Valpelline, Valle d'Aosta, Italia

Valpelline, la patria della fontina DOP e le vie rurali alpine

Valpelline è la culla della fontina DOP: una valle silenziosa di alpeggi, sentieri rurali e sapori autentici lontano dai circuiti turistici.

Valpelline, la patria della fontina DOP e le vie rurali alpine

<h2>La valle che ha inventato la fontina</h2>
<p>Chiedete a un valdostano dove si produce la fontina migliore e vi risponderà quasi certamente: in Valpelline. Questa valle laterale che si stacca dal fondovalle di Aosta verso sud-ovest, in direzione del Grand Combin e del confine svizzero, è il cuore storico della produzione del formaggio più famoso della Valle d'Aosta. Qui, nei pascoli tra i 1800 e i 2400 metri, le vacche di razza valdostana pezzata rossa e pezzata nera brucano un'erba ricca di erbe aromatiche — achillea, trifoglio alpino, genzianella — che conferiscono alla fontina d'alpeggio quel sapore complesso e inconfondibile che la fontina industriale non potrà mai replicare. Il ciclo produttivo è lo stesso da secoli: mungitura all'alba, cagliatura nella caldaia di rame, stagionatura nelle grotte naturali dove la temperatura costante e l'umidità fanno il resto.</p>
<p>Il paese di Valpelline, capoluogo dell'omonimo comune a 960 metri di altitudine, è un borgo rurale tranquillo che vive di agricoltura e di un turismo discreto, fatto più di escursionisti e buongustai che di villeggianti. Non ha la scenografia di Courmayeur né l'animazione di Cervinia: ha qualcosa di più raro — l'autenticità.</p>

<h3>Il borgo e le sue frazioni</h3>
<p>Il centro di Valpelline si raccoglie attorno alla chiesa parrocchiale di San Pantaleone, con un campanile romanico in pietra grigia e, all'interno, un altare ligneo barocco dorato di buona fattura e un crocifisso processionale medievale. Le case in pietra locale, con i tetti in lose — pesanti lastre di pietra che resistono al vento e alla neve — e i balconi in legno annerito dal tempo, conservano l'aspetto della montagna abitata e lavorata da secoli. Le facciate portano ancora le date di costruzione scolpite sulla pietra dell'architrave: 1642, 1718, 1803.</p>
<p>Le frazioni si arrampicano lungo la valle, ognuna con la sua cappella e il suo nucleo di case rurali. Oyace, arroccata su uno sperone roccioso a 1377 metri, è particolarmente suggestiva: un balcone naturale sulla valle con una torre medievale pentagonale — residuo di un antico castello — e una manciata di case strette tra la roccia e il vuoto. Bionaz, più in alto, è la base per le escursioni verso il lago di Place-Moulin e i ghiacciai del Grand Combin.</p>

<h3>I sentieri rurali</h3>
<p>La Valpelline è attraversata da una rete di sentieri che collegano i borghi, gli alpeggi e i laghi artificiali in quota. Non sono sentieri da trekking alpinistico, ma vie rurali che i pastori e le mandrie percorrono da secoli. Tra i più belli:</p>
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<li><strong>Sentiero delle cappelle</strong> — collega le frazioni attraverso boschi di larici e prati fioriti, toccando le cappelle votive in pietra che punteggiano il paesaggio e raccontano la devozione popolare della montagna.</li>
<li><strong>Lago di Place-Moulin</strong> — il grande lago artificiale in fondo alla valle, raggiungibile in auto fino alla diga o a piedi da Bionaz, è circondato da cime che superano i 3500 metri. La diga, una delle più grandi d'Italia con i suoi 155 metri di altezza, è di per sé impressionante. Il sentiero che costeggia il lago fino alla testata della valle offre panorami di rara grandiosità.</li>
<li><strong>Ru de Ville</strong> — passeggiata lungo l'antico canale irriguo, facile e panoramica, che attraversa i prati a mezza costa con viste sulla valle e sulle montagne circostanti. I ru sono i canali che i valdostani costruirono per irrigare i campi e i prati portando l'acqua dai torrenti di montagna: un capolavoro di ingegneria rurale.</li>
<li><strong>Alta Via n. 1</strong> — il celebre trekking valdostano passa da queste parti nel tratto tra Oyace e il rifugio Nacamuli al Col Collon, una delle tappe più impegnative e spettacolari del percorso.</li>
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<h2>La fontina e la tavola</h2>
<p>La visita in Valpelline non è completa senza un'immersione gastronomica. La fontina DOP è il filo conduttore di ogni pasto:</p>
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<li><strong>Seupa à la Vapelenentse</strong> — la zuppa che porta il nome della valle: strati di pane raffermo di segale, fontina d'alpeggio tagliata a fette e verza, bagnati con brodo di carne e gratinati al forno con burro fino a formare una crosta dorata. È il piatto più iconico della cucina valdostana, e qui nella sua terra d'origine ha un sapore che altrove si può solo imitare.</li>
<li><strong>Fonduta</strong> — fontina fusa con burro, tuorli e latte tiepido, servita caldissima con crostini di pane nero e, in stagione, lamelle di tartufo bianco d'Alba. La fontina di Valpelline fonde in modo perfetto, creando una crema liscia e avvolgente.</li>
<li><strong>Fontina d'alpeggio</strong> — degustate quella con il marchio CTF (Consorzio Tutela Fontina) e provenienza Valpelline: il sapore cambia da una stagione all'altra, da un alpeggio all'altro, e un assaggio comparativo di due o tre stagionature diverse è un'esperienza educativa oltre che golosa.</li>
<li><strong>Tegole e paste di meliga</strong> — biscotti secchi alle mandorle e nocciole o alla farina di mais, da accompagnare al caffè o al génépy di fine pasto.</li>
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<p>I ristoranti della valle sono pochi e semplici, spesso annessi ad agriturismi dove si servono piatti preparati con gli ingredienti dell'azienda: la carne delle vacche valdostane, le verdure dell'orto, il formaggio della malga. È il tipo di cucina che non si replica altrove perché dipende interamente dal territorio e dalla stagione.</p>

<h2>Come arrivare e quando</h2>
<p>La Valpelline si raggiunge da Aosta in circa 20 minuti, seguendo la strada regionale che parte da Variney sulla statale del fondovalle. Non c'è ferrovia né trasporto pubblico frequente: l'auto è necessaria. Il periodo migliore va da giugno a settembre, quando gli alpeggi sono attivi, i sentieri praticabili e i ristoranti aperti. A fine settembre la désarpa — la discesa delle mandrie dall'alpeggio al fondovalle — è un evento da non perdere: le vacche adornate di fiori, nastri e campane attraversano i borghi in una festa che celebra la fine dell'estate alpina con musica, bancarelle e degustazioni di fontina appena prodotta. L'autunno è splendido per i colori dei larici e la quiete. L'inverno è silenzioso e nevoso, ideale per le ciaspole nei boschi ma con servizi ridotti al minimo.</p>

Practical info

When is the best time to visit Valpelline?

The recommended time is May, June, July, August, September and October, when it is less crowded.

Is Valpelline crowded?

Valpelline is a almost deserted destination compared with the more touristy ones.

Where is Valpelline?

Valpelline is located in Valpelline, Valle d'Aosta, Italia.

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