogliere chi saliva fin quassù.
I terremoti del 2016 hanno colpito duramente l'intero complesso, e da allora sono in corso lavori di consolidamento e restauro. Nell'agosto 2025 la storica statua della Madonna è tornata in processione all'interno del santuario, un segnale concreto di rinascita. Prima di partire conviene verificare lo stato di apertura della chiesa, perché i cantieri possono limitare l'accesso agli interni.
Il periodo migliore va dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno, quando l'altopiano è percorribile e fiorito. Visitatelo con rispetto: portate via i rifiuti, rispettate il pascolo e il raccoglimento del luogo. Macereto non chiede folle, chiede attenzione.