Europa

Turismo e gentrificazione: quando i visitatori cambiano il volto di un luogo

Affitti brevi, negozi di souvenir, residenti espulsi. Come il turismo di massa trasforma i centri storici e cosa possiamo fare come viaggiatori.

Turismo e gentrificazione: quando i visitatori cambiano il volto di un luogo

C'è un momento in cui un quartiere smette di essere un luogo e diventa una destinazione. Succede quando i residenti cominciano ad andarsene, sostituiti dagli affitti brevi. Quando le botteghe chiudono e al loro posto aprono negozi di souvenir. Quando la sera le strade si svuotano perché nessuno ci abita più: restano solo i turisti.

È la gentrificazione turistica, e sta accadendo in tutta Europa. A Venezia, dove i residenti sono scesi sotto i 50.000. A Lisbona, dove interi quartieri sono stati convertiti in Airbnb. A Barcellona, dove il Barrio Gótico è diventato un parco tematico a cielo aperto. A Firenze, dove nel centro storico vivono ormai più turisti che fiorentini.

Il meccanismo è semplice. Quando un luogo diventa turisticamente attraente, i proprietari degli immobili scoprono che affittare ai turisti rende più che affittare ai residenti. I prezzi salgono, i residenti si spostano in periferia, i servizi di quartiere — il fruttivendolo, il ferramenta, il medico — chiudono perché la clientela non c'è più. Resta il guscio: bello, fotogenico, vuoto.

Come viaggiatori, non siamo innocenti in questo processo. Ogni volta che prenotiamo un Airbnb in un centro storico, contribuiamo alla pressione sul mercato immobiliare residenziale. Ogni volta che scegliamo il quartiere più "autentico" per il nostro soggiorno, acceleriamo la sua trasformazione in qualcosa di non più autentico.

Questo non significa smettere di viaggiare. Significa scegliere con consapevolezza. Preferire un hotel a un affitto breve nel centro storico. Scegliere un B&B gestito da residenti locali. Alloggiare in periferia e raggiungere il centro a piedi o con i mezzi. Sono scelte piccole che, moltiplicate per milioni di viaggiatori, fanno la differenza.

Significa anche redistribuire il turismo nello spazio e nel tempo. Invece del centro storico, esplorare i quartieri residenziali. Invece dell'alta stagione, viaggiare nei mesi meno frequentati. Invece delle cinque destinazioni più famose di un paese, cercarne altre cinque meno conosciute.

Le amministrazioni locali stanno reagendo, con risultati alterni. Venezia ha introdotto il biglietto d'ingresso. Barcellona ha limitato le licenze per affitti brevi. Amsterdam ha vietato Airbnb nel centro. Firenze ha imposto tasse di soggiorno crescenti. Sono tentativi di gestire un fenomeno che sfugge al controllo, e non sempre funzionano.

La soluzione più efficace resta la più semplice: andare dove gli altri non vanno. L'undertourism non è solo un modo diverso di viaggiare: è una risposta alla gentrificazione turistica. Portare visitatori nei borghi che si spopolano invece che nelle città che si svuotano dei residenti. È un riequilibrio che fa bene a tutti.

La domanda da farsi prima di ogni viaggio non è solo "dove voglio andare?" ma anche "che effetto avrà la mia presenza su questo luogo?". Non è una domanda facile, ma è una domanda necessaria. Perché viaggiare è un privilegio, e come tutti i privilegi comporta una responsabilità.

Info pratiche

Dove si trova Turismo e gentrificazione?

Turismo e gentrificazione si trova in Europa.

Altre mete da scoprire

← Tutte le guide