Cefalù, Sicilia, Italia

Le mura megalitiche di Cefalù: il silenzioso Tempio di Diana sulla Rocca

A pochi passi dalla cattedrale presa d'assalto, un santuario in blocchi ciclopici dorme sul fianco della Rocca: pietre millenarie che quasi nessuno sale a guardare.

Le mura megalitiche di Cefalù: il silenzioso Tempio di Diana sulla Rocca

Foto: tamás szabó from Kolozsvár, Románia (CC BY-SA 2.0) — Wikimedia Commons

Tutti, a Cefalù, fotografano la cattedrale normanna e il lungomare. Quasi nessuno alza davvero lo sguardo verso la Rocca, lo sperone di roccia che incombe sul borgo, e ancora meno si mettono a salire. Eppure basta imboccare il sentiero alle spalle del centro per lasciarsi i flussi turistici alle spalle nel giro di pochi minuti.

A mezza costa, prima di arrivare in cima, ti aspetta il cosiddetto Tempio di Diana: una struttura megalitica costruita in più fasi nel corso dei secoli. Il nucleo più antico è una grande cisterna scavata nella roccia, chiusa da imponenti lastre di pietra, legata al culto delle acque e datata da molti studiosi attorno al IX secolo a.C. La parte superiore e la facciata appena abbozzata appartengono a epoche successive, fino alla muratura più squadrata di età più recente.

La funzione esatta dell'edificio resta incerta e dibattuta: c'è chi vi ha letto un santuario legato all'acqua, chi una struttura difensiva, chi un luogo di potere dell'antica Kephaloidion. Attorno corrono le mura megalitiche, così chiamate per la dimensione dei blocchi poligonali incastrati senza malta, in parte rimaneggiate in epoca normanna. Camminarci accanto, con il mare alle spalle e il silenzio intorno, è un'esperienza diversa dalla folla del borgo.

Il bello è proprio questo: mentre in basso si fatica a muoversi tra i vicoli, qui spesso ci sei solo tu, qualche lucertola e il vento. Porta acqua, scarpe chiuse e cappello, perché la salita è esposta al sole e nelle ore centrali d'estate diventa dura. Rispetta i blocchi antichi: non arrampicarti sulle murature e resta sui sentieri segnati.

Il momento ideale è la primavera o l'autunno inoltrato, con luce morbida e temperature gentili. Sali nel tardo pomeriggio: la pietra si accende di arancio e, raccontano gli appassionati di archeoastronomia, agli equinozi il tramonto si allinea con l'antica soglia rivolta a ovest. Un modo lento e quasi segreto di conoscere Cefalù, lontano dalle sue cartoline più affollate.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide