Sasso Fratino: la foresta proibita dove i faggi hanno cinque secoli
Sul versante romagnolo delle Foreste Casentinesi, sopra Bagno di Romagna, si nasconde la prima riserva integrale d'Italia: un bosco vetusto patrimonio UNESCO che non si può attraversare, ma solo avvicinare in punta di piedi.
Foto: Freirossi (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che si rispettano da lontano. Sasso Fratino appartiene alla seconda categoria. Nascosta sul ripido versante nord-orientale dell'Appennino tosco-romagnolo, fra i comuni di Bagno di Romagna e Santa Sofia, in provincia di Forlì-Cesena, è la prima riserva naturale integrale istituita in Italia: era il 1959, e da allora questo lembo di bosco è rimasto chiuso a qualsiasi attività umana che non sia la ricerca scientifica. Niente sentieri, niente cartelli, niente passi. Solo la foresta lasciata a se stessa.
Quello che la rende straordinaria non è un panorama da cartolina, ma il tempo. Qui crescono faggi che superano i cinque secoli di età, tra le latifoglie decidue più longeve dell'emisfero settentrionale, accertati con il prelievo di piccole carote dei tronchi che non danneggiano le piante. Nel 2017 l'UNESCO ha inserito Sasso Fratino nel Patrimonio dell'Umanità, all'interno della serie delle antiche faggete europee: il primo sito montano dell'Emilia-Romagna a ricevere questo riconoscimento. Un bosco vetusto, dove gli alberi morti restano a terra a nutrire quelli nuovi.
L'accesso alla riserva vera e propria è interdetto, e va bene così. Ma intorno, all'interno della Zona A del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, si estendono altre foreste antiche percorribili dalla fitta rete di sentieri CAI. Si sale dal versante romagnolo lungo le antiche mulattiere sopra Bagno di Romagna, attraverso la valle di Pietrapazza e i suoi borghi abbandonati, in un silenzio che a queste latitudini è quasi introvabile.
È qui che si capisce il senso di un turismo diverso. Mentre le grandi mete naturalistiche faticano sotto il peso dei visitatori, queste valli restano poco frequentate, soprattutto fuori dal weekend. Bagno di Romagna, antico centro termale dalle acque sulfuree, è una base perfetta e fuori rotta: paese vivo ma tranquillo, lontano dai flussi di massa.
Andateci a passo lento, in primavera quando il bosco si riapre o in autunno quando il faggio si accende. Portate via solo lo sguardo. Sasso Fratino non chiede di essere conquistato: chiede di esistere indisturbato, e questo, oggi, è già un privilegio.