Sant'Angelo dei Lombardi, Campania, Italia

L'Abbazia del Goleto, le rovine su un colle sopra la Valle dell'Ofanto

Tra le colline dell'Irpinia, l'Abbazia del Goleto: torri romaniche, pietre romane e una chiesa senza tetto raccontano otto secoli.

Foto di Sant'Angelo dei Lombardi, Campania, Italia — L'Abbazia del Goleto, le rovine su un colle sopra la Valle dell'Ofanto

Foto: Mentnafunangann (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Si arriva al Goleto per strade che salgono dolci tra i campi dell'Irpinia, e l'ultima curva apre lo sguardo su un complesso di pietra grigia adagiato su un colle che domina la Valle dell'Ofanto, a poca distanza da Sant'Angelo dei Lombardi. Niente file, niente bus turistici: spesso si cammina tra le mura quasi da soli, accompagnati solo dal vento e da qualche pellegrino.

L'abbazia fu fondata nel 1133 da Guglielmo da Vercelli, lo stesso eremita che diede vita al santuario di Montevergine. Nacque come monastero femminile, con una piccola comunità maschile incaricata di custodirlo, e per due secoli divenne ricca e potente. Poi il declino: la peste dal 1348, la soppressione decisa da papa Giulio II nel 1506, l'abbandono definitivo in epoca napoleonica. Solo dagli anni Settanta del Novecento i restauri hanno restituito al luogo la sua dignità.

Il cuore del complesso è la Torre Febronia, voluta nel 1152 dalla badessa che le diede il nome. Guardate da vicino i suoi blocchi: molti provengono da un mausoleo romano e portano ancora bassorilievi scolpiti, pietre antiche reimpiegate in una torre medievale. Accanto si apre la chiesa superiore di San Luca, edificata nel 1255, dove le forme gotiche pugliesi e cistercensi si fondono in uno degli ambienti più raffinati del Sud.

Più in basso resta la grande chiesa settecentesca, progettata dall'architetto napoletano Domenico Antonio Vaccaro tra il 1735 e il 1745. Oggi è uno scheletro a cielo aperto: senza tetto, con archi crollati dopo il terremoto del 1980 che devastò queste terre. Camminare sotto le sue volte assenti, con l'erba che cresce dove un tempo c'era il pavimento, è l'immagine più forte del Goleto.

Venite in primavera o all'inizio dell'autunno, quando la luce è dolce e le colline verdeggiano. Rispettate il silenzio, soprattutto se incontrate la piccola comunità religiosa che ancora abita parte del complesso, e portatevi via solo fotografie. Il Goleto premia chi sa rallentare.

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Le tre chiese del Goleto

La chiesa inferiore, o cappella funeraria, risale al 1200: due navate separate da colonne monolitiche, in stile romanico pugliese, con un sarcofago in pietra rossa. La chiesa superiore di San Luca fu costruita nel 1255 per volere dell'abbadessa Marina II per ospitare le spoglie di san Luca: ha due navate, un rosone a sei luci e poche tracce di affreschi (due medaglioni con le abbadesse Scolastica e Marina). La Torre Febronia, del 1152, ha blocchi che provengono da un mausoleo romano dedicato a Paccio Marcello. La Chiesa Grande, a croce greca, fu costruita tra il 1735 e il 1745 su disegno di Domenico Antonio Vaccaro: oggi è senza copertura e con alcuni archi crollati con il terremoto del 1980.

Un po' di storia

Tra le abbadesse che ne decisero la fortuna ci furono Febronia, Marina I, Marina II, Agnese e Scolastica. Il monastero fu soppresso da Giulio II nel 1506 (l'ultima abbadessa morì nel 1515), unito a Montevergine e poi abbandonato nel 1807 con le soppressioni napoleoniche. I restauri sono cominciati nel 1973; dal 1990 al 2021 il complesso è stato gestito dai Piccoli Fratelli di Gesù e dal 2024 dai monaci benedettini di Montevergine. Per altre tappe irpine leggi l'Abbazia del Goleto nella ciclovia dell'ex ferrovia Avellino-Rocchetta e le strade del vino dell'Irpinia.

La Torre Febronia dell'abbazia del Goleto
Foto: Mentnafunangann (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Come arrivare

In auto conviene uscire dall'autostrada A16 al casello di Grottaminarda e proseguire lungo la SS303 e la SS425 in direzione dell'alta Irpinia; l'abbazia sorge a pochi chilometri da Sant'Angelo dei Lombardi, ben segnalata come Goleto. In alternativa si può arrivare da Avellino Est seguendo l'Ofantina verso Lioni. L'aeroporto di riferimento e quello di Napoli.

Info pratiche

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