Riva San Vitale, Cantone Ticino, al confine con la Lombardia (Italia)

Il Battistero di Riva San Vitale: pietra del V secolo sulle rive del Ceresio

A un passo dal confine lombardo, sul lago di Lugano, si nasconde il più antico edificio cristiano ancora intatto della Svizzera: un battistero ottagonale di quindici secoli che quasi nessuno visita.

Il Battistero di Riva San Vitale: pietra del V secolo sulle rive del Ceresio

Foto: Laurom (Public domain) — Wikimedia Commons

Ci sono monumenti che gridano la propria età e altri che la sussurrano. Il Battistero di San Giovanni a Riva San Vitale appartiene alla seconda categoria. Lo trovi nel cuore del borgo, all'ombra della parrocchiale, a pochi passi dalla riva meridionale del lago di Lugano, il Ceresio. Da fuori è un blocco severo: muri massicci di pietra locale squadrata, un tiburio ottagonale, nessuna concessione alla teatralità. Eppure è qui, dietro questa porta sobria, che si conserva uno degli edifici cristiani più antichi sopravvissuti integri in Svizzera.

La datazione, su cui gli studiosi concordano, lo colloca attorno al 500, tra fine V e inizio VI secolo. Sorse forse sulle fondamenta di una costruzione romana, villa o terme, riusando la pietra di chi era venuto prima. Entrare significa attraversare millecinquecento anni quasi senza accorgersene: lo spazio interno è ottagonale, scandito da nicchie semicircolari negli angoli e da un'abside aggiunta più tardi. Sopra, una cupola a otto spicchi raccoglie la luce e la lascia scivolare sulle pareti.

Al centro resta il fonte battesimale: una grande vasca monolitica in serizzo, circolare, dentro cui affiora un fonte più antico, ottagonale, incassato nel pavimento. Nelle nicchie sopravvivono affreschi di datazione incerta, distribuiti probabilmente tra il X e il XII secolo, tra cui un Giudizio Universale e una Natività. Non aspettatevi colori sgargianti: sono frammenti, ombre di figure, e proprio per questo parlano piano.

Il bello di Riva San Vitale è che il battistero non è inscatolato in code e biglietterie. Lo si raggiunge passeggiando per le vie del nucleo, tra case affacciate sull'acqua e il profilo del Monte San Giorgio sullo sfondo. Pochi viaggiatori si fermano: la maggior parte corre verso Lugano o i laghi più celebri, lasciando questo angolo a chi ha la pazienza di cercarlo.

Andateci in primavera o nei mesi miti dell'autunno, quando il lago è quieto e la luce è bassa. Portate rispetto e silenzio: è un luogo vivo, non un set. E uscendo, voltatevi a guardare ancora una volta quel tiburio ottagonale che ha visto passare quindici secoli senza fretta.

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