Mets, Atene, Grecia

La collina di Ardittos a Mets: il belvedere dimenticato di Atene sopra lo Stadio Panathinaiko

Ardittos, collina di pini a Mets (Atene): pochi passi dallo Stadio Panathinaiko, viste su Acropoli e Olympieion senza ressa.

La collina di Ardittos a Mets: il belvedere dimenticato di Atene sopra lo Stadio Panathinaiko

A pochi minuti a piedi da Piazza Syntagma, addossata alla curva marmorea dello Stadio Panathinaiko, si alza una collina di pini alta 133 metri che la maggior parte dei visitatori di Atene non sale mai: Ardittos (Lofos Ardittou). Sta incastrata tra il quartiere di Mets e quello di Pangrati, sopra l'antico letto del fiume Ilisso, e funziona da parco pubblico. Mentre il Licabetto e la collina di Filopappo si riempiono di gruppi e selfie, qui in un'ora di cammino è facile incrociare solo qualche residente con il cane o un jogger di passaggio.

Il nome viene dall'eroe Ardittis, legato a uno degli usi più curiosi del luogo nell'Atene classica: sulla collina si riuniva un tribunale popolare (dikasterion) e i cittadini sopra i trent'anni che facevano da giudici prestavano qui il giuramento eliastico, impegnandosi a votare secondo le leggi. L'area ai piedi del colle, chiamata Agra, era costellata di templi, seconda per importanza solo all'Acropoli: si ricordano santuari dedicati a Pan, a Ecate, a Era e soprattutto ad Artemide Agrotera, la dea cacciatrice. Le piene ripetute dell'Ilisso hanno smantellato quasi tutto, e di quel paesaggio sacro restano oggi più i nomi che le pietre.

Lo Stadio Panathinaiko non è un vicino qualunque: fu ricavato proprio nella conca naturale tra Ardittos e il colle di Agra, scavato all'epoca di Licurgo intorno al 339 a.C. e poi ricostruito tutto in marmo da Erode Attico nel 144 d.C., lo stesso stadio che ospitò la prima Olimpiade moderna nel 1896. Sulla cima di Ardittos Erode Attico fece erigere un piccolo tempio a Tyche, la dea della Sorte, le cui fondamenta sono ancora individuabili tra gli alberi; sempre in vetta si trova una tomba che la tradizione attribuisce a lui.

Il motivo concreto per salire è la vista. I sentieri, in parte lastricati e in parte sterrati, conducono a punti panoramici quasi mai fotografati. Dall'alto si guarda letteralmente dentro lo Stadio Panathinaiko, con le gradinate di marmo bianco a ferro di cavallo; alzando lo sguardo si inquadrano in un solo colpo d'occhio l'Acropoli con il Partenone e, più in basso verso l'Ilisso, le colonne del Tempio di Zeus Olimpio (Olympieion). In lontananza spunta il cono del Licabetto. È lo stesso skyline delle cartoline, ma visto da un'angolazione che pochi cercano, e senza nessuno a contendersi il parapetto. I pini garantiscono ombra anche a mezzogiorno, cosa non scontata ad Atene.

Arrivarci è semplice: dalle stazioni metro Syntagma o Evangelismos sono dieci-quindici minuti a piedi, costeggiando il Giardino Nazionale e poi lo stadio. Gli ingressi ai sentieri si aprono sul lato dello stadio e dal quartiere di Mets, con le sue stradine residenziali in salita e qualche caffè di vicinato. Il percorso è breve, meno di un chilometro e mezzo con un dislivello modesto: si fa in mezz'ora abbondante con scarpe comode. Non c'è biglietteria, è un parco urbano all'aperto. I mesi migliori sono la primavera e l'autunno, quando il caldo di Atene è gestibile e la luce radente di fine giornata accende il marmo dello stadio: portate acqua, perché sulla collina non ci sono fontane né chioschi.

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