Heliopolis, Il Cairo, Egitto

La Basilica di Heliopolis: la "piccola Santa Sofia" del barone Empain al Cairo

La Basilique Notre-Dame d'Heliopolis al Cairo: cupola bizantina, cripta del barone Empain e i viali liberty del quartiere che fondò.

La Basilica di Heliopolis: la "piccola Santa Sofia" del barone Empain al Cairo

Foto: Yasser Nazmi (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Nel quartiere di Heliopolis, a nord-est del Cairo, su Al-Ahram Square si alza una cupola che sembra fuori posto: né minareto né campanile gotico, ma una sagoma che ricorda Santa Sofia di Istanbul. È la Concattedrale di Nostra Signora di Heliopolis, che tutti al Cairo chiamano semplicemente "El Basilica". Fu costruita tra il 1910 e il 1913 per volontà del barone belga Édouard Empain, l'industriale che progettò Heliopolis come città-giardino nel deserto, collegata al centro da una linea di tram della sua Cairo Electric Railways & Heliopolis Oasis Company.

L'edificio porta la firma dell'architetto francese Alexandre Marcel, lo stesso che disegnò per Empain il celebre Palazzo del Barone in stile hindu poco distante. Qui Marcel lavorò in chiave bizantina: Empain gli chiese letteralmente di ricreare una Santa Sofia, e il modello di Istanbul venne riprodotto a scala ridotta di circa un quarto. La riduzione cambia le proporzioni e l'effetto è quello di una grande chiesa raccolta, con la cupola centrale che domina l'interno. La basilica fu consacrata nel 1913 con il nome di Notre-Dame de Tongres, dalla chiesa belga dove da bambino Empain faceva il chierichetto. Dal 1914 conserva un organo a canne, ancora oggi cuore musicale dell'edificio, con oltre 1.400 canne.

La ragione per cui questa chiesa racconta la storia del Cairo cosmopolita del primo Novecento sta sotto i piedi dei visitatori: nella cripta è sepolto lo stesso barone Empain, morto nel 1929, insieme a membri della sua famiglia. Nel marzo 1930 re Leopoldo III e la regina Astrid del Belgio scesero nella cripta per rendergli omaggio. Heliopolis nacque come enclave europea e benestante, con ville liberty, archi moreschi e larghi viali alberati: la basilica era il suo punto di riferimento cattolico latino, ed è diventata concattedrale del Vicariato Apostolico di Alessandria d'Egitto nel 2008.

Camminando nei dintorni si capisce perché vale la deviazione. I viali attorno ad Al-Ahram Street conservano molti edifici dell'epoca Empain, con il caratteristico stile "heliopolitano" fatto di porticati, balconi e dettagli neo-moreschi. Chi visita il Cairo tende a concentrarsi sulle moschee mamelucche del centro storico islamico e sulle piramidi; Heliopolis resta un capitolo diverso, quello coloniale e laico, e proprio per questo meno battuto dai tour. A pochi minuti c'è anche il Palazzo del Barone, restaurato e aperto come museo, che insieme alla basilica compone un piccolo itinerario sull'Heliopolis di inizio Novecento.

Una nota pratica importante: nel 2022 una porzione della facciata è crollata e l'edificio, mai sottoposto a un restauro completo in oltre un secolo, è stato interessato da lavori di consolidamento. Conviene quindi verificare prima lo stato di apertura. La chiesa è in genere accessibile al pubblico ma gli orari non sono fissi: il modo più sicuro è contattare la parrocchia, che ha un sito ufficiale (labasilique.org) con gli orari delle messe domenicali. L'accesso alla cripta non è libero e richiede un permesso preventivo dal consiglio della basilica, quindi va chiesto in anticipo.

Per arrivarci: la basilica si trova in zona Almazah, su Al-Ahram, raggiungibile dal centro con il metrò (linea 3, stazioni di Heliopolis) o in taxi; chiedere "El Basilica" è in genere sufficiente. I mesi più gradevoli per camminare tra i viali del quartiere sono quelli freschi, da ottobre ad aprile, evitando il caldo estivo del Cairo.

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