Amstelveld, Amsterdam, Paesi Bassi

De Duif, la chiesa che si vede solo dall'altra sponda del canale (Amsterdam)

Sul Prinsengracht una facciata così sobria da sparire tra le case: dentro, una sala monumentale e un grande organo Smits.

De Duif, la chiesa che si vede solo dall'altra sponda del canale (Amsterdam)

Foto: Kaz Alting (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons

Camminando lungo il Prinsengracht all'altezza dell'Amstelveld, è facile passare davanti a De Duif senza accorgersene. Al civico 756 la facciata si allinea così bene alle case affacciate sul canale, con la sua pietra chiara e le proporzioni misurate, da confondersi con la fila degli edifici borghesi. Per inquadrarla davvero conviene attraversare il ponte e guardarla dall'altra sponda: solo da lì il fronte neoclassico, con il suo coronamento di gusto neobarocco, si stacca dal tessuto urbano e si lascia leggere per intero.

Questa discrezione non è un caso. La chiesa fu edificata tra il 1857 e il 1858 su progetto dell'architetto Theo Molkenboer come St. Willibrorduskerk, parrocchia cattolica. Pur essendo ormai un edificio di culto pienamente legittimo, eredita la memoria delle "schuilkerken", le chiese clandestine che ad Amsterdam, per secoli, le confessioni non ufficiali avevano dovuto nascondere dietro facciate anonime. De Duif (in olandese "la colomba") porta avanti quella tradizione di understatement: tutta la monumentalità è rimandata all'interno.

Ed è proprio il contrasto a sorprendere. Varcata la soglia, lo spazio si apre in una grande sala luminosa, ben più ampia di quanto la strada lasci immaginare. L'elemento che domina è l'organo costruito da Franciscus Cornelius Smits e dal figlio: all'epoca il più grande strumento realizzato a nord dei grandi fiumi olandesi, è esso stesso un monumento nazionale tutelato, restaurato e rimesso in funzione il 25 settembre 2006. Un monumento dentro il monumento, che si può ascoltare ai concerti d'organo gratuiti, il modo migliore per capire come la sala sia stata pensata anche per il suono.

La sopravvivenza dell'edificio non era affatto scontata. Nel corso del Novecento la chiesa cadde in disuso e rischiò la demolizione; nel 1974 fu occupata e salvata da una comunità, la Oecumenische Basisgemeente De Duif, che da allora vi tiene i propri incontri domenicali. Il recupero strutturale è opera di Stadsherstel Amsterdam, la fondazione che restaura e mantiene i monumenti cittadini e che oggi gestisce l'edificio, affittandolo anche per eventi. È grazie a questo doppio salvataggio - prima civico, poi conservativo - che De Duif è arrivata fino a noi.

Per visitarla servono un po' di tempismo e qualche passo. Le aperture al pubblico sono limitate: il primo mercoledì e la terza domenica di ogni mese, dalle 12:00 alle 16:00, oltre alle date dei concerti d'organo. Vale la pena verificare il calendario aggiornato prima di partire, perché fuori da queste finestre il portone resta chiuso. Si raggiunge comodamente a piedi: l'Amstelveld è incastonato nella cintura dei canali a breve distanza da Rembrandtplein e da Frederiksplein, e sullo stesso slargo si trova anche l'Amstelkerk, una chiesa interamente in legno che fa da utile punto di riferimento. Una sosta breve, ma che ripaga chi ha la pazienza di alzare lo sguardo dall'altra parte dell'acqua.

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