A Carsulae, dove la Flaminia attraversa una chiesa dimenticata
Tra i resti della città romana di Carsulae, lungo la Via Flaminia in Umbria, sorge una piccola chiesa nata da un edificio romano che pochi visitatori conoscono: un luogo silenzioso a due passi da San Gemini.
Foto: Milarix (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che si raccontano da soli, senza bisogno di code o biglietti scaglionati. Carsulae è uno di questi: una città romana sorta lungo la Via Flaminia, abbandonata lentamente nei secoli e oggi distesa nella campagna umbra tra olivi e prati, a pochi chilometri da San Gemini, in provincia di Terni. Qui si cammina sull'antico basolato della strada consolare, lo stesso che univa Roma all'Adriatico, e lo si fa quasi sempre in solitudine.
Tra i resti del foro, dei templi gemelli e dell'anfiteatro, c'è un edificio che merita una sosta particolare. È una piccola chiesa, nota come chiesa di San Damiano e dedicata ai Santi Cosma e Damiano, ricavata in epoca tardo-antica e poi medievale da una preesistente struttura romana. La pianta è semplice, rettangolare, con un'abside; nei secoli successivi vennero aggiunti un portico e colonne, recuperando materiali sparsi tra le rovine della città. Il risultato è un palinsesto di pietre antiche rimesse insieme, dove il pagano e il cristiano convivono nello stesso muro.
Non aspettatevi affreschi sfolgoranti o navate monumentali. La forza di questo luogo sta nel suo silenzio e nella sua misura. Ci si siede sulla soglia, si guarda la luce filtrare tra le colonne e si percepisce il passaggio del tempo senza mediazioni. Attorno, il vento muove l'erba sui resti del decumano e qualche lucertola scappa tra i conci.
Carsulae si visita con calma, in mezza giornata, abbinandola facilmente al borgo di San Gemini con le sue strade medievali e le sue fonti. L'area archeologica è gestita dai musei nazionali dell'Umbria ed è raggiungibile in auto; un piccolo centro visita aiuta a orientarsi tra le rovine.
Venirci significa scegliere un'archeologia lenta, lontana dai grandi flussi. Un modo per restituire dignità e attenzione a un monumento trascurato, semplicemente arrivandoci con rispetto, restando in silenzio e portandosi via solo qualche fotografia.