Staré Město, Praga, Repubblica Ceca

Il braccio mummificato di San Giacomo: la basilica nascosta della Città Vecchia di Praga

A Praga, in un vicolo della Città Vecchia, la Basilica di San Giacomo custodisce un braccio mummificato, una tomba inquieta e un grande organo.

Il braccio mummificato di San Giacomo: la basilica nascosta della Città Vecchia di Praga

A poche decine di metri dalla Piazza della Città Vecchia, dove i gruppi si accalcano sotto l'Orologio Astronomico, si apre la stretta Malá Štupartská. È un vicolo facile da mancare, e infatti quasi tutti lo mancano: la facciata barocca della Basilica di San Giacomo Maggiore (Bazilika svatého Jakuba Většího) si affaccia su questa via laterale, eclissata dalle attrazioni più gettonate a due passi. Chi entra, però, trova una delle chiese più sorprendenti del centro di Praga.

La cosa più strana è la prima che si vede, anche se la maggior parte dei visitatori le passa sotto senza accorgersene. Subito a destra dell'ingresso, in alto verso il soffitto, pende da un gancio di metallo un avambraccio umano annerito e raggrinzito, appeso lì da circa quattrocento anni. La forma è così rinsecchita che a un'occhiata distratta sembra un pezzo di legno; guardando meglio non c'è dubbio su cosa sia. La leggenda racconta di un ladro che cercò di rubare i gioielli dalla statua della Vergine: nel momento in cui la toccò, la statua gli afferrò il braccio e non lo lasciò andare. Quando i parrocchiani lo trovarono non riuscirono a liberarlo, e dovettero amputargli l'arto; solo allora la mano di pietra si riaprì. La tradizione lega l'episodio alla corporazione dei macellai, attiva nella zona, che avrebbe fornito la catena ancora oggi in uso. Più che un aneddoto pittoresco, era un avvertimento concreto per chiunque pensasse di derubare la chiesa.

La storia dell'edificio aiuta a capire cosa si guarda. La chiesa nacque nel XIII secolo per i francescani in forme gotiche, ma un incendio nel 1689 la distrusse quasi del tutto. Nella ricostruzione settecentesca prese l'aspetto barocco attuale, con oltre venti altari e pale di pittori boemi come Petr Brandl, Václav Vavřinec Reiner e Jan Jiří Heinsch. Nel 1974 papa Paolo VI le conferì il titolo onorifico di basilica minore. Va detto che gran parte dell'interno è chiuso da cordoni: si percorre soprattutto la navata centrale, da cui comunque si abbraccia bene la teatralità degli altari.

Lungo il percorso si incontra il monumento funebre del conte Vratislav di Mitrovice, cancelliere boemo dell'imperatore Giuseppe I, morto a Vienna nel 1712 e sepolto qui nel 1714. Il sepolcro fu disegnato da Johann Bernhard Fischer von Erlach, ed è uno degli esempi più alti di scultura funeraria barocca della città. Anche su questa tomba aleggia una leggenda cupa: si dice che dopo il funerale dal sepolcro provenissero rumori, e che in un restauro successivo il corpo del conte fu trovato fuori dalla bara, come se fosse stato sepolto vivo e bloccato dal proprio stesso monumento. Vero o no, dà la misura di quanto questa chiesa abbia coltivato il proprio lato oscuro.

L'ultimo motivo per fermarsi sta in alto, sopra il portale: l'organo, installato nel 1702, è considerato uno dei più importanti di Praga. L'acustica della navata è eccellente e fa della basilica una sede ricercata per i concerti d'organo; in agosto vi si tengono rassegne e competizioni, e la domenica mattina c'è spesso l'occasione di ascoltarlo. Per la visita conviene sapere che gli orari sono incostanti: in genere la chiesa apre un paio d'ore al mattino e un paio nel primo pomeriggio, con chiusura intorno a mezzogiorno e niente accesso durante le messe o i concerti, quindi meglio puntare alla mattina presto. Si trova in Malá Štupartská, nella Città Vecchia: a piedi dalla Piazza della Città Vecchia, o con il tram fino a Náměstí Republiky.

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