Williamsburg, Brooklyn (New York), Stati Uniti

The City Reliquary: il museo nato da una vetrina a Williamsburg, Brooklyn

A Williamsburg un museo civico in una vetrina: dentiere da Dead Horse Bay, cimeli delle World's Fair e un santuario a Jackie Robinson.

The City Reliquary: il museo nato da una vetrina a Williamsburg, Brooklyn

Foto: Rhododendrites (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

A Williamsburg, all'angolo tra le insegne dei locali e le linee della metropolitana, c'è uno spazio largo poco più di un negozio che si chiama The City Reliquary. È un museo civico no-profit dedicato alla storia minuta di New York e dei suoi cinque distretti: non i monumenti da copertina, ma gli oggetti che la città ha prodotto, perso e dimenticato. L'indirizzo è 370 Metropolitan Avenue, Brooklyn, NY 11211.

La storia di come è nato spiega bene cosa si trova dentro. Nel 2002 il fondatore Dave Herman trasformò la vetrina del suo appartamento, all'incrocio tra Havemeyer e Grand Street, in una piccola esposizione visibile dalla strada. Chi si fermava a guardare scopriva un pulsante sul muro esterno: premendolo, partiva la voce registrata di Herman che faceva da guida agli oggetti in mostra, tra cui un set di dentiere recuperate a Dead Horse Bay e alcune statuette della Statua della Libertà. Sul muro Herman aveva anche dipinto a mano le indicazioni verso i luoghi vicini, segnalando per esempio che il Williamsburg Bridge si trovava 1,3 miglia a ovest. Nel gennaio 2006 la collezione si spostò pochi isolati più in là, nello storefront attuale di Metropolitan Avenue; l'inaugurazione, il primo aprile 2006, ebbe il taglio del nastro dell'allora presidente del distretto di Brooklyn, Marty Markowitz.

Quello che si vede oggi è una collezione permanente fatta di reliquie urbane, alcune curiose, altre commoventi. C'è un santuario dedicato a Jackie Robinson e ai Brooklyn Dodgers, memorabilia delle due Esposizioni Universali di New York (quella del 1939-40 e quella del 1964-65), e un allestimento interattivo sulla carriera di Little Egypt, ballerina di burlesque di fine Ottocento. È esposta anche la raccolta di figure della Statua della Libertà di Herman, il nucleo originario di tutto. Tra i pezzi più sobri c'è la corda che reggeva il drappo di lutto sul balcone del City Hall dopo l'11 settembre. La logica del posto non è la grandiosità ma la prossimità: ogni oggetto è qualcosa che è passato per le mani di qualcuno, in questa città.

Il museo è anche un'organizzazione civica attiva, con un calendario di eventi durante l'anno: feste di quartiere, concerti nel cortile, proiezioni e appuntamenti ricorrenti come la Collector's Night, il Bike Fetish Day e l'Havemeyer Sugar Sweets Festival. Vale la pena controllare il programma se si capita a Brooklyn nei giorni giusti.

Sugli orari conviene essere prudenti: le fonti non concordano del tutto. La pagina ufficiale del museo indica apertura nel fine settimana, mentre un listing più recente segnala apertura da giovedì a domenica, dalle 12 alle 18. Dato che gli orari possono cambiare, la cosa più sensata è telefonare prima al numero (718) 782-4842 o verificare sul sito. L'ingresso è a offerta libera/contributo modesto, in linea con la natura no-profit del posto.

Arrivarci è semplice con la metropolitana: la linea G ferma a Metropolitan Avenue, la L a Lorimer Street, le J/M/Z a Marcy Avenue; in superficie passano gli autobus della zona. Da qualsiasi fermata si cammina pochi minuti. È il tipo di tappa che si abbina bene a una giornata a piedi per Williamsburg, magari prima o dopo una passeggiata sul ponte: piccola, specifica e gestita da persone che a questi oggetti tengono davvero.

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