Kagurazaka, Tokyo, Giappone

Kagurazaka, l'antico quartiere delle geishe alle spalle di Shinjuku

Kagurazaka a Tokyo: vicoli acciottolati ex quartiere delle geishe, il tempio Bishamonten, caffe francesi e scalinate dietro la collina.

Kagurazaka, l'antico quartiere delle geishe alle spalle di Shinjuku

Foto: PHGCOM (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons

Kagurazaka sale lungo una collina nel quartiere di Shinjuku, a pochi minuti dai grattacieli della stazione e dal traffico di Iidabashi. La via principale, Kagurazaka-dori, è in pendenza e abbastanza ordinaria di giorno: negozi, una pasticceria, qualche insegna in francese. Il motivo per cui vale la salita non è la strada principale, ma quello che le si apre ai lati, dove i vicoli stretti e lastricati conservano il disegno di quando qui lavoravano le geishe.

La storia spiega molto. Nel 1793 il tempio Zenkokuji si trasferì nella sua posizione attuale, sul fianco della collina, e attorno a un tempio importante cresce sempre una monzenmachi, una città-davanti-al-tempio fatta di case da tè e locali. Durante l'epoca Meiji (1868-1912) Kagurazaka divenne una delle principali hanamachi di Tokyo, con ryotei (ristoranti tradizionali), case d'appuntamento e abitazioni delle geishe addossate nei vicoli dietro la salita. Al suo apice vi erano registrate circa 700 geishe. Oggi ne restano una trentina, accanto a una concentrazione insolita di chef francesi: da qui il soprannome di "piccola Parigi". Tra i vicoli più riconoscibili ci sono Kakurenbo Yokocho e Hyogo Yokocho, con il selciato e i muri di legno laccato di nero. I ciottoli non sono un vezzo: furono posati anche per evitare che le geishe in kimono si sporcassero di fango i giorni di pioggia, e l'area, risparmiata dal grande terremoto del Kanto del 1923, mantenne così il suo tessuto stradale.

Il cuore del quartiere è il tempio Bishamonten Zenkokuji, riconoscibile dal portale rosso sulla via principale. Fondato nel 1595 e legato alla scuola buddhista Nichiren, è dedicato a Bishamonten, divinità della fortuna e protettrice; la sala principale, costruita all'inizio del periodo Edo, è classificata come Bene Culturale Importante del Giappone. È un tempio attivo, non un museo, e funziona bene come punto di partenza per la passeggiata. Poco più in su merita una deviazione il santuario Akagi-jinja, ricostruito dall'architetto Kengo Kuma con vetro e materiali naturali: una versione contemporanea di santuario shintoista, con un caffè italiano all'interno. Ai piedi della salita, vicino alla stazione, il Canal Café affaccia la sua terrazza su un canale che faceva parte dei fossati del castello dei Tokugawa.

Il consiglio pratico è semplice: non fermatevi alla via centrale. Imboccate le scalinate di pietra e i vicoli laterali dietro la collina, dove il ritmo cala nettamente e si incontrano porte di legno, piccoli ristoranti e botteghe che dalla strada principale non si vedono. È qui che il carattere di ex quartiere delle geishe è ancora leggibile nell'urbanistica, non in una ricostruzione per turisti. Per orientarsi conviene perdersi di proposito: l'area è compatta e si torna sempre verso la salita.

Come arrivarci: la stazione più comoda per i vicoli è Kagurazaka, sulla linea Tokyo Metro Tozai (uscita 2). Per il tempio è spesso più diretta Iidabashi, servita dalla JR Sobu e da tre linee della metropolitana (Tozai, Yurakucho, Namboku): dall'uscita ovest si imbocca la salita e in pochi minuti si è davanti allo Zenkokuji. Una terza opzione è Ushigome-Kagurazaka, sulla linea Toei Oedo. La zona si gira a piedi; meglio le ore diurne o il primo serale, quando i ristoranti accendono le insegne ma i vicoli restano tranquilli. In estate, attorno al tempio, si tiene il Kagurazaka Matsuri, con il mercato dei lampioncini hozuki e le danze Awa Odori lungo la via principale.

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