Fénis, Valle d'Aosta, Italia

Fénis, il cortile dove parlano i muri

Sotto le torri più fotografate della Valle d'Aosta si nasconde un cortile affrescato dove San Giorgio combatte il drago e file di saggi reggono proverbi dimenticati: il vero cuore del castello che quasi nessuno guarda davvero.

Fénis, il cortile dove parlano i muri

Foto: Hagai Agmon-Snir حچاي اچمون-سنير חגי אגמון-שניר (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Il Castello di Fénis lo conosci già, anche se non ci sei mai stato. La sua sagoma a torri merlate, abbarbicata su un dolce promontorio a una quindicina di chilometri da Aosta, è una delle immagini più riprodotte del Medioevo italiano. Eppure la maggior parte dei visitatori si ferma alla cartolina esterna, scatta la foto e riparte. Il segreto vero sta dentro, e si rivela solo a chi attraversa la doppia cinta muraria.

Quel segreto è il cortile interno. Appena varcato l'ingresso ti trovi avvolto da pareti interamente dipinte, in pieno stile gotico internazionale. Sulla scalinata semicircolare campeggia un San Giorgio che trafigge il drago, mentre lungo i ballatoi lignei sfila una processione di saggi e profeti, ciascuno diverso dall'altro, che reggono cartigli con proverbi e massime morali in antico francese. Era un programma figurativo pensato per educare: coraggio, fede, virtù dipinte sui muri di casa.

Le pitture sono attribuite alla scuola di Giacomo Jaquerio, tra i grandi maestri del gotico alpino, e vennero realizzate per volere dei Challant nei primi decenni del Quattrocento, con aggiunte successive di altra mano. Non servono troppe didascalie: basta restare qualche minuto in silenzio nel cortile, con il naso all'insù, per sentire quanto questo spazio fosse il centro vitale della residenza signorile.

Il bello è che Fénis premia chi sa scegliere il momento. Il castello si visita solo con visita guidata, a turni di mezz'ora, e nei mesi caldi i gruppi si addensano. Vieni invece in una mattina di tarda primavera o di inizio autunno, magari appena aperto, e potrai sostare nel cortile quasi da solo, ascoltando il legno scricchiolare sotto i passi.

Intorno c'è una valle intera da esplorare senza fretta: borghi di pietra, sentieri e altri manieri meno blasonati. Fénis insegna una piccola lezione di viaggio lento: non accontentarti della facciata più fotografata, entra, alza lo sguardo e lascia che siano i muri a raccontarti la storia.

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