Otagi Nenbutsu-ji: i 1.200 rakan di pietra in fondo a Saga-Toriimoto, Kyoto
Oltre Arashiyama, a Kyoto, un tempio collinare con 1.200 statue di rakan nel muschio: ogni volto è diverso, scolpito da fedeli dilettanti.
Arashiyama, a ovest di Kyoto, è una delle zone più visitate della città: il boschetto di bambù di Sagano e il ponte Togetsukyo riempiono ogni giorno migliaia di scatti. Se però si risale verso nord, lungo la via storica Saga-Toriimoto, le persone si diradano a ogni isolato. In fondo alla salita, su un fianco boscoso della collina di Ukyo-ku, sta l'Otagi Nenbutsu-ji: un tempio piccolo dove capita spesso di entrare e trovarsi quasi soli, a pochi chilometri dal caos del bambù.
Quello che si vede appena varcato il cancello sono le statue. Oltre milleduecento rakan — i discepoli del Buddha — scolpiti nella pietra e disposti su terrazze e pendii, ormai coperti di muschio verde brillante. Non sono opera di maestri scalpellini: furono intagliati tra il 1981 e il 1991 da fedeli e visitatori comuni, dilettanti che parteciparono al restauro del tempio sotto la guida del monaco-scultore che lo dirigeva. Il risultato è un esercito di volti tutti diversi. Uno stringe una racchetta da tennis, un altro tiene un mangianastri portatile, due brindano con una tazza di sake ridendo, alcuni suonano strumenti, altri cullano un bambino o si coprono il viso con le mani. Conviene camminare lentamente e guardare le espressioni una per una: è lì che sta il senso del posto, più che nell'architettura.
Il tempio in sé ha origini antiche — fu fondato nell'VIII secolo e spostato nella posizione attuale nel Novecento — ma è questa folla silenziosa di statue moderne a renderlo memorabile. La visita è breve: in venti o trenta minuti si gira tutto. Vale la pena scegliere la prima mattina o la giornata grigia, quando il muschio è più acceso e i rakan, illuminati di taglio, sembrano davvero in conversazione tra loro.
Per arrivarci ci sono due strade. La più semplice: dalla stazione di Saga-Arashiyama (linea JR Sagano da Kyoto) si prende un autobus Kyoto Bus diretto a Kiyotaki — linee 62, 72, 92 o 94 — e si scende alla fermata Otagi-dera mae, proprio davanti all'ingresso. I bus passano di rado, quindi conviene fotografare l'orario alla fermata per il ritorno. La seconda strada è a piedi, ed è quella che ripaga: dal centro di Arashiyama si sale per circa mezz'ora lungo Saga-Toriimoto, un tratto di strada protetto con case di legno dai tetti di paglia, piccole botteghe e qualche statua di tanuki. Si passa prima davanti all'Adashino Nenbutsu-ji — altro tempio legato al culto dei defunti — e l'Otagi è l'ultima tappa, in cima. Tornando in discesa si rientra naturalmente verso il bambù e il ponte: è la sequenza più logica per chi vuole vedere prima la parte tranquilla e poi quella turistica.
Qualche nota pratica. L'ingresso costa una cifra contenuta (intorno ai 300-500 yen a seconda della fonte) e si paga in contanti. Il tempio chiude di mercoledì, salvo festività, e gli orari indicati variano leggermente tra le diverse fonti, in genere dal mattino fino al primo pomeriggio: meglio verificare sul sito ufficiale (otagiji.com) prima di partire, anche perché il rientro dipende dai pochi autobus. L'indirizzo è 2-5 Sagatoriimoto Fukatanicho, Ukyo-ku, Kyoto. Coordinate: 35.031375, 135.661122.