La chiesa di Santa Felicitas a Barracas: un memoriale e i suoi tunnel a Buenos Aires
A Barracas, la chiesa neogotica del 1876 per Felicitas Guerrero, con túneles del 1893 e Templo Escondido: visite solo a fine mese.
Nel sud di Buenos Aires, nel quartiere di Barracas, c'è un complesso che la maggior parte dei turisti salta. La Iglesia de Santa Felicitas non nasce come parrocchia di quartiere, ma come monumento al dolore di una famiglia. Felicitas Guerrero, rimasta vedova giovanissima di Martín de Álzaga, fu uccisa il 29 gennaio 1872 da Enrique Ocampo, un pretendente respinto; morì il giorno seguente. I suoi genitori fecero erigere il tempio sul luogo, che funse anche da sua prima sepoltura. La chiesa fu aperta al culto il 30 gennaio 1876, nel quarto anniversario della morte.
L'edificio è opera dell'architetto Ernesto Bunge ed è uno dei pochi esempi sopravvissuti a Buenos Aires di chiesa di scuola tedesca dell'Ottocento: un eclettismo storicista che mescola elementi neogotici, neoromanici e neobizantini. All'interno trovate i gruppi scultorei dedicati alla famiglia Álzaga e a Felicitas con il figlio Félix, oltre alle figure del Salvatore e dei dodici apostoli realizzate dallo scultore tedesco Thor Waldeern. Nel 2012 l'edificio è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale.
La parte che rende la visita davvero particolare, però, è ciò che sta intorno alla chiesa. Il Complejo Histórico Santa Felicitas comprende anche la vecchia Quinta Álzaga, oggi Plaza Colombia, i túneles del 1893 e il cosiddetto Templo Escondido, il "tempio nascosto". I tunnel ospitavano agli inizi del Novecento un grande refettorio operaio con capienza per circa mille persone: un piatto di zuppa, stufato e pane costava pochi centesimi, e a chi non aveva nemmeno quelli il pasto veniva offerto gratis. Oggi quello spazio è un museo dedicato agli immigrati, ai mestieri e alle industrie della zona. Il Templo Escondido, costruito anch'esso nel 1893 in stile neogotico, non fu mai consacrato e conserva 28 vetrate francesi di pregio.
Le visite sono il motivo per cui questo posto resta defilato: non si entra quando si vuole. I percorsi guidati al complesso (tunnel e Templo Escondido) si tengono in genere l'ultimo fine settimana di ogni mese, con turni alle 15, alle 16 e alle 17. L'ultimo sabato del mese, alle 20, c'è una visita serale con cena che propone lo stufato operaio e uno spettacolo musicale nel Templo Escondido. Esistono anche percorsi tematici, tra cui una visita in chiave di storia delle donne che attraversa gli ambienti delle pupille della casa. La visita alla chiesa vera e propria può includere la salita alla copertura, con vista sulla cupola e sul quartiere dalla terrazza. A organizzare le aperture è un'associazione civile di volontari per il patrimonio, il GIPPHi: i posti sono limitati e il calendario cambia di anno in anno, quindi conviene scrivere in anticipo all'indirizzo delle prenotazioni.
Un avviso pratico: si tratta di un edificio storico con scale e senza ascensore, quindi l'accesso è difficile per chi ha problemi di mobilità.
Per arrivarci: la chiesa si trova all'angolo tra Isabel la Católica e Pinzón (Isabel la Católica 520), mentre l'ingresso allo spazio culturale e al museo dei tunnel è in Pinzón 1480. Siamo nel sud della città, una zona meno battuta rispetto al centro; il modo più semplice è combinare metro o autobus urbani con una breve camminata. Per fissare la visita, l'indirizzo email delle prenotazioni è visitasguiadas@santafelicitasmuseo.org.ar. E sì, c'è anche una leggenda: si racconta che ogni 30 gennaio una donna in abito da sposa si aggiri tra i giardini del tempio.