Hradčany, Praga, Repubblica Ceca

Nový Svět: i vicoli pastello dietro il Castello di Praga dove visse Tycho Brahe

Nový Svět, l'enclave acciottolata dietro il Castello di Praga: casette pastello e silenzio a cinque minuti dalle folle del Vicolo d'Oro.

Nový Svět: i vicoli pastello dietro il Castello di Praga dove visse Tycho Brahe

Foto: NoJin (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Nový Svět significa "Mondo Nuovo", ma è uno degli angoli più antichi di Praga. Si trova sul versante nord della collina del Castello, nel quartiere di Hradčany, in una piega del terreno che la maggior parte dei visitatori supera senza accorgersene. Il nucleo nacque a metà del XIV secolo come sobborgo lungo la vecchia strada verso il villaggio di Střešovice; nel 1360 Carlo IV lo incluse dentro le mura di Hradčany. Non c'è alcun cartello a indicarlo dalla zona del Castello: si imbocca la discesa di U Brusnice e in pochi metri il rumore dei gruppi turistici sparisce.

Qui non vivevano nobili. Le casette furono costruite per il personale di servizio del Castello, gente troppo poco importante per abitare più in alto. Per consolarsi della loro condizione, gli abitanti dipingevano le facciate e davano alle case nomi ambiziosi: "La Pera d'Oro", "L'Uva d'Oro", "La Ghianda d'Oro", insegne che si leggono ancora oggi. Gli incendi del 1420 e del 1541, oltre alle guerre hussite, distrussero quasi tutto l'edificato originario: le case che si vedono ora risalgono perlopiù al XVII e XVIII secolo. Il risultato è una sequenza di facciate basse color crema, ocra e rosa lungo un acciottolato stretto, con i pochi residenti che escono a fare la spesa come in un paese.

Al numero 1 di Nový Svět, all'angolo con U Brusnice, abitò l'astronomo danese Tycho Brahe quando arrivò a Praga come matematico imperiale alla corte di Rodolfo II. Una targa commemorativa segna l'edificio. Brahe lavorò qui con il giovane Johannes Kepler poco prima di morire, nel 1601: secondo l'aneddoto più ripetuto in città, una vescica scoppiata dopo un banchetto al quale, per buona educazione, non aveva voluto allontanarsi. È sepolto nella chiesa di Týn, sulla Piazza della Città Vecchia. Su alcuni dettagli gli storici discutono ancora, ma la presenza di Brahe in questo vicolo è documentata e dà la misura di quanto la storia praghese passi anche dai suoi angoli minori.

Vale la pena camminare fino in fondo alla via. Al numero 10 c'è la casa U Raka ("Il Gambero"), l'ultima abitazione in legno a graticcio sopravvissuta nel centro storico di Praga. All'estremità ovest si alzano le fortificazioni barocche del Seicento: salendo i gradini e voltandosi a sinistra si guarda l'intera enclave dall'alto, con i tetti rossi che scendono verso la valle. Nový Svět è stato uno degli ultimi punti della città a conservare i lampioni a gas, in funzione fino agli anni Ottanta; oggi sono elettrici ma mantengono la forma originale. Nel Novecento la zona attirò artisti e registi, tra cui il pittore Jan Zrzavý e il cineasta surrealista Jan Švankmajer. In fondo al vicolo un piccolo bar, la Kavárna Nový Svět, permette di sedersi all'aperto con un caffè a prezzi normali, lontani dai listini gonfiati dell'area del Castello.

Per arrivarci, il tram 22 è la scelta più comoda. Si può scendere alla fermata Brusnice (una dopo Pražský hrad): cinque minuti a piedi attraversando la strada e scendendo lungo U Brusnice, con Nový Svět sulla destra in fondo. In alternativa, scendendo a Pohořelec si fa un percorso più scenografico di circa dieci minuti, passando davanti al santuario barocco della Loreta e imboccando poi Kanovnická. Chi viene dal Castello a piedi raggiunge la zona in cinque minuti in direzione della Loreta: l'unica difficoltà è ricordarsi di svoltare, perché nulla lo segnala. Le luci migliori, e la calma maggiore, sono al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

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