Balat, Istanbul, Turchia

La Chiesa di Ferro di Balat: Santo Stefano dei Bulgari sul Corno d'Oro, Istanbul

Santo Stefano a Balat (Istanbul): una chiesa in ghisa fusa a Vienna, simbolo bulgaro sul Corno d'Oro. Ingresso libero.

La Chiesa di Ferro di Balat: Santo Stefano dei Bulgari sul Corno d'Oro, Istanbul

Foto: A.Savin (FAL) — Wikimedia Commons

A Balat, quartiere di Fatih affacciato sul Corno d'Oro, c'è una chiesa che a prima vista sembra di pietra grigia e che invece è interamente di metallo. È la chiesa bulgara di Santo Stefano, conosciuta a Istanbul come "Demir Kilise", la Chiesa di Ferro: una delle pochissime costruzioni di culto al mondo realizzate con elementi prefabbricati in ghisa, fusi in Europa e montati come un enorme meccanismo sulla riva.

La storia comincia con una chiesa di legno, inaugurata nel 1849 su un terreno legato al nome dello statista Stefan Bogoridi. Quando un incendio la distrusse, la comunità bulgara di Istanbul decise di ricostruirla in modo che non bruciasse più. Un concorso internazionale per le parti in ghisa fu vinto dall'azienda austriaca R. Ph. Waagner: circa 500 tonnellate di elementi furono prodotti a Vienna tra il 1893 e il 1896, trasportati via nave lungo il Danubio e il Mar Nero fino al Corno d'Oro, e qui assemblati. La chiesa fu completata e consacrata l'8 settembre 1898 dall'Esarca Giuseppe. Il progetto è dell'architetto ottomano di origine armena Hovsep Aznavur, che mescolò forme neobizantine e neobarocche in una struttura a telaio metallico.

Il valore di questo edificio non è solo tecnico. Santo Stefano è legata al risveglio nazionale bulgaro: proprio qui fu letto per la prima volta il decreto del 28 febbraio 1870, con cui il sultano Abdülaziz riconobbe l'Esarcato Bulgaro, cioè una Chiesa nazionale autonoma rispetto al Patriarcato di Costantinopoli. Per la comunità bulgara fu un passo politico oltre che religioso, e la chiesa ne è rimasta il simbolo concreto sulle sponde del Bosforo.

Cosa si vede davvero, oggi. Dall'esterno si nota subito come la ghisa imiti il dettaglio della pietra: cornici, archi, guglie e un campanile snello che si specchia nell'acqua. Le sei campane furono fuse a Yaroslavl, in Russia. All'interno l'effetto è quello di una cattedrale in miniatura, con colonne, balconate e decori che rivelano da vicino la natura metallica delle superfici. L'edificio è stato a lungo trascurato e corroso dalla salsedine, finché un restauro avviato nel 2011 lo ha riportato com'era: la riapertura ufficiale è del 8 gennaio 2018, in occasione dei 120 anni dalla consacrazione. È un luogo ancora poco affollato rispetto alla calca di Sultanahmet, e l'ingresso è gratuito.

Perché resta poco battuta. Balat e la vicina Fener sono quartieri storici di minoranze, oggi noti per le case colorate e per una scena di caffè in crescita, ma restano fuori dal circuito veloce Hagia Sophia–Moschea Blu–Topkapı. La maggior parte dei visitatori si ferma nella penisola storica e non risale il Corno d'Oro; chi lo fa trova una zona residenziale, tranquilla, dove la chiesa è una tappa e non un'attrazione di massa.

Come arrivarci. La chiesa si trova lungo la riva, tra le piazze di Balat e Fener. Il modo più suggestivo è il vapur (traghetto urbano) che risale il Corno d'Oro: dalle fermate di Eminönü o Karaköy si scende a Fener o Balat e si prosegue a piedi lungo l'acqua. In alternativa, gli autobus che costeggiano il Corno d'Oro fermano nelle vicinanze. Dal centro storico è anche una camminata fattibile, costeggiando le mura e il lungomare. Verifica gli orari di apertura sul posto o prima della visita, perché possono variare secondo la stagione e le funzioni religiose.

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