La Rotonda di San Martino a Vyšehrad: l'edificio più antico di Praga con una palla di cannone nel muro
La Rotonda di San Martino a Vyšehrad, Praga: l'edificio più antico della città, romanico, con una palla di cannone prussiana del 1757 nel muro.
Foto: No machine-readable author provided. Miaow Miaow assumed (based on copyright claims). (Public domain) — Wikimedia Commons
Sulla collina di Vyšehrad, a sud del centro di Praga, quasi tutti puntano dritti alla basilica neogotica dei Santi Pietro e Paolo e al cimitero di Slavín, dove riposano Dvořák, Smetana e Mucha. Pochi metri più in là, lungo la via V Pevnosti, c'è invece un piccolo cilindro di pietra intonacato di chiaro che la maggior parte dei visitatori supera senza fermarsi: la Rotonda di San Martino. È l'edificio più antico di Praga ancora in piedi e l'unico monumento di Vyšehrad conservato nella sua forma originaria.
Fu costruita nell'ultimo terzo dell'XI secolo, sotto il principe (poi re) Vratislav II, quando Vyšehrad era residenza del sovrano. È una rotonda romanica dalle dimensioni minime e dalla geometria leggibile a colpo d'occhio: diametro interno di circa 6,5 metri, abside profonda poco più di due metri, muri spessi quasi un metro. Sopra il tetto conico si alza una piccola lanterna sormontata da una croce dorata con mezzaluna e sole. Tutto qui: una sala rotonda per pochi fedeli, sopravvissuta a quasi mille anni di guerre e ricostruzioni del quartiere intorno.
Il dettaglio che vale la deviazione è conficcato nella parete, a destra della finestra sopra l'ingresso: una palla di cannone. È il ricordo dell'assedio prussiano di Praga del 1757, durante la guerra dei Sette Anni, ed è stata lasciata lì di proposito, murata nell'intonaco, come una cicatrice esposta. Si vede a occhio nudo dalla strada, senza bisogno di entrare.
La rotonda è arrivata fino a noi quasi per caso. Trasformata la collina in fortezza, l'edificio finì usato come deposito di polvere da sparo, anche durante la guerra dei Trent'anni. Nel 1841 un progetto stradale tra Nové Město e Pankrác rischiò di demolirla: a salvarla fu il conte Karel Chotek. Il restauro che le ha dato l'aspetto attuale risale al 1875, quando il capitolo di Vyšehrad la acquistò e la fece sistemare su disegno dell'architetto Antonín Baum, recuperandone le linee romaniche. All'interno, dipinti murali ottocenteschi e una pala d'altare di František Sequens.
Perché resta trascurata? Perché è piccola, defilata rispetto al percorso turistico principale e raramente aperta: oggi appartiene al capitolo ecclesiastico di Vyšehrad e viene usata per il culto, non come museo. L'interno si può vedere in occasione delle messe (in genere il sabato mattina e in alcuni giorni feriali in tarda mattinata o serata) oppure su visita guidata da concordare in anticipo. Ma il bello — la forma compatta, la lanterna, la palla di cannone — è tutto leggibile dall'esterno, in qualsiasi momento.
Per arrivarci: la fermata della metropolitana è Vyšehrad, sulla linea C (rossa), da cui si raggiunge a piedi l'ingresso del complesso fortificato in una decina di minuti, passando per le antiche porte. La rotonda è all'indirizzo V Pevnosti, Praha 2, all'interno del parco di Vyšehrad, che è ad accesso libero e si gira comodamente a piedi. Conviene abbinarla al giro completo della collina: i bastioni affacciati sulla Moldava, la basilica, il cimitero e i resti delle costruzioni medievali. Primavera e inizio autunno sono i periodi migliori per camminare tra i prati e i camminamenti senza il caldo dell'estate.