Le scale-teatro del Rione Sanità: il barocco nascosto di Napoli
Nei cortili del Rione Sanità, lontano dai vicoli affollati di Spaccanapoli, si nascondono le scale aeree di Ferdinando Sanfelice: architetture barocche che pochi turisti pensano di cercare.
Foto: Giuseppe Guida (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
Ci sono quartieri che restano fuori dalle cartoline anche nelle città più visitate. Il Rione Sanità è uno di questi: poco a nord del centro storico di Napoli, ai piedi delle colline di Capodimonte, vive di vita propria, attraversato ogni giorno da un fiume di abitanti e quasi mai dai flussi che intasano Spaccanapoli e San Gregorio Armeno. Eppure è qui, dietro portoni anonimi e cortili di passaggio, che si nasconde uno dei capitoli più sorprendenti del barocco napoletano.
Il merito è in gran parte di Ferdinando Sanfelice, architetto e pittore del primo Settecento che proprio in questo quartiere reinventò il modo di salire le scale. Invece di nasconderle ai lati, le portò di fronte all'ingresso e le trasformò in spettacolo: rampe che si aprono e si incrociano come ali, archi sovrapposti, scorci che inquadrano un giardino o un pezzo di cielo. Sono le celebri scale "ad ali di falco", oggi imitate ovunque ma nate tra queste mura.
I due luoghi simbolo sono il Palazzo dello Spagnolo, in Via dei Vergini, e il Palazzo Sanfelice, lungo Via Sanità, residenza che l'architetto costruì per sé. Si entra nei cortili quasi in punta di piedi, perché restano spazi abitati: panni stesi, motorini, voci che rimbalzano sulle volte. La scenografia barocca convive con la quotidianità, ed è proprio questo contrasto a renderla memorabile.
Visitare la Sanità con rispetto significa muoversi lentamente, a piedi, magari affidandosi alle cooperative di giovani del quartiere che da anni accompagnano i visitatori tra catacombe, chiese e cortili. Non è un parco a tema: è un rione che si è rimesso in piedi puntando su un turismo lento, e che merita di essere attraversato con curiosità e discrezione.
Conviene venire al mattino presto o nel tardo pomeriggio, quando la luce taglia di sbieco le rampe e i cortili sono più tranquilli. Lasciate la guida cartacea in tasca, alzate lo sguardo verso le scale sospese e fatevi sorprendere da una Napoli barocca che quasi nessuno pensa di cercare.